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Calcio e Coronavirus

Bozzetti: «Giocare tanto in estate è un rischio per i calciatori»

17 aprile 2020, 05:02

Bozzetti: «Giocare tanto in estate è un rischio per i calciatori»

Paolo Grossi

Claudio Bozzetti nella sua carriera lavorativa ha letteralmente rimesso insieme, o se preferite fatto rinascere, migliaia di parmigiani che ancora oggi si rivolgono a lui, al centro Cpr, per risolvere problemi a ossa, tendini e muscoli. Qui però abbiamo raccolto il suo parere sulla possibile ripartenza del campionato di serie A perché il «Bozzo», nei 14 anni in cui è stato fisioterapista della Nazionale maggiore (1991-2004), ha partecipato alle fasi finali di 3 mondiali e 4 europei, rassegne in cui si giocano tante gare in pochi giorni, proprio come sognano di fare Figc e Lega per concludere la stagione. Secondo le più recenti velleità ad esempio per il Parma tra il 31 maggio e il 15 luglio ci sarebbero da giocare 13 partite.

«Secondo me è un programma che rasenta la follia - ammette senza mezzi termini Bozzetti -. A parte i rischi di nuovi contagi che vanificherebbero tutto, bisogna tener presente che il calcio di serie A si gioca a livelli fisici altissimi, con dispendio energetico e numerosi contrasti. Un calendario così compresso per prima cosa ridurrebbe drasticamente i tempi di recupero per i calciatori e questo, oltre a intaccare il livello della prestazione presenta molti rischi sul piano degli infortuni. Poi c'è un altro aspetto: sento parlare di un mese e mezzo di ritiro nei centri sportivi o in alberghi per l'intera rosa, senza mai tornare a casa per rischiare nuovi contagi: anche questo fatto produrrebbe molto stress. Ricordo bene la sofferenza di molti calciatori nel ritiro azzurro».

Magari passare a cinque sostituzioni può aiutare...

«Sulla carta, un po', ma nella realtà dei fatti poi conosciamo gli allenatori. Teniamo presente che questo campionato è ancora aperto in testa e in coda per cui le partite sarebbero tutte piene di motivazioni, e per vincere il tecnico cerca sempre di affidarsi ai migliori. Poi senza una oculata gestione rischierebbero nelle ultime giornate di non averli, cinque cambi da fare... Dico anche che bisogna ricondizionare a fondo il ''motore'' dei calciatori perché due mesi trascorsi tra le mura di casa pur con tabelle e la loro buona volontà, certo li hanno depauperati sotto molti punti di vista».

Tra l'altro si va verso l'estate, quindi il caldo.

«La mia mente corre ai Mondiali americani del '94, quando ci trovammo a giocare in condizioni disumane per temperatura e tasso di umidità. In questi giorni le tv ripropongono quelle gare e allora tutti ricorderanno che Roberto Baggio si stirò in semifinale e giocò poi l'ultima sfida in condizioni precarie. Insomma, il caldo, anche se immagino si giocherà prevalentemente di sera, è un ulteriore deterrente ad un programma del genere».

Ma quindi che cosa si dovrebbe fare?

«Chiudere qui la stagione, come hanno fatto e stanno facendo tanti altri sport. Progettiamo una ripartenza in sicurezza l'anno prossimo, ora i rischi sarebbero troppi».

 

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