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Parchi

«Giardino» e Cittadella chiusi fino al 17 maggio

28 aprile 2020, 05:05

«Giardino» e Cittadella chiusi fino al 17 maggio

MICHELE CEPARANO

 

I parchi storici restano chiusi. Anche dopo l'ultimo annuncio in tv del premier Giuseppe Conte, che ha parlato di lunedì per la riapertura dei parchi, non riapriranno le più conosciute aree verdi della città come il Parco Ducale, per chi abita a Parma il «Giardino», la Cittadella e il Bizzozero e neppure le aree verdi lungo il torrente Parma, tanto amate dai runner. In queste zone verdi recintate l'accesso è off limits dal 12 marzo, data dell'ordinanza ancora in vigore. E, con ogni probabilità, lo resterà per un po'. Insieme a questi parchi, tra gli altri, resteranno chiusi i Giardini di San Paolo, il parco del Dono, delle Lavandaie, il Daolio, lo Dsevod, il parco Nord, delle Raganelle, dei Vetrai e l'ex Eridania. Quasi sicuramente fino al 17 maggio, ma tutto dipenderà dalle valutazioni che «in itinere» verranno fatte dal Comune.

Lo spiega Michele Alinovi, assessore all'Urbanistica, ai Lavori pubblici e alla Gestione del verde. Che non lascia, infatti, chiusi tutti gli spiragli ma ribadisce che bisognerà valutare l'evoluzione dell'epidemia da Covid-19 e il comportamento dei cittadini.

«Lo spirito del Decreto della presidenza del consiglio dei ministri - dichiara Alinovi -, seppur in maniera forse troppo limitata, e penso a bar, ristoranti e commercio di vicinato, è quello di riattivare le attività produttive. Si evince, inoltre, che le misure prese contro il virus stanno funzionando ma la battaglia non è ancora stata vinta. Da parte nostra, come Comune, anche sulla base delle valutazioni fatte dalle forze dell'ordine, ci sembra opportuno mantenere chiusi i parchi recintati. Così come riteniamo che debba rimanere chiuso l'accesso al torrente Parma».

Dunque, per passeggiare e fare sport nei polmoni verdi più importanti e suggestivi della città, bisognerà aspettare e accontentarsi, come puntualizza l'assessore, «delle tante aree a cui si può invece accedere. Anche in queste, però, va ricordato il comportamento che si deve tenere e su cui vigileremo: bisogna, infatti, mantenere le distanze di sicurezza ed evitare gli assembramenti. Inoltre, va aggiunto che le aree per i bambini resteranno chiuse».

Come spiegato da Alinovi, il mese prossimo sarà, però, anche importante per fare delle valutazioni. «Saremo attenti - aggiunge -. La situazione legata alla salute è migliorata perché abbiamo tenuto tutti la barra a dritta. Non bisogna, però, danneggiare quello che di buono si è fatto fino a questo momento».

Quindi, «l’intenzione che si sta sempre più concretizzando da parte nostra è quella di mantenere i parchi recintati chiusi fino al 17 maggio. Dunque, fino a quando sarà in vigore l'ultimo Dcpm».

C'è, però, uno spiraglio. «Dal 4 al 17 maggio sono però due settimane - riprende l'assessore -. Quindi, in questo spazio di tempo ci sarà anche la possibilità di valutare. Nel caso, infatti, la situazione continuasse a evolvere in maniera positiva, potremmo anche anticipare l’apertura di qualche giorno. Ma vogliamo continuare a essere estremamente prudenti».

Quindi, per poter sperare di tornare presto nei parchi storici di Parma, fondamentali saranno gli esiti dei monitoraggi che il Comune continuerà a fare. «Se la situazione migliorerà ancora - conclude - potremmo riaprire magari una settimana prima del 17 maggio. Per il momento, però, preferisco indicare come data proprio il 17».