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Coronavirus

Sorrisi e abbracci dalle camere con vista

20 aprile 2020, 05:04

Sorrisi e abbracci dalle camere con vista

LUCA BERTOZZI

Semplicemente ritratti. L’idea di ricordare questo momento. Vissuto come un’opportunità. Un elogio volontario e necessario alla vita lenta. Le case diventano - forse ritornano - nidi. Finestre, balconi e portoni sono gli unici affacci verso il cielo in un piccolo momento di contatto.

Da questa premessa nasce il senso di questo progetto, e la scelta del nome: «I Nidi», partendo dall’Oltretorrente, quartiere storico di Parma, passando poi per tutto il centro. Un portfolio di ritratti in divenire. Via Bixio, borgo Bernabei, le famiglie affacciate su viale Vittoria. Cortili tascabili e inaspettati. Piccole perle cascate lì decenni fa, visibili a pochi. Via Gulli, piazzale Corridoni. Le torri dei Paolotti di via d’Azeglio. Poi passando il Ponte di Mezzo - di là dall’acqua - per via Mazzini, via Cavour. Viale Saffi con i suoi soffitti affrescati e viale Mentana. Microcosmi quotidiani fatti di mura. Affacci e sorrisi spontanei. Bolle di sapone per bambini.

Gli affacci quasi magici alle spalle del Duomo. Sono famiglie, ma non solo. Musicisti seduti sui davanzali o affacciati alle finestre. Coppie di anziani. Nonne e nipoti. Tifosi del Parma Calcio. Gente che chiede e vuole partecipare. Animali domestici.

Ritratti fatti in poco tempo, dove le ombre degli alberi giocano la loro parte. Prospettive ogni volta nuove. Punti di ripresa obbligati. «A volte è più importante il messaggio che la tecnica», dirà un grande fotografo italiano, Gianni Berengo Gardin, parlando di immagini. Quota centoventi ritratti di parmigiani è stata superata. Prima gli amici. Ora sono spesso persone che scrivono, e decidono non tanto di mettersi in gioco. Ma compiere questo gesto fotografico, legato al senso del ricordare.