Sei in Gweb+

SETTORE IN CRISI

Il vicesindaco Bosi: «Sport, futuro incerto per colpa della pandemia»

20 aprile 2020, 05:02

Il vicesindaco Bosi: «Sport, futuro incerto per colpa della pandemia»

PIERLUIGI DALLAPINA

Tutti fermi. Anche il mondo dello sport si è dovuto arrendere all'avanzata della pandemia. Campionati e allenamenti sono stati cancellati e per le società sportive questi sono i giorni dei dubbi e delle preoccupazioni, perché se è chiaro a tutti che il coronavirus cambierà le regole del gioco, resta ancora da capire come e quando poter ripartire. «Non è chiaro cosa dobbiamo aspettarci per il futuro», ammette Marco Bosi, vicesindaco con delega allo Sport.

Quali sono le discipline che il virus ha messo più in difficoltà?
«Si fa fatica a distinguere. Sebbene possa sembrare più problematico lo sport indoor, anche quello all'aperto ha molte criticità. Ad esempio, gli spogliatoi, anche quelli costruiti di recente, non riescono a garantire quel distanziamento sociale imposto dalla pandemia e questo problema può rendere impraticabili anche le attività sportive all'aperto».

Per risolvere il problema degli spogliatoi affollati, gli atleti non potrebbero presentarsi direttamente in campo e cambiarsi poi ognuno a casa propria?
«Potrebbe essere una soluzione, ma molte discipline all'aperto sono sport di contatto e quindi il problema del distanziamento sociale rimane».

Esiste poi un caso ancor più problematico: le piscine. Come potrebbero riaprire?
«Qui sarà ancor più difficoltoso far rispettare la distanza fra le persone, perché al di là del problema degli spogliatoi e delle docce, le vasche stesse sono state progettate per prevedere la presenza di più nuotatori nella stessa corsia. In questo momento vedo quindi molto difficile una riapertura imminente delle piscine».

Il Comune sta aiutando le società sportive a far fronte allo stop delle attività imposto dal virus?
«Continuiamo ad erogare a tutti i contributi necessari per far quadrare il quadro economico di chi gestisce i nostri impianti, dato che le tariffe imposte dal Comune non bastano a coprire tutte le spese. Ovviamente, questi contributi sono più alti per le piscine, perché hanno maggiori costi di gestione».

E per quanto riguarda gli affitti, cosa avete deciso?
«Abbiamo sospeso i canoni. In pratica, il Comune continua a dare alle società il corrispettivo per la gestione dei propri impianti, e in più abbiamo sospeso affitti che arrivavano al 10% del corrispettivo. Ma a volte nemmeno questo è sufficiente, perché c'è chi ha fatto degli investimenti che ora non riesce a ripagare. Ad esempio, chi ha rifatto un campo da calcetto, oltre al corrispettivo del Comune incassava anche l'affitto del campo, ma questa entrata adesso è pari a zero».

Ha parlato con le società sportive? Quali sono le loro maggiori preoccupazioni in questo momento?
«Ho mandato diverse lettere. La più grande preoccupazione ruota attorno al riuscire a far fronte ai costi. Ma c'è anche l'incognita del cosa decideranno di fare le famiglie, in più vanno pagate le tasse federali. Ecco, a tal proposito spero che tutti prendano come esempio la decisione della Federazione italiana di pallacanestro, che ha deciso di non chiedere le tasse di iscrizione ai campionati, i costi di registrazione dei cartellini e le tasse di gara».

Come aiutare invece le famiglie e come convincere a non disertare in massa i campi da gioco per paura del contagio?
«Resta da capire se vorranno iscrivere nuovamente i loro figli. So che ci sono state delle richieste di rimborso. Questo è un tema che voglio affrontare, cercando di far comprendere alle famiglie stesse le difficoltà che stanno gravando sulle spalle delle società sportive».

Avete chiesto aiuto anche ad altri livelli istituzionali? Penso alla Regione o al Governo.
«Come assessori allo Sport abbiamo dato mandato alla Regione di chiedere al Governo di concedere, ai proprietari degli impianti sportivi, la possibilità di estendere di un anno o due la durata dei contratti di gestione, senza per questo incorrere in sanzioni amministrative».

Ma la Regione ha già annunciato un sostegno indiretto allo sport, con i voucher per le famiglie. Il Comune cosa pensa di fare?
«La Regione ha manifestato la volontà di stanziare circa 3,5 milioni di euro per finanziare i voucher da distribuire alle famiglie. È una misura che condivido, ma noi tuteliamo già il diritto allo sport, erogando contributi fino a 500 euro a chi ha un Isee molto basso. Dato che la Regione erogherà i suoi contributi attraverso i Comuni, si tratterà di capire se sommare queste risorse a quelle che noi già garantiamo, oppure se questi soldi ci permetteranno di liberare fondi da destinare alle società sportive».

Resta infine un ultimo grande interrogativo. Cosa ne sarà degli sponsor? La crisi economica rischia di prosciugare le risorse.
«Il Governo dovrebbe studiare un sistema di deduzioni o di deducibilità molto vantaggioso per le aziende che decidono di sostenere lo sport. In pratica, bisogna rendere molto conveniente investire nel settore sportivo, ma è chiaro che le risorse non sono infinite e che ora tutti stanno chiedendo un aiuto allo Stato».