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Coronavirus

Calestano, per Franco e Lucia il lieto fine dopo la paura per la malattia

19 aprile 2020, 05:06

Calestano, per Franco e Lucia il lieto fine dopo la paura per la malattia

ANTONIO RINALDI

 

 

CALESTANO Franco e Lucia: dalla vita tranquilla di paese, tra la casa e il loro negozio di pitture naturali, alla tempesta del Coronavirus, il tutto nel giro di pochi giorni che li segneranno per sempre.

Inizia Lucia Lanfranchi, che ha 60 anni, il 7 marzo, con sintomi leggeri per 3-4 giorni; poi il marito Franco Ferrari, 65 ani, da subito in maniera più pesante, con febbre alta per diversi giorni fino al 14, quando la guardia medica rileva una bronchite e decide di tenerlo monitorato prescrivendo antibiotici. La situazione rimane piuttosto stabile fino al 17 quando il saturimetro rileva un valore di 84 e il medico decide allora per il ricovero. Tempo (breve) del trasferimento in ospedale con l’Assistenza pubblica e quando Franco arriva a Parma il suo livello di ossigeno è già sceso a 72. Terribile il momento dell’attesa al Pronto soccorso, fra la confusione del momento drammatico e tanti altri casi anche più gravi, il ricovero è scontato e l’esito del tampone è positivo.

«Da quel momento ho trascorso 5 giorni con la maschera dell’ossigeno, senza mai arrivare per fortuna ad esser intubato - dice Franco - I primi giorni ero molto debole e non riuscivo quasi neanche a mandare messaggi a casa. Poi per fortuna è andata sempre meglio e il 25 ho potuto chiamare a casa, ormai senza ossigeno e prossimo alle dimissioni che sono avvenute il 27, la fine di un incubo». Lucia dice: «È drammatica la permanenza in ospedale, ma lo è anche la condizione di chi sta a casa: l’attesa spasmodica di messaggi e della quotidiana chiamata dall’ospedale; non si mangia e non si dorme, solo un po’ di conforto dagli amici di sempre». Il rientro a casa di Franco è stato comunque duro, niente baci e abbracci ovviamente e una vita coniugale che è proseguita da «separati in casa» fino a venerdì 10 aprile, quando è terminata la quarantena formale di Franco. Martedì 14 e mercoledì 15 i due tamponi (di cui sono ancora attesi gli esiti) che dovranno sancire la fine ufficiale della malattia di Franco. «Nessun tampone invece per me - dice Lucia - non mi sembra una prassi corretta avendo avuto sintomi anche io ed essendo rimasta a lungo al fianco di un marito malato. Viste le sofferenze passate comunque colgo l’occasione per ricordare a tutti di mettere le mascherine, una piccola attenzione che può risparmiare grandi dolori». Il pensiero di fine intervista di Franco è tutto per chi lo ha salvato: «Ci tengo a ringraziare medici, infermieri e tutto il personale del quinto piano Torre medicine: degli angeli, che purtroppo nei primi giorni dell’emergenza hanno dovuto davvero esporsi personalmente a rischi sanitari serissimi».