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TRIBUNALE

Gli avvocati: «Fase 2? Troppe udienze a rischio rinvio»

07 maggio 2020, 05:05

Gli avvocati: «Fase 2? Troppe udienze a rischio rinvio»

Georgia Azzali

Parola d'ordine: lavorare in sicurezza. Ma gli avvocati hanno voglia di rimettersi subito la toga anche se solo davanti all'occhio della telecamerina di un computer. La nuova fase si aprirà martedì prossimo e andrà avanti fino al 30 giugno, come previsto dal provvedimento firmato dal presidente del tribunale Pio Massa: udienze da remoto e con «trattazione scritta» (inviando istanze e documenti al giudice via mail), almeno sulla carta, ma per gli avvocati non è abbastanza.

«Le nuove misure prevedono ancora in prima istanza che le udienze, non ritenute "urgenti" dal giudice, siano rinviate, poi viene prospettata la possibilità cartolare e infine quella telematica. Bisognerebbe invece dare più slancio alle udienze da remoto, così che più cause possano andare avanti. Stiamo dialogando con il presidente da due mesi, ma quando ci è arrivata la bozza del provvedimento abbiamo dato parere negativo», sottolinea Simona Cocconcelli, presidente dell'Ordine degli avvocati di Parma.

Quindi, sono soprattutto le misure per il settore civile che vi deludono?

Per quanto riguarda il penale, le misure inserite nel nuovo provvedimento sono in linea con il protocollo che abbiamo condiviso, pur ritenendo che il discorso sull'oralità del processo e il diritto al contraddittorio tra le parti vadano sempre tenute in alta considerazione. Per quanto riguarda il civile, invece, che è per certi versi anche il motore economico dell'avvocatura e predominante sulle esecuzioni e i recuperi crediti, tutte attività che gli avvocati temono di non poter riprendere, noi puntavamo a incentivare le udienze in telematico. Sempre tenendo conto del periodo emergenziale, ben inteso: nessuno pensa di estenderle oltre.

Insomma, secondo l'Ordine, la possibilità delle udienze in videoconferenza sarebbe solo una extrema ratio?

Ci sembra un po' riduttivo quanto previsto nel provvedimento del presidente del tribunale, perché se non si dà ora la priorità alla possibilità telematica, significa che da qui al 30 giugno le udienze da remoto saranno pochissime, anche perché per molte di queste sarebbero già dovute arrivare le notifiche dal magistrato che fissava l'udienza.

Quindi temete che anche nelle prossime settimane molte udienze saranno rinviate?

Sì, temiamo che molte vengano rinviate più del dovuto o potuto. Per questo, valuteremo attentamente ciò che accadrà da qui a fine mese.

Nel nuovo provvedimento del presidente c'è però spazio per la «trattazione scritta». Non vi convince?

Il problema è che l'oralità non è nemmeno prevista, perché l'udienza di fatto non si fa. Nell'oralità, invece, c'è la possibilità di rendere il contraddittorio effettivo. Poi, è chiaro, solo per fare un esempio, che se ci riferiamo alle udienze di precisazione delle conclusioni, quando ormai il processo è concluso, la «trattazione scritta» può andare bene.

La vostra paura è che di fatto si ricominci dopo l'estate?

Il timore è che per la ripresa dell'attività giudiziaria si debba di fatto attendere settembre, mentre il decreto legge prevede la possibilità nella fase emergenziale delle udienze cartolari e telematiche. Ciò detto, come Ordine abbiamo avuto interlocuzioni continue con il presidente e i magistrati, ma non siamo riusciti ad addivenire a un protocollo condiviso.

Tuttavia, soprattutto per quanto riguarda il civile, ci sono difficoltà organizzative per le udienze da remoto.

Sicuramente ci sono delle difficoltà tecniche per mancanza dei supporti adeguati, oltre alla riduzione del personale delle cancellerie, ma l'Ordine ha sempre detto che era disponibile a intervenire, per quanto di competenza. Abbiamo fatto proposte per acquistare pc e telecamere con microfono, per esempio, oltre ad aver convenuto sulle prenotazioni online in cancelleria. Da parte nostra c'è stata e c'è ampia collaborazione.

Altro tema prioritario è quello del lavoro in sicurezza, anche in previsione dei prossimi mesi. L'Ordine come si sta muovendo?

Certo, noi vogliamo che i nostri iscritti lavorino in sicurezza non solo quando vengono in tribunale, dove c'è anche la nostra sede, ma anche negli studi professionali. Vanno poi indicate anche le modalità per accedere alle cancellerie, salvaguardando le urgenze naturalmente. La nostra sede è stata chiusa già il 24 febbraio proprio per la tutela di chi ci lavora, ma tutto si può fare online. Stiamo anche valutando la possibilità di una convenzione con alcuni laboratori per l'effettuazione, ovviamente su base volontaria, dei test sierologici per i nostri iscritti. Non si potrà tornare a breve alla normalità, però ci stiamo attrezzando per farlo.

Ma visto che il nuovo provvedimento sull'organizzazione delle udienze non vi soddisfa, cosa intendete fare?

Ci siamo dati appuntamento con il presidente verso fine mese. Nel caso ci sia effettivamente una ripartenza, ben vengano le modalità adottate. Se invece ci saranno criticità o si dovesse verificare ancora una distribuzione diffusa dei rinvii delle udienze, allora faremo delle pressioni per fare delle modifiche almeno per giugno e luglio.