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Librerie e negozi per bambini: riaperture a macchia di leopardo

15 aprile 2020, 05:05

Librerie e negozi per bambini: riaperture a macchia di leopardo

ANTONIO BERTONCINI

Un investimento in ottimismo per un difficile «ritorno al futuro». Potrebbe definirsi così quello dei non pochi librai di Parma che, fra mille incertezze e difficoltà, hanno deciso di alzare la saracinesca e riaprire i punti vendita nel primo giorno consentito dal provvedimento governativo. Dalle premesse dei giorni scorsi, con non poche contestazioni e tante incertezze, quello dell’apertura delle librerie e dei negozi di abbigliamento per bambini sembrava destinato ad un flop, o almeno ad una falsa partenza dopo la Pasquetta con la città deserta. Invece non è stato propriamente così: c’è chi ha aperto, chi ci sta lavorando per farsi trovare pronto nel giro di pochi giorni, e chi apertamente contesta una scelta in cui non crede. Ma la voglia di riaprire si fa sentire. E magicamente i primi clienti cominciano a farsi vedere.

LIBRERIE
Il nostro mini-tour comincia da barriera Bixio. In via Monte Grappa la prima piacevole sorpresa: la cartolibreria Futurino Club è aperta e già arrivano i primi clienti. Giorgio e Mariangela Ferraroni, insieme al figlio Roberto, sono ancora affaccendati per rendere il locale agibile, accogliente e sicuro, mentre a terra gira il robottino aspirapolvere per le pulizie. Ci sono i cartelli per limitare l’ingresso ad una sola persona per volta, entrata e uscita hanno porte separate: «Finalmente possiamo provare a lavorare un po’- dice Giorgio posando sul bancone guanti e disinfettante spray - Noi non facciamo consegne a domicilio, ma ci siamo attrezzati a tempo di record per accogliere i clienti. Qualche telefonata, il tam tam sul web, e il mondo ricomincia a girare». Certo, con la Pasqua di mezzo, non è ancora tutto a posto: per isolare la cassa hanno piazzato il parabrezza di un ciclomotore. Artigianale, ma funziona, in attesa che arrivi il vetraio ad installare la barriera come Dio comanda. Non si fa trovare sorpreso dal provvedimento governativo Massimo Soncini nella sua piccola ma accogliente libreria Giallo Parma in borgo Cocconi, che accetta anche richieste telefoniche per consegne a domicilio: «Qui il flusso era poca cosa anche prima – constata Massimo – ma aprire è un bel segnale. Mettiamo a disposizione i presidi minimi per la sicurezza dei clienti, e contiamo sul buon senso. Ci proviamo, se non funziona si chiude». In via D’Azeglio troviamo la Libreria Medico Scientifica. «Siete i primi ad entrare – ci accoglie Andrea Aureli – noi siamo pronti, armati di disinfettante e guanti, una persona per volta. Non abbiamo avuto difficoltà perché già facciamo spedizioni e consegne a domicilio». In vicolo Grossardi è aperta la libreria Universitas. Fuori dal locale fogli A4 segnano la distanza di un metro e indicano addirittura i tempi di coda: «Un po’ di ironia non guasta – è l’opinione del gestore Davide Scilabra – già prima facevamo consegne a domicilio e spedizioni in tutta Italia, ma aprire la libreria è importante. Non mi aspetto frotte di lettori, ma c’è parecchio bisogno, soprattutto per gli studenti e per chi usa i libri per lavoro». Dall’altra parte del torrente, in piazza Ghiaia, chi ha scommesso sull’apertura con la città semideserta è Il Libraccio: «Non abbiamo avuto dubbi – dice Monia Angeli, responsabile del negozio – se il Governo ha ritenuto di dare il benestare avrà avuto validi motivi. Finora eravamo disponibili per acquisti sul sito e spedizione tramite corriere, oggi torniamo ad essere una libreria al servizio dei cittadini. Abbiamo fatto pubblicità sui social, e già è venuto qualche cliente sia per comprare che per vendere». In via Garibaldi c’è La Bancarella, altra libreria storica parmigiana, presidiata da Pietro Pelizzoni, alle prese con guanti e disinfettanti: «Prima o poi bisognava ripartire – dice – ci proviamo, vediamo come va». Aperto in sicurezza – dice William Quattromini – è anche Tuttolibri in via Bernini, sia per la vendita al dettaglio che per le forniture alle librerie. Serrande ancora chiuse, invece, per i punti vendita di più ampie dimensioni, come la Feltrinelli, che vuole vederci chiaro su sicurezza e modalità, la Mondadori all’Eurotorri, che però fa consegne a domicilio e si sta attrezzando per riaprire nei prossimi giorni, così come la Fiaccadori e la libreria Coop al Centro Torri. Serrande abbassate anche per la Mondadori al Campus. Contrari alla riapertura per ragioni di sicurezza, organizzative ed economiche, sono invece i gestori della Mondadori in piazza Ghiaia e della libreria indipendente «Diari di Bordo», che puntano sulla consegna a domicilio con buoni risultati, e chiederanno addirittura al presidente della Regione Bonaccini di richiudere le librerie.

ABBIGLIAMENTO PER BAMBINI
A macchia di leopardo anche le aperture di negozi di abbigliamento per bambini. Fioralba Roscigno non vedeva l’ora di aprire il suo «Hoplà» in via Garibaldi. «Non ci sarà gran traffico – constata – ma apriamo in sicurezza per chi preferisce venire in negozio, per ora solo al mattino, ma garantiamo anche consegne a domicilio e ci stiamo attrezzando per vendite on line». Di fronte sta aprendo anche Benetton: «Ma solo il reparto bimbi – precisa la titolare Chiara Pedrazzi – Anche noi proviamo solo al mattino con gel, guanti e cassa protetta». «Abbiamo deciso di riaprire solo al mattino o al pomeriggio su appuntamento - fa invece notare Roberta Aimi titolare de La Cicogna in via XX Marzo – anche se quella del Governo non ci sembra una scelta azzeccata. Lo facciamo per i clienti, ma si poteva aspettare qualche settimana. Invece stiamo lavorando molto con le consegne a domicilio».