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Polizia locale

Quaranta giorni in prima linea contro l'emergenza

21 aprile 2020, 05:07

Quaranta giorni in prima linea contro l'emergenza

MICHELE CEPARANO

 

La polizia locale di Parma è in prima linea in questi drammatici giorni scanditi dal Coronavirus. Un incubo - e l'emergenza scatenata dalla diffusione del Covid-19 non è ancora finita - in cui, al pari delle altre forze dell'ordine impegnate sul territorio, gli uomini di via del Taglio, a fronte di oltre 150 effettivi, non hanno conosciuto un attimo di sosta. Un impegno diuturno per far rispettare i decreti che hanno lo scopo di contenere l'epidemia, con grande attenzione agli esercizi commerciali e alle aree verdi del Comune di Parma, ma anche caratterizzato dai tanti posti di controllo per le strade.

Senza tralasciare l'attività di rilevamento degli incidenti, fortunatamente, almeno questi, crollati nel numero.

Ma, in questo periodo così complicato, tra le loro mansioni c'è anche l'ascolto dei cittadini. Tanti, infatti, fanno ricorso anche a loro per chiedere lumi su come muoversi nella «giungla» dei decreti in questa «quarantena collettiva» che sembra davvero non finire mai. Non solo, qualcuno, i più deboli, anziani, o le persone che si ritrovano da sole, chiama anche per una parola di conforto, una rassicurazione.

I numeri forniti dalla polizia locale di Parma fotografano un lavoro costante e continuo, che ha visto crescere ogni giorno di più le pattuglie di via del Taglio impegnate in trincea.

Ogni giorno diciotto pattuglie, nove nel turno del mattino, altrettante nel pomeriggio e tre-quattro in quello serale.

Dal 10 marzo alla fine del mese scorso la polizia locale ha messo in campo, sui tre turni previsti, 390 agenti e 185 pattuglie, per 2.340 ore complessive.

Numeri che, dal primo aprile a domenica 19 sono aumentati con 462 agenti in campo, 231 pattuglie e ben 2.772 ore di servizio.

Insomma, quaranta giorni di grandi numeri con uno sforzo di 852 agenti impegnati, 416 pattuglie sul territorio e 5.112 ore di servizio.

I numeri a volte possono essere freddi, ma mai come in questi giorni danno la cifra dell'impegno che è stato messo in campo per fronteggiare l'emergenza.

In questi quaranta giorni le persone controllate sono state, inoltre, 3.934 e di queste 166 sono state sanzionate. 2.041, invece, gli esercizi controllati con cinque sanzioni. La polizia locale di Parma ha anche denunciato una donna trovata fuori casa mentre avrebbe dovuto essere in quarantena.

Interessanti anche i numeri del traffico forniti dal comando di via del Taglio e ottenuti con la tecnologia di lettura targhe Ocr-Lpr. In città fino al 25 febbraio la media di transito giornaliero era stata di 125 mila veicoli. Da quella data all'8 marzo era scesa a 85 mila per arrivare, tra l'8 marzo e questi giorni, a 45 mila che sono però in realtà meno della metà perché si tratta di mezzi che fanno più giri per motivi di servizio.

«Già da febbraio, sulla base di indicazioni che ci erano state fornite - spiega Roberto Riva Cambrino, comandante della polizia locale di Parma -, ci eravamo preparati all'emergenza Covid-19. Poi, quella domenica 8 marzo, è stato il momento di accelerazione, lo spartiacque fra il tempo di pace e, uso un termine che mi ripugna, il tempo di guerra. Si tratta dalla data della prima ordinanza del questore». Da lì è iniziata anche «un'evoluzione culturale, dal punto di vista, ad esempio, della prevenzione. Posso dire che numerose imprese private ci hanno aiutato anche a titolo gratuito a sanificare i mezzi e vorrei aggiungere che questo comando non ha avuto nessun agente contagiato, segno di un buon lavoro di prevenzione. Io sono molto fiero dei miei agenti ed è importante anche aggiungere che non è mai mancata mai la collaborazione tra uffici. Abbiamo, ad esempio, sempre collaborato con la protezione civile e con uffici come quello dell'anagrafe garantendo la continuità operativa del Comune che ha, comunque, sempre offerto servizi di grande qualità».

Tutti stanno contribuendo allo sforzo comune. «Io, ad esempio - racconta il comandante -, non vedo la mia famiglia da 44 giorni ma questa epidemia ci fa capire che ci salveremo tutti insieme. La prossima sfida forse sarà, infatti, ancora più impegnativa perché dovremo affrontare le misure che ci aiuteranno a superare l'emergenza. Tutti insieme, però, possiamo farcela».