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CORONAVIRUS

Librerie, falsa partenza. Domenica prossima riaprono i centri commerciali

12 aprile 2020, 05:08

Librerie, falsa partenza. Domenica prossima riaprono i centri commerciali

PIERLUIGI DALLAPINA

Martedì riapriranno le librerie, è ufficiale, lo dice il Governo. Ma siamo proprio sicuri che succederà davvero? In città no, almeno per quanto riguarda parecchi punti vendita e quindi sarà una falsa partenza. Queste incertezze però non riguardano i centri commerciali che, come stabilisce l'ultima ordinanza della Regione, potranno restare aperti la domenica. Per la precisione, si tratta di domenica 19 e domenica 26 aprile.

I LIBRI POSSONO ATTENDERE

Più tempo per organizzarsi, perché adesso sono ancora troppe le incognite sul come garantire la sicurezza dei dipendenti e dei clienti all'interno di un negozio particolare, dove la gente entra, tocca la merce, la sfoglia, si attarda fra gli scaffali e molto spesso scambia quattro chiacchiere con il libraio. Lo chiedono molti librai di Parma, sia indipendenti che non. «La riapertura delle librerie è una decisione abbastanza scellerata, macchiata da una certa ipocrisia», sbotta Domenico Maisto, gestore della libreria Mondadori in piazza Ghiaia. «In libreria ci si entra per fare un'esperienza con animo leggero, ma questo ora non è possibile - afferma -. Hanno voluto trasformarci in un simbolo, ma hanno sbagliato. Era molto meglio riaprire quando l'intera comunità aveva maggiore libertà di movimento. Adesso rischiamo di aprire in un deserto».

A complicare la situazione c'è il problema della sicurezza. Come evitare il contagio in questo negozio dai ritmi rilassati e conviviali? «Non esiste nessun vademecum. Noi come dobbiamo comportarci con i clienti delle librerie, che sono gli esseri più imprevedibili del pianeta?», scherza, ma non troppo, il libraio.

«Martedì non saremo ancora nelle condizioni di poter aprire al pubblico in sicurezza», conferma Marco Rabuffi, direttore della Feltrinelli in via Farini, una libreria in cui chi entrava aveva anche la possibilità di sedersi al tavolo, bere un caffè e mangiare, oppure accomodarsi sulle poltrone per sfogliare i volumi. Come cambierà questa libreria-ristorante-ritrovo? «Dobbiamo capire come regolarci - ammette il direttore -. Magari dovremo togliere le sedute, probabilmente dovremo chiedere ai clienti di indossare la mascherina, sicuramente bisognerà schermare le casse, magari con del plexiglass. Potrebbe esserci chiesto di trasformare la libreria da luogo di svago a posto di pronta scelta, dove chi compra lo fa con una certa rapidità. Vedremo come poterci organizzare. Nel frattempo, anche l'altra Feltrinelli, quella all'interno della Galleria, martedì resterà chiusa. Riapriremo quando potremo farlo in sicurezza per i dipendenti e i clienti». Di fronte a queste incognite si capisce perché tanti librai non hanno intenzione di riaprire al pubblico martedì. E il discorso vale sia per le grandi catene, con ampie superfici di vendita, che per le librerie indipendenti. «Noi non riapriremo, siamo molto contrari a questa decisione, perché non si può decretare una riapertura senza aver chiarito quali sono le misure di sicurezza da rispettare. La nostra è una struttura minuscola. Cosa dovremmo fare? Far entrare un cliente alla volta?», si domanda Antonello Saiz della «Diari di bordo». Insieme ad altri librai, Saiz ha firmato una lettera che contesta questa riapertura anticipata, «sarebbe stato più opportuno aspettare l'inizio di maggio», ma anche la trasformazione delle librerie in simboli di rinascita contro il coronavirus. «Non capisco come mai le librerie siano diventate improvvisamente dei pilastri per l'economia». Tra gli altri punti vendita in attesa di organizzarsi c'è anche la Fiaccadori, alle prese con la decisione di quando e come riaprire, e «Librerie.Coop» del Centro Torri. In questo ultimo caso, la riapertura ci sarà, ma non sarà martedì. «Anche noi non riapriremo martedì. Prima dobbiamo organizzarci per tutelare la salute dei dipendenti e dei nostri clienti, magari contingentando il numero degli ingressi e mettendo a disposizione di chi entra guanti e mascherine», conferma Carlo Ferrari, titolare della Mondadori, all'Euro Torri, che aveva chiuso prima ancora dello stop imposto dal Governo. E mentre a Parma si progetta la riapertura, la Regione Lombardia ha prolungato lo stop anche per le librerie.

SUPER APERTI LA DOMENICA

Con l’avvicinarsi di due festività nazionali – 25 Aprile e 1º Maggio – nelle quali tutte le attività di vendita saranno chiuse (a eccezione di farmacie, parafarmacie, edicole e distributori di carburante), l'ordinanza firmata dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha deciso la riapertura dei supermercati la domenica, per evitare l'affollamento negli altri giorni della settimana. L'ordinanza prevede che nelle giornate festive e prefestive all’interno dei centri commerciali e delle medie e grandi strutture sia consentita la vendita limitatamente a farmacie, parafarmacie, edicole, tabacchi, articoli di cartoleria e punti vendita di generi alimentari, di prodotti per l’igiene personale, la pulizia e l’igiene della casa. La prima domenica di apertura dei centri commerciali però non sarà oggi, ma il 19 aprile, visto che fino a domani resta in vigore l’ordinanza che prevede la chiusura festiva dei supermercati.

DIVIETI CONFERMATI

L’ordinanza regionale conferma poi le misure già in vigore, a partire dal divieto di jogging o passeggiate, visto che per lo spostamento a piedi, se dovuto a ragioni di salute o per esigenze fisiologiche dell’animale di compagnia, è obbligatorio restare in prossimità della propria abitazione. Per le attività che producono e vendono cibo (come rosticcerie, friggitorie, gelaterie, pasticcerie e pizzerie al taglio), resta consentito il solo servizio di consegna a domicilio.