Sei in Gweb+

Lutto

Iside Botti, l'infermiera col sorriso

La morte improvvisa della moglie di Claudio Bozzetti

di Gian Luca Zurlini -

18 aprile 2020, 05:07

Iside Botti, l'infermiera col sorriso

Claudio e Iside, o Iside e Claudio, nell'ordine che si preferisce. Una coppia, quella composta dall'ex fisioterapista del Parma e della Nazionale Claudio Bozzetti e dalla moglie Iside Botti che è stata unitissima nella vita e nel lavoro e che è stata dolorosamente separata solo dall'improvvisa scomparsa a causa di un malore che l'ha colpita mentre era in casa giovedì sera e da cui non è riuscita a riprendersi nonostante l'immediato intervento dei soccorritori del «118» che hanno prima tentato di rianimarla sul posto e l'hanno poi trasportata all'ospedale Maggiore dove poco dopo è venuta mancare.

Che se ne è andata all'improvviso, quasi senza disturbare, in perfetta sintonia con una vita che l'aveva vista sempre impegnata a fondo in tutto quello che faceva, nel lavoro e in famiglia, ma senza mai essere appariscente. Un po' come al Cpr, il centro riabilitativo aperto quasi 25 anni fa, nel maggio del 1995, dalla famiglia Bozzetti, di cui Iside è stata fin dall'inizio l'anima dietro le quinte. Le migliaia di parmigiani che lo hanno frequentato in questi anni trovavano quasi sempre lei alla reception, impegnatissima a gestire il flusso delle persone in attesa di essere visitate oppure di iniziare il proprio ciclo di terapie riabilitative.

Una presenza, la sua, che era anche quella di una persona competente: perché Iside Botti, nata a Varsi 67 anni fa, si era diplomata infermiera professionale e per una decina d'anni aveva lavorato all'allora ospedale Stuard, dove era dipendente anche il marito Claudio come infermiera nella cardiologia e nel day hospital. Nella struttura geriatrica nel cuore dell'Oltretorrente Iside Botti aveva già dimostratp la sua grande sensibilità umana e professionale. Qualità che poi ha messo al servizio del Centro parmense riabilitativo dove, soprattutto nei primi anni in cui il suo Claudio era ancora impegnato con Parma e Nazionale, era il fulcro.

Assieme ai figli Emiliano, anche lui fisioterapista sulle orme del padre, e Clara, impegnata nell'amministrazione, aveva portato avanti con impegno e dedizione l'attività di famiglia che era ed è tuttora qualcosa di più di un semplice centro riabilitativo e fisioterapico.

L'umanità di Claudio e la sua calda cordialità, unite a un sorriso e a battute che non mancavano mai, hanno di fatto contribuito a farlo diventare anche un punto di incontro delle persone che va oltre a quelle che sono le cure che vengono fatte ai pazienti. Una sorta di "famiglia allargata", dove ci si può rivolgere per avere anche consigli e dove non mancano mai battute parmigiane e cordialità. Per uno strano scherzo del destino negli ultimi 40 giorni Iside e Claudio avevano dovuto restare lontani dall loro creatura a causa dell'epidemia di coronavirus, Una lontananza mai così lunga in passato. Anche perché le vacanze erano sempre brevi e in attesa anche quest'anno, con il "conto alla rovescia" che era già iniziato in attesa della fine del periodo di confinamento nelle proprie abitazioni, c'era la sua casa di famiglia a Varsi. Una casa dove rimaneva con il marito per buona parte dell'anno, facendo la pendolare ogni mattino e ogni sera per tornare in quel luogo che le ricordava la propria infanzia e che aveva fatto amare anche ai figli e ai nipoti.

Proprio Emiliano ricorda come «sia davvero triste pensare che in quest'ultimo periodo della sua vita non sia potuta essere presente al Cpr e neppure rifugiarsi nella casa di Varsi, che era il suo luogo prediletto. Io poi era 40 giorni che non la vedevo di persona e non la potevo abbracciare, visto che per ridurre al minimo i rischi del contagio avevamo di fatto costretto i miei genitori a restare a casa, con mia sorella Clara che gli portava la spesa e li salutava da lontano. E a tutto avremmo pensato meno che a una scomparsa così improvvisa».

Iside Botti era anche molto conosciuta, oltre che in città, anche a Varsi, paese di cui la sua famiglia era originaria e verrà sepolta a poca distanza dalla sua casa in montagna, nel piccolo cimitero di San Rocco, che si trova nel comune di Solignano, ma in realtà dista pochi chilometri proprio da Varsi.

Senza "la Iside" anche il Cpr non sarà più lo stesso. E fa davvero una strana impressione pensare a quel bancone di fianco all'ingresso senza il suo sorriso ad accogliere le persone e senza la sua continua ricerca di Claudio, sempre impegnato a "saltare" da una sala visite all'altra per dare risposte e consigli a pazienti che in molti casi erano diventati anche amici. Oltre al marito Claudio, di cui proprio ieri la "Gazzetta" aveva pubblicato un'intervista nelle pagine sportive sull'eventuale ripresa del campionato di calcio, Iside Botti, i cui funerali si svolgeranno in forma privata nel rispetto delle norme vigenti a causa dell'epidemia di coronavirus, lascia anche i figli Emiliano e Clara e gli adorati Emma, Pietro e Anita, cui ha fatto fino all'ultimo da nonna premurosa e affettuosa.