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Traversetolo e Neviano piangono Cinzia: amicizia, altruismo, e voglia di vivere

04 maggio 2020, 05:05

Traversetolo e Neviano piangono Cinzia: amicizia, altruismo, e voglia di vivere

MARIA CHIARA PEZZANI

TRAVERSETOLO Ha suscitato profonda commozione la prematura scomparsa di Cinzia Garulli, 56enne residente a Traversetolo, dove da pochi anni si era trasferita con il marito Giovanni e il figlio Andrea. Originaria del territorio di Neviano, la Garulli è cresciuta nella frazione di Sella di Lodrignano, dove i genitori, papà Emilio e mamma Lucia, assieme ai fratelli Benilde, Sabrina e Gianluca, per anni hanno gestito il panificio «Garulli». Le amicizie sono state il filo conduttore della sua vita e sono le amiche a tracciare un ritratto di Cinzia. Amiche che la conoscono da oltre 40 anni e che gelosamente custodiscono il ricordo del tempo passato insieme, della vita dietro i banchi di scuola, delle tante attività che amava fare. Le serate a ballare, le vacanze sulla neve, le partite a briscola, frammenti e ricordi che raccontano la ricchezza di questi solidi rapporti e di una vita vissuta intensamente.

«Ci siamo conosciute quando avevo 15 anni e non ci siamo più lasciate – racconta Sandra Pellinghelli -. Abito a Milano ma ogni estate torno nel paese originario dei miei genitori, Mediano, ed eravamo sempre insieme. Ricordo le nostre serate, Cinzia amava andare a ballare, ma la mattina dopo doveva aiutare il padre nel panificio e così tornavamo la mattina e lei, senza dormire, andava subito in negozio». Cinzia riusciva così a conciliare lavoro e divertimento. In questo modo anche il giro del pane poteva essere l’occasione per quattro chiacchiere con l’amica.

«Prima di ogni estate ci trovavamo per fare il calendario di tutte le feste a cui avremmo partecipato – continua Pellinghelli -. E finché ha potuto non ne abbiamo mancata una». Aveva frequentato le scuole medie a Vetto, poi le scuole superiori a Castelnovo ne’ Monti. «Si è sempre distinta per i suoi risultati scolastici – racconta la ex compagna Martina Bondani -. Nonostante siano passati quarant’anni, nonostante la distanza e gli impegni quotidiani, ci siamo sempre tenute in contatto e appena possibile organizzavamo delle cene per poterci rivedere. Tutte noi ex compagne di Castelnovo serbiamo un bellissimo ricordo di Cinzia. Ci è rimasta nel cuore».

Generosa, attenta alle persone, «un cuore grande, sempre pronta ad aiutarti, a dare una parte di se stessa se avevi bisogno» ricorda Orietta Fabbiani. Una generosità che era alla base della sua scelta di fare servizio alla «Croce Azzurra», nonostante la fatica della malattia. L’anno scorso aveva terminato il corso per centralinista ed era entrata in servizio. E nelle parole di Alessandro Vignale, responsabile dei volontari, emerge «la sua indiscussa disponibilità e la voglia di mettersi al servizio dell’associazione e degli altri».