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CORONAVIRUS

Generazione decimata: impennata di decessi tra gli over 74

11 aprile 2020, 05:07

Generazione decimata: impennata di decessi tra gli over 74

PIERLUIGI DALLAPINA 

La pandemia è accanita sulla generazione che ha visto la guerra o che è nata subito dopo. Lo raccontano le cronache dell'ultimo mese e mezzo e lo confermano anche gli ultimi dati dell'Istat sull'andamento dei decessi nel mese di marzo: il forte aumento si accanisce soprattutto sulla fascia d'età che va dai 74 anni in su. dell'Istat sull'andamento dei decessi nel mese di marzo: il forte aumento si accanisce soprattutto sulla fascia d'età che va dai 74 anni in su. dell'Istatdell'Istat sull'andamento dei decessi nel mese di marzo: il forte aumento si accanisce soprattutto sulla fascia d'età che va dai 74 anni in su. E ad essere i più colpiti sono gli uomini.Queste considerazioni valgono tanto per il Nord Italia quanto per la provincia di Parma, dove si parla dei decessi è molto alto in tutti i paesi presi in considerazione dall'Istat.

A parte Monchio, usato comune, su 29 presi in esame, ad avere un aumento di decessi pari a zero rispetto allo stesso periodo (i primi 28 giorni di marzo) dell'anno scorso.

I LUTTI NEL PARMENSE

L'indagine è fatta di numeri, ma è sempre doveroso ricordare - per rispetto verso la difesa e il dolore dei familiari e degli amici - che questi dati parlano di vite che sono venute a mancare.

A livello provinciale, i primi 28 giorni di marzo hanno fatto registrare un totale di 1.137 decessi (724 in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso). Un livello percentuale è stato superato il 175%. A morire con più frequenza (+ 233,7%) sono gli uomini, passati da 196 a 654 decessi, mentre per le donne è composto alto, ma più contenuto (+ 122,6%), anche se presenti alcuni casi in nettissima controtendenza : basta guardare quello che è accaduto a Calestano, Langhirano, Montechiarugolo, Fontanellato e San Secondo.

I decessi nei comuni - Tabella

In valori assoluti, il comune in cui è pianto il maggior numero di morti (442) è stata Parma, per ovvie ragioni di popolazione, mentre un livello percentuale rattristano le condizioni di Sissa-Trecasali e Colorno, dove i morti in più sono stati associati del 733 e del 533%.

 Senza nulla togliere al dolore che accompagna ogni lutto, colpisce particolarmente quel + 1600%, riferito agli uomini scomparsi a Sala Baganza durante il mese di marzo.  La situazione resta grave a Collecchio, Calestano, Langhirano, Fornovo e Soragna, dove i morti in più vanno oltre il 300%. 

IL NORD IL PIÙ COLPITO

Per spiegare i numeri descritti nelle tabelle, l'Istat ha svolto alcune considerazioni di carattere generale, soffermandosi sul caso di Bergamo e provincia, una delle aree più devastanti della pandemia. «Il capoluogo vede quasi quadruplicare i decessi per il complesso delle cause», scrive l'Istat, ben sapendo che il numero dei morti è legato al coronavirus.

«Situazioni particolarmente allarmanti si riscontrano anche nella provincia di Brescia, nel cui capoluogo i decessi nelle prime quattro settimane di marzo sono più che raddoppiati». Le statistiche danno poi alcune informazioni in più sul sesso e sull'età dei defunti. Il maggiore aumento dei decessi riguarda gli oltre 74 e per gli uomini si osserva un aumento del 163% a fronte di un + 102% per le donne.

COME LEGGERE LA TABELLA

I dati Istat si riferiscono ai decessi per qualunque causa (non solo per coronavirus) da solo per una parte dei comuni subentrati nell'Anagrafe nazionale della popolazione residente. «Si tratta dei comuni che presentano un importante eccesso di mortalità rispetto agli anni precedenti», scrive l'Istat per spiegare quei numeri che parlano di uomini e donne che non ci sono più.