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Isolamento e bambini: la parola d'ordine è sempre fantasia

14 aprile 2020, 05:05

Isolamento e bambini: la parola d'ordine è sempre fantasia

ANNA PINAZZI

«Mi sto annoiando». È la frase che, probabilmente, in questo periodo di «reclusione forzata», risuona tra le mura domestiche che ospitano bambini di ogni età, più a lungo di una hit musicale estiva alla radio, durante il mese di luglio.

Famiglie numerose, piccoli nuclei, tutti conoscono questa affermazione. Una chiara richiesta d’ aiuto dei bambini ai propri genitori: combattere le ore di noia. Questi adulti, dunque, reclutati dai più piccoli nell’«esercito del divertimento», si armano di inventiva, curiosità e pazienza per trovare qualche attività spassosa, ma allo stesso tempo stimolante ed educativa, per far trascorrere momenti piacevoli ai propri bambini. Ecco che dunque, la fantasia prende il volo e «dei bicchieri di plastica con della pasta all’interno diventano delle splendide maracas», «il rotolo di cartone della carta igienica si trasforma in un binocolo da pirata», «un mucchio di farina diventa la sabbia del mare d’estate» e «un telo steso sul balcone trasforma una merenda in un fantastico pic-nic nel bosco».

Un’immersione completa nel mondo magico della fantasia in cui tutto è concesso. In cui è anche possibile «diventare piccoli piccoli come il virus e dargli un pugno per farlo andare via», come immagina Lorenzo, di sei anni. La mamma di Lorenzo, Carlotta Vernasca ammette che «il bambino è un po’ disorientato. A mio figlio più piccolo Luca, di quasi due anni, basta la presenza di mamma e papà, ma al più grande, manca la scuola e la compagnia dei suoi amici. Fortunatamente però – continua – le maestre hanno messo a disposizione delle storie da far ascoltare ai bambini, i quali, poi, devono disegnare ciò che hanno percepito. Un’altra cosa bellissima è stata la videochiamata di classe: Lorenzo è stato entusiasta di rivedere, anche se tramite uno schermo, i compagni e le maestre».

La scuola, fra le tante cose, crea una routine confortante per i bambini che, senza di essa, possono sentirsi spaesati. «Nei primi giorni senza la scuola – riporta Michelle Cecchi, mamma di Adele (dodici anni) ed Emma (dieci anni) – entrambe si svegliavano tardi al mattino e, in questo modo, veniva perso del tempo che poteva essere dedicato allo studio o ad altre attività. Così ho impostato la sveglia alle 8 del mattino, le giornate hanno acquistato più ritmo».

Le esigenze dei bambini si adattano alle possibilità dei più grandi e degli spazi a disposizione. «Le mie figlie sono molto fortunate – continua Michelle – hanno la possibilità di giocare nell’ampio giardino. Vivendo in campagna, dopo aver concluso i compiti assegnati on-line, la loro sembra una vacanza estiva entro i confini di casa. Essendo in due e avendo grandi spazi a disposizione, si annoiano meno rispetto ad altri bambini, si sentono meno sole. È anche vero – spiega – che hanno molta inventiva: si truccano da personaggi di Harry Potter, fanno finta di essere a scuola, colorano magliette vecchie con le tempere, fingono di sfilare sulle passerelle dell’alta moda o di essere a gare di danza e canto». «Con l’aiuto di papà Enrico – conclude Adele – abbiamo costruito un monopattino e un canestro da usare in giardino. Con la mamma ci divertiamo in cucina impastando, mescolando e anche assaggiando!». Oggetti, costumi e giochi fatti in casa con il materiale a disposizione. Anche Giovanni, sei anni, è un grande costruttore. Come rivela la mamma, Anita Torresin: «Ha provato con cartone e forbici a costruire uno slittino per la neve, un po’ fuori stagione – continua ridendo – e con il papà ha costruito una mazza da baseball». Le attività manuali svolte da Giovanni non finiscono qui, anche l’orto e il giardinaggio sono una sua grande passione. «È un bravissimo giardiniere – commenta Anita – e anche un bravissimo pasticcere. Si diverte a cercare ricette su internet e riprodurle. È diventato davvero bravo! E poi – conclude – dato che gli orari della sveglia al mattino sono cambiati senza scuola, abbiamo creato un momento nuovo tutto per noi: ogni sera scegliamo un film da guardare insieme».

C’è un ritorno alle cose semplici. Ai giochi fatti di poche cose ma di tanta immaginazione e di condivisione del tempo con gli affetti. Questi bambini, come noi tutti, sono incastrati in un lungo presente. Il gioco e la fantasia possono trasportarli dove desiderano, facendo sentire più leggero il peso dell’isolamento e dell’incertezza di questo momento.