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CORONAVIRUS

Case di riposo, controlli a tappeto del Nas

16 aprile 2020, 05:06

Case di riposo, controlli a tappeto del Nas

GEORGIA AZZALI

Volti segnati dagli anni e da mali che si portano sul corpo da tempo. Separati da settimane dagli affetti più cari, perché l'emergenza virus impone anche questa pena. Uomini e donne fragili, in molti casi non autosufficienti, ospiti dei Centri residenza per anziani sparsi tra città e provincia. I carabinieri del Nas di Parma, guidati dal maggiore Gianfranco Di Sario, hanno già ispezionato una decina di strutture. Centri gestiti da privati, che però operano anche in convenzione con il sistema pubblico. Al momento non sono emerse gravi criticità, ma i controlli sono destinati ad allargarsi anche ad altre strutture. Perché ai primi esposti, sia ai carabinieri che in procura, cominciano ad aggiungersene altri.

LE NORME DA RISPETTARE

In realtà i militari del Nas di Parma sono in azione già da tempo, ancora prima che esplodesse l'emergenza. E ancora prima dei grandi allarmi nazionali sulla situazione spesso drammatica delle case di riposo. Controlli fatti scattare di propria iniziativa, o su delega della procura. I carabinieri verificano le condizioni igienico-sanitarie e lo stato di salute degli ospiti. È chiaro che i militari non possono accertare le condizioni degli anziani, decidendo eventualmente che una persona debba essere trasferita in una struttura pubblica o in ospedale, per questo è sempre presente un medico durante le ispezioni.

L'attenzione è ovviamente puntata anche su mascherine e guanti: quei dispositivi di protezione di cui, almeno per quanto riguarda le strutture fin qui ispezionate, gli operatori e gli ospiti erano dotati. È chiaro, però, che verranno approfondite eventuali segnalazioni sulla prima fase dell'allarme epidemia, quando le mascherine potrebbero essere state un «accessorio» raro anche in qualche residenza per anziani.

CONTAGIO E PREVENZIONE

Dispositivi di protezione, ma non solo. I carabinieri del Nas controllano anche cosa viene fatto all'interno delle case di riposo per contenere il contagio: è chiaro, infatti, che un anziano positivo non può essere tenuto accanto a un altro, finendo poi per alimentare la diffusione del virus . Così come potrebbero verificarsi altre situazioni molto rischiose: casi sospetti, perché con sintomi compatibili con l'infezione, non separati da persone che non mostrano problemi, o perlomeno asintomatiche.

CONTROLLI IN TUTTA ITALIA

Controlli capillari. A Parma. Come in tutta Italia. Da quando è scattata l'emergenza coronavirus sono 104 le strutture sanzionate dal Nas. Considerando i 601 accessi complessivi in strutture sanitarie e socio assistenziali, nel 17 per cento dei casi sono state riscontrate situazioni non conformi alle norme. È così che 61 persone sono state denunciate, mentre altre 157 dovranno pagare multe, per una somma complessiva di 72mila euro. I carabinieri hanno individuato inadeguatezze strutturali e gestionali, tra cui la mancanza di figure professionali adeguate alle necessità degli ospiti, la presenza di un numero superiore di anziani rispetto a quello consentito e l’uso di spazi e stanze inferiori a quelli minimi previsti: situazioni rilevate soprattutto nel mese di gennaio, contestualmente alla seconda parte del periodo delle festività natalizie, durante il quale aumenta la richiesta di collocazione degli anziani.

I TAMPONI AGLI OSPITI

Né denunce né multe, invece, dopo le ispezioni delle ultime settimane per quanto riguarda Parma e provincia. Ma il Nas è impegnato anche sul fronte dei tamponi: da settimane i militari, insieme al personale sanitario, stanno entrando nelle strutture del nostro territorio per sottoporre gli anziani al test. Per avere numeri certi su un'epidemia che nelle case di riposo è spesso diventata un'emergenza nell'emergenza.