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Coronavirus

Mascherine a 50 cent, i farmacisti: «Chi ci rimborserà?»

29 aprile 2020, 05:03

Mascherine a 50 cent, i farmacisti: «Chi ci rimborserà?»

MONICA TIEZZI

L'ordinanza firmata domenica scorsa dal commissario straordinario per l'emergenza Covid, Domenico Arcuri, è chiara: per evitare «una lievitazione ingiustificabile dei prezzi al consumo tale da pregiudicare il più ampio accesso ai dispositivi e l'efficacia delle misure di contrasto», si impone un prezzo calmierato di 50 centesimi esentasse (che con l'Iva al 22% arriva a 61 centesimi) per le mascherine cosiddette «chirurgiche». Le più «basiche» al momento sul mercato.

Ma i farmacisti - che a fatica sono riusciti a rifornirsi in un mercato mondiale subissato di richieste dal deflagrare della pandemia - non ci stanno: «Noi le abbiamo pagate molto di più, chi ci rimborserà della perdita?».

«Le mascherine, che prima dello scoppio della pandemia costavano al dettaglio sui 15 centesimi l'una, ultimamente sono schizzate fino a 1,20 euro all'ingrosso - spiega Alessandro Merli, presidente di Federfarma, l'associazione che riunisce i titolari di farmacia, e titolare della farmacia Cordero di San Polo di Torrile - Ora, a parte il dettaglio che la vendita sottocosto è vietata, mi ritrovo con mille pezzi in magazzino che avrei comunque venduto con un ricarico minimo, 1,40 euro, e che ora devo dare a metà del prezzo sborsato».

Federfarma ha comunque invitato gli associati ad adeguarsi e Merli, che dice di vendere almeno una settantina di mascherine al giorno, ha subito cominciato ad applicare il prezzo calmierato. «Ma la maretta nella categoria è comprensibile», aggiunge.

«Già prima dell'ordinanza la vendita delle mascherine non era remunerativa: più un servizio che un guadagno. Oggi è improponibile - rincara Fabrizio Piazza, presidente dell'Ordine dei farmacisti - Anche come Federazione degli ordini dei farmacisti italiani e Federfarma avevamo proposto un prezzo calmierato in tutta Italia, abbattendo l'Iva dal 22% al 4% e chiedendo una lista di produttori dai quali approvvigionarci a prezzi di mercato sostenibili».

Ma delle forniture dalle cinque aziende con le quali Arcuri ha siglato un accordo per far produrre e vendere all'ingrosso le mascherine a 0,38 centesimi, aggiunge Merli, ancora non si sa nulla. Ed è nebuloso, dice Piazza, il meccanismo con il quale, in base all'accordo del commissario straordinario per l'emergenza con Ordine dei farmacisti, Federfarma e Assofarm, ai farmacisti verrà garantito un ristoro ed assicurate forniture aggiuntive per compensare le perdite.

In attesa che la faccenda sia chiarita, alcuni farmacisti hanno bloccato l'acquisto - già piuttosto difficoltoso - dei dispositivi all'ingrosso («che vanno pagati al momento dell'ordine, prima che siano consegnati» puntualizza Piazza), e spiegano ai clienti di non poter ancora applicare il prezzo calmierato.

«Continuerò a distribuire le mascherine gratuite fornite dal Comune tramite la Protezione civile, ma al momento non ho mascherine in magazzino e aspetto ad acquistarle» conferma Piazza, titolare della farmacia di Medesano.

Il rischio è quindi che, prima delle rassicurazioni alle farmacie sulla vendita a prezzi imposti, le mascherine diventino ancora più introvabili.