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Traguardo

Erminio e Rina sposi da settant'anni

16 aprile 2020, 05:04

Erminio e Rina sposi da settant'anni

ISABELLA SPAGNOLI

Era il 15 aprile 1950 quando Erminio Barbuti, nato a Parma il 16 settembre del 1920 prese in moglie Rina Arodi che di anni ne aveva solo 21. Si sposarono in una chiesa di Lodi, città che ospitò Erminio al ritorno dalla campagna di Russia. Lì, grazie all’aiuto di familiari, aveva trovato lavoro in un’industria lattiero casearia, dove conobbe Rina, impiegata nel laboratorio di analisi. Fu amore a prima vista.

Di lì a poco si celebrò un matrimonio lontano dalla povertà lasciata dalla guerra. Il fasto stava nella presenza dei numerosi parenti e nel vestito della sposa, cucito dalla cognata Antonietta che aveva lavorato per le sorelle Fontana a Roma. Un modello principesco, simile a quello di Linda Christian, che portò fortuna a Erminio e Rina, che ieri hanno festeggiato il 70° della loro unione.

«Il loro è stato un matrimonio meraviglioso – spiegano le figlie Patrizia e Silvana -. Iniziato con grandi sacrifici e sbocciato, anno dopo anno, come il più bel fiore. Una volta tornati da Lodi, i miei genitori, andarono a vivere in una stanza in borgo Giacomo Tommasini. Presero a rate il mobilio per la camera da letto. Erano forti e tenaci. I sacrifici non li spaventavano. Dopo qualche anno si trasferirono in via Bandini e successivamente in via Kant dove ancora oggi vivono nella loro deliziosa casa con giardino».

Tornato a Parma, Erminio, che, da giovane, aveva studiato alla Salle e poi aveva frequentato fino al terzo anno di ragioneria, ebbe la fortuna di entrare in Barilla nei primi anni ‘50. «Il colosso di oggi al tempo contava appena cento dipendenti – aggiunge Patrizia -. Mio padre era impiegato in amministrazione, lavorava gomito a gomito con il signor Pietro che fu per lui un esempio, un punto di riferimento, diremmo un amico. Hanno condiviso tanti bei momenti e grandi soddisfazioni in 35 ann».

Dipendente serio ed affidabile, Erminio, permise a sua moglie di rimanere in casa ad occuparsi delle sue figlie come lei sempre aveva desiderato. «Curare noi bimbe, la casa e cucinare sono sempre state le passioni di nostra madre – aggiungono le figlie -. Le sue straordinarie crostate di marmellata sono diventate leggenda e nessuno è mai riuscito a riprodurre quella pasta frolla perfetta».

Erminio e Rina non sono diventati nonni ma hanno una famiglia numerosissima poiché entrambi contano cinque fratelli. «Alle riunioni di famiglia partecipano 60 cugini – aggiungono le figlie -. E’ una gioia ritrovarci tutti assieme. Purtroppo per il 70° anniversario di nozze non hanno potuto invitare nessuno a causa l’isolamento forzato, ma non vediamo l’ora che arrivi settembre quando papà compirà 100 anni per fare una festa meravigliosa con torte e palloncini».

 

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