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Coronavirus

Mangione, addio al professore combattente

27 aprile 2020, 05:07

Mangione, addio al professore combattente

ROBERTO LONGONI

Professore di geometria, ricercatore, uomo della «macchina» che muove l'Università, politico, sindacalista in grado di muoversi a proprio agio tra le pagine dei codici come tra quelle dei testi scientifici. Vittorio Mangione era tutto questo. Un vulcano, e dai vari crateri. «Prendeva gli impegni di petto e non mollava mai» commenta il professor Alberto Vezzani, suo amico fin dagli anni '60, quando Mangione nell'Università di Parma, la sua seconda casa per una vita, entrava ancora da studente. «Era un uomo combattivo, di carattere, ma sempre disponibile con tutti, pronto a dare consigli» ribadisce un altro ex collega, il professor Gian Luca Caraffini. E tutto il suo slancio lo lo dimostrò nel 1998, quando organizzò l'occupazione del Rettorato per protesta contro la Finanziaria, Questa volta, Mangione si è dovuto arrendere. Il suo nome si aggiunge alla lunga lista delle vittime del Covid-19. «Un grande appassionato del proprio lavoro, del mondo universitario e di politica»: così lo ricorda il professor Adriano Tomassini, direttore del Dipartimento di Scienze matematiche, fisiche e informatiche. Un altro ex collega, il professor Emilio Acerbi sottolinea la sua disponibilità: «Un bravo insegnante, molto partecipe alla vita dell'Università». Sposato con Maria Rosa e padre di Daniela, Mangione era nonno di Arianna e Federico.

Era di origini calabresi, Mangione. Ma a Lamezia Terme aveva appena fatto in tempo a nascere, nel 1941, prima che la famiglia si trasferisse a Viadana, per gli impegni del padre dipendente del Genio civile. Con la cittadina sull'altra sponda del Grande fiume avrebbe a lungo mantenuto stretti rapporti, anche per il suo impegno politico nelle file della Democrazia cristiana: è stato consigliere comunale, assessore e amministratore di ente ospedaliero. Ma intanto la sua vita aveva cominciato a gravitare sempre più su Parma, dove si era laureato in Matematica nel 1966. Sua figura di riferimento era il professor Giovanni Rizza, decano delle Scienze matematiche della nostra città. Dal 1966 al 1973 Mangione è stato assistente volontario: borsista del Cnr per tre anni, prima di avere incarichi di ricerca dal Cnr dal 1970 al 1972. Assistente di ruolo alla cattedra di Geometria analitica dal 1973 al 1982 e professore incaricato stabilizzato nell'incarico di Geometria 1 per fisici; sempre dal 1973 ma fino al 1989 ricercatore del Gnsaga e membro del Progetto nazionale geometria delle varietà differenziabili. Dal 1982, infine, professore associato confermato a tempo pieno (con titolarità su Geometria 1 per matematici, corso di laurea in Matematica della facoltà di Scienze di Parma). Nel 1985, intanto, gli era stata affidata la cattedra di Geometria alla Scuola d’armi dell’Accademia militare di Modena: incarico mantenuto fino al 1999. Infine, dal 1989 al 1997 è stato membro del progetto nazionale Analisi complessa del Murst. Più volte è stato inoltre membro di commissioni concorsuali per posti di ricercatore e di professore di seconda fascia.

In parallelo, è stato traduttore dall'inglese di numerose pubblicazioni di matematica. Il suo settore specifico era quello della Geometria differenziale (dove, tanto per intendersi, lo studio dei triangoli e dei trapezi lascia il posto all'analisi matematica reale e complessa). Ha firmato opere didattiche di algebra lineare e geometria e pubblicazioni sulle migliori riviste internazionali; ha svolto attività didattica in diversi corsi di laurea della Facoltà di Scienze. Membro della Balkan Society of Geometers e della Tensor Society; ha organizzato numerose giornate di Geometria differenziale e seminari in collaborazione con i differenzialisti, in particolare il professor Stere Ianus, dell'Università di Bucarest oltre che con il professor Rizza.

Negli anni 90 è stato membro del Consiglio di amministrazione e presidente di varie commissioni consiliari dell’Università di Parma, nella quale è stato anche presidente della Commissione consiliare Affari generali e ricerca. Numerose le sue pubblicazioni sull'ateneo, apparse, in particolare, su «Università Oggi». Dal 1999 a inizio 2007 è stato componente del Cun, il Consiglio universitario nazionale per l’Area 01 e membro effettivo della Corte (e poi del Collegio) di disciplina. Al Cun è stato poi rieletto per il periodo 2007-2013. Nel frattempo, nel 2006, ha assunto anche l'incarico di vice presidente dell’Adsu di Parma. Dal 1991 presidente della sede del Coordinamento intersedi professori universitari di ruolo della nostra Università, sindacato del quale sarebbe diventato presidente nazionale nel 2006. Nel marzo 2007 è diventato direttore responsabile di «Università Oggi». Tanti impegni gli hanno concesso un solo hobby: quello della caccia, coltivato più che altro per la passione dei cani.