Sei in Gweb+

LOTTA AL VIRUS

L'Ausl boccia la sanificazione stradale: «È inutile»

11 aprile 2020, 05:04

L'Ausl boccia la sanificazione stradale: «È inutile»

PIERLUIGI DALLAPINA

Certo, il virus spaventa, perché in giro non si parla d'altro e ormai lo vediamo ovunque. Qualsiasi persona, ogni oggetto e ogni luogo potrebbero essere infetti. Ma attenzione che la paura, quella buona, quella che invita alla prudenza, non si trasformi in psicosi e non spinga ad adottare rimedi che alla fine si rivelano nocivi per la salute. Quella stessa salute che volevamo proteggere ad ogni costo contro questo nemico temibilissimo chiamato coronavirus.

Un esempio di comportamento sbagliato riguarda la cosiddetta «sanificazione» delle strade, eseguita a favore di telecamera in Cina per dimostrare la determinazione nella lotta al virus, ma guardata con estremo scetticismo da larga parte della comunità scientifica, tanto che in città l'Ausl, in linea con le indicazioni del ministero della Salute e dell'Istituto superiore di sanità, esprime parere contrario all'impiego massiccio di disinfettanti lungo le strade. «Finiremmo per inquinare tutto senza motivo.

Il vero pericolo di contagio, per quanto riguarda il coronavirus, è dato dal contatto stretto tra le persone», ricorda Paolo Cozzolino, direttore del Dipartimento di Sanità pubblica dell'Ausl.

Ma allora perché tanti sindaci, alcuni anche nel Parmense, hanno scelto di «sanificare» le strade dei loro paesi?

«Bisogna prendere decisioni su basi scientifiche. Se invece vengono prese solo per accontentare le pretese della gente o per assecondare le loro paure, allora nascono i problemi», dichiara, preoccupato dai possibili danni sulla salute e sull'ambiente provocati dalle sostanze usate per disinfettare vie e piazze. Tra le più comuni c'è l'ipoclorito di sodio che, per semplificare, potrebbe essere tradotto con candeggina o varechina.

«Usando questa sostanza, o altre simili, si genererebbe una massa inquinante che andrebbe a nuocere anche ai bambini, i più vicini al piano stradale per via della loro altezza», avverte Cozzolino, prima di spiegare perché, oltre ad essere pericolosa, la «sanificazione» delle strade sia anche inutile.

«Il Covid-19 è un virus e per vivere ha bisogno di saliva, muco, lacrime. Finché la cellula vive, anche il virus si riproduce, ma quanto dura uno sputo se esposto al sole, come avviene in strada? Il discorso cambia se si parla dei batteri, tipo il colera, che nell'acqua vivono e con il passare del tempo aumentano la loro carica infettante. In questi casi è utile lavare».

A conferma di questa posizione, c'è un parere dell'Istituto superiore di sanità. «L’uso di sodio ipoclorito, sostanza corrosiva per la pelle e dannosa per gli occhi, per la disinfezione delle strade potrebbe essere associato ad un aumento di sostanze pericolose nell’ambiente con conseguente esposizione della popolazione. Il sodio ipoclorito, in presenza di materiale organici presenti sul pavimento stradale potrebbe dare origine a formazione di sottoprodotti estremamente pericolosi quali clorammine e trialometani e altre sostanze cancerogene».

Alla luce di questi campanelli d'allarme, Tiziana Benassi, assessore all'Ambiente e alla Mobilità, ricorda la linea del Comune per quanto riguarda la pulizia delle strade: «Dato che certi prodotti possono inquinare le falde e il terreno, noi preferiamo proseguire con la pulizia ordinaria, che vede l'impiego di saponi e detergenti. Ci sono zone della città, come alcune vie del centro, che vengono pulite quotidianamente. Penso a via Farini, via Mazzini, borgo delle Colonne, via Nazario Sauro o borgo Giacomo Tommasini. Ulteriori metodi di pulizia non sono indicati, come ci è stato spiegato sia dall'Iss e che da Arpae».