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Il ricordo

Il saluto di Noceto a Rino Grassani, «persona speciale e generosa»

04 maggio 2020, 05:04

Il saluto di Noceto a Rino Grassani, «persona speciale e generosa»

Mariagrazia Manghi

NOCETO Volonteroso, capace, pronto, serio e generoso, sempre disponibile con tutti: Rino Grassani se n’è andato a 70 anni. Volontario della Croce Verde di Noceto, era attivo nell’associazione dal 2003. «Era una persona speciale, non aveva una “sua” squadra, perché era disponibile a prestare servizio più volte a settimana - ricorda il presidente Luca Marchesi -. Oltre ai suoi turni fissi era presente per coprirne altri in caso di bisogno, anche due o tre di seguito. A volte si fermava di mattina dopo aver fatto la notte. Su di lui si poteva contare per tutte le attività». Aveva un grande cuore Rino Grassani: calmo e serio quando la situazione lo richiedeva, aveva la battuta pronta ed era capace di sdrammatizzare le situazioni e fare tornare il sorriso a chi era in turno con lui. Era una colonna anche della squadra della Protezione civile di Noceto, in prima linea nella gestione dell’ospedale da campo in occasione delle emergenze del terremoto all’Aquila e in Emilia Romagna a Mirandola.

Pensionato, dopo 40 anni di lavoro alla Barilla di Rubbiano ha lasciato un ricordo indelebile nei suoi colleghi del Turno B: «Non solo un compagno di lavoro, ma un amico con cui era piacevole stare in compagnia - è la voce unanime -. Partecipava a tutte le cene e le iniziative del gruppo, anche ora che aveva lasciato l’impegno attivo». Non poteva stare con le mani in mano e nel tempo libero non si tirava indietro se c’era da fare qualche ora nel caseificio dell’amico Martinelli o come norcino. Rino Grassani è stato tra i primi volontari della Pro Loco Cella e da allora in ogni occasione il suo contributo è stato generoso e instancabile. «Con alcuni amici, dopo le ore di lavoro, si era impegnato per ristrutturare la sala parrocchiale donando alla comunità un importante luogo di aggregazione e convivialità - dice il presidente del sodalizio Gabriele Gandolfi -. La sua presenza era tanto preziosa non solo per l’opera come volontario, ma soprattutto perché con grande semplicità riusciva a mantenere l’allegria nel gruppo. La comunità di Cella con profonda amicizia lo ringrazia tanto quanto le tonnellate di formaggio che negli anni ha grattugiato per la Festa della Polenta».

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