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Lutto

Colorno, addio a Everardo Padovani, l'ingegnere che amava il Po

19 aprile 2020, 05:04

Colorno, addio a Everardo Padovani, l'ingegnere che amava il Po

COLORNOIl Po, i viaggi, i libri, le foto, lo sport, l’attenzione all’innovazione e a ciò che era piacevolmente bello nel suo lavoro, così come nelle passioni da coltivare nel tempo libero. C’erano tutti questi interessi nella vita di Everardo «Eve» Padovani, ingegnere colornese scomparso improvvisamente a 61 anni, a seguito di un infarto accusato mentre si trovata nella sua abitazione di via Barilli a Colorno. A ricordarlo i parenti e gli amici.

Everardo era colornese doc, classe 1958. Alla Bassa - specie agli ambienti lungo il Po a Sacca dove era stato presidente della locale Motonautica Parmense per 13 anni - era molto legato. Aveva studiato al liceo Romagnosi a Parma e si era poi laureato in ingegneria edile frequentando l’università prima a Parma e poi a Bologna. Il tempo di concludere il servizio militare, tra i vigili del fuoco, e l’arrivo dei primi incarichi di lavoro con la collaborazione alla «Progetti Glaukos» al fianco dell’architetto Flavio Franceschi. Insieme la firma in tanti progetti a Parma – come il recupero del Grand hotel Baglioni di viale Piacenza negli anni ‘90 e l’inizio del recupero della Reggia a Colorno – e di altre strutture nel Piacentino e nel Bresciano. E poi decine di collaborazioni in tutto il Parmense e nella Bassa, tra queste anche il progetto di valorizzazione dell’Antica grancia benedettina di Sanguigna e, tra gli ultimi lavori, la ristrutturazione della nuova sede dell’azienda Dolcelinea a Colorno. «Nel suo lavoro – ricorda l’amica Maria Cristina Mori – Everardo operava con attenzione all’innovazione e all’ambiente e cercava sempre il recupero di un bene per la sua valorizzazione storica ed architettonica. Aveva tante passioni: possedeva centinaia di libri, amava l’arte, la fotografia, i viaggi, le uscite in barca a vela. Poteva sembrare un po’ chiuso ad un primo impatto, anche perché era molto riservato, ma conoscendolo bene si scoprivano la sua intelligenza emotiva e la sua sensibilità. Con chi entrava in sintonia, gettava quella corazza che era solo esteriore. Parlava poco, ma faceva molto. In caso di necessità c’era sempre per tutti». Tra gli interessi primari lo sport. Aveva giocato nel Rugby Colorno, negli anni ‘70 agli albori della società, amava il tennis ed il golf e nei 13 anni da presidente della Motonautica Parmense di Sacca si era impegnato per organizzare gare di caratura internazionale, in collaborazione con la federazione, ed aveva poi dato inizio al Sacca racer meeting: il raduno di motoscafi d’epoca in arrivo da tutt’Europa. Everardo era molto legato alla sua terra d’origine, ma allo stesso tempo adorava esplorare il mondo, anche on the road. «Ad anni di distanza parlava con entusiasmo del viaggio che fece nel ‘92 in Messico e Guatemala -. Di recente, insieme ad altri amici, eravamo stati in Marocco, in camper per un tour del Portogallo e lo scorso gennaio a Napoli». Era appassionato anche di barca a vela: era lo skipper di Al Baloss quando nel 2009 fu organizzata una regata con una decina di barche tutte formate da colornesi a La Spezia. «Aveva una dote – ricordano ancora gli amici -: sapeva spiegare i concetti più complessi in modo semplice e chiaro, a tutti. E lo faceva con umiltà».

r.c.