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Zucchi, un pezzo di storia dell'Oltretorrente

29 aprile 2020, 05:08

Zucchi, un pezzo di storia dell'Oltretorrente

DAMIANO FERRETTI

Luigi Zucchi aveva 82 anni e una forza da gigante, un animo grande, una persona leale e un instancabile lavoratore. Il dialetto «pramzàn» è sempre stato la sua prima lingua, con quella parlata tanto caratteristica: e non potrebbe essere altrimenti per chi è nato e vissuto con orgoglio nel cuore pulsante dello storico quartiere «de d’la da l’acqua». Nel 2013 aveva combattuto con la sua proverbiale tenacia contro un tumore, ma negli ultimi mesi la malattia si è ripresentata e, purtroppo, si è rivelata fatale.

All’età di quattordici anni comincia a lavorare insieme al papà Paolo che fa il fruttivendolo in piazza Garibaldi, ma tra il 1955 e il 1960 sboccia un'autentica passione per la biancheria, che inizierà a trattare e a vendere per ben trent’anni direttamente nelle case dei parmigiani. Risale al 1967 il matrimonio con Elena, la compagna di una vita intera. Nel 1990 decide di aprire, insieme al figlio Fabrizio, l’omonimo negozio di biancheria in via Bixio, riuscendo sempre a soddisfare le esigenze dei suoi tanti clienti e diventando, negli anni, un autentico punto di riferimento sia per i commercianti che per i residenti. È sempre stato l’anima di via Bixio cercando, nel contempo, di mantenerla viva attraverso diverse iniziative che potessero coinvolgere il maggior numero di persone. Erano tante le sue passioni: da quella per il Parma calcio a quella per la cucina, da quella per il ciclismo a quella per la pittura e, in particolare, per i quadri del celebre artista nostrano Ubaldo Bertoli. «Ogni giorno veniva in negozio, non mancava mai, e la sua migliore medicina è sempre stato il suo adorato lavoro - ricorda il figlio Fabrizio, con la voce rotta dal dolore -: riusciva ogni volta a darmi dei preziosi consigli e a suggerirmi promozioni particolari e accattivanti. Era un uomo determinato, un vero lottatore e mi ripeteva sempre che la vita va affrontata a testa alta, con onestà, rettitudine e rispetto per le persone».

Parole condivise dall’amica Emilia Wanda Caronna, delegata del rettore dell’Università di Parma: «Luigi è stato parte integrante del nostro mitico gruppo, che insieme al compianto Mario Tommasini ha dato vita, tra gli anni ‘70 e ‘80, prima alla Fattoria di Vigheffio e poi alla cooperativa Sirio. Tommasini lo stimava molto, in quanto sapeva che poteva sempre contare su quest’uomo dal cuore d’oro, sempre dalla parte dei più fragili e disponibile ad aiutare le persone bisognose. Quando andavo nel suo negozio a comprare le sue magnifiche lenzuola, mi accoglieva con le sue simpatiche battute in dialetto che, ogni volta, doveva puntualmente tradurmi in italiano».

Luigi Zucchi era legatissimo alla famiglia: alla moglie Elena, ai figli Emanuele, Fabrizio e Massimo così come ai nipoti Angelica, Beatrice, Chiara, Lorenzo e Pietro.