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CORONAVIRUS

Il sonno nei giorni della clausura: attenti a non esagerare

10 aprile 2020, 05:07

Il sonno nei giorni della clausura: attenti a non esagerare

ISABELLA SPAGNOLI

La condizione di auto-isolamento casalingo per il Covid-19 espone tutti noi alla possibilità di sviluppare disturbi del sonno o alterazioni significative del ritmo sonno-veglia. Per venire incontro alle esigenze dei cittadini, Aims, l’Associazione italiana di medicina del sonno (di cui fa parte anche il Centro di Medicina del sonno dell'ospedale Maggiore), mette a disposizione medici esperti che risponderanno via Skype o per e-mail alle richieste di tutti quelli che hanno problemi legati alle condizioni di auto-isolamento o che semplicemente chiederanno consigli su come gestire il proprio sonno in questo difficile periodo.

I medici dell’Aims garantiranno, sette giorni su sette, in due fasce orarie quotidiane, la propria disponibilità al punto di ascolto telematico (www.sonnomed.it). Abbiamo chiesto a Liborio Parrino, direttore della struttura semplice dipartimentale di Medicina del sonno dell'Azienda ospedaliero-universitaria (che dal 2012 al 2015 ha ricoperto il ruolo di presidente nazionale di Aims) com’è la qualità del sonno dei parmigiani, da settimane chiusi fra le mura domestiche. «Inizio col dire che il nostro Centro non lascia solo nessuno. Chiaramente in questo momento le persone non si presentano all’ospedale, ma noi continuiamo a seguire ogni nostro paziente, quotidianamente, telefonandogli per sentire come sta, chiedendo se occorre modificare le dosi della terapia per l’insonnia e interrogandolo personalmente su eventuali peggioramenti o miglioramenti. Il dato molto interessante è che in questo primo periodo di clausura forzata la maggior parte dei nostri pazienti afferma di dormire di più e meglio».

Come si spiega questo? «La risposta è semplice - continua Parrino -. Chi soffriva di insonnia causata da stress o da superlavoro ora, durante questa emergenza che costringe a stare in casa, ha modificato drasticamente i suoi ritmi. Il paziente non arriva più sfinito a sera, carico di problemi che ha accumulato durante la giornata. Il risultato è andare a letto più rilassati, più sereni. Il messaggio che il nostro corpo ci manda è chiaro: ognuno di noi deve avere più rispetto per la propria vita e di conseguenza per il proprio sonno. Abbiamo quindi notato un aggiustamento del sonno in modo forzato».

Parrino spiega, però, che non sa se questi risultati positivi si prolungheranno nel lungo periodo. «Una volta ritrovato il sonno e dopo che si avrà avuto il tempo di riposare nel migliore dei modi, la persona comincerà a sentire il peso della clausura, di eventuali problemi economici, della paura in generale. Tutti questi problemi e ansie potranno portare ad una fase di depressione che indurrà a stare a letto troppe ore incidendo negativamente sul ritmo circadiano. Sono quindi preoccupato e un po’ dubbioso per il futuro».

Il direttore del Centro del sonno spiega che anche l’arrivo dell’ora legale, che di solito crea scompensi importanti per i nottambuli, è stato meno avvertito rispetto al passato: «Le persone hanno ammortizzato i disagi stando dentro un ambiente tranquillo: in casa».