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INCHIESTA

Mercato immobiliare, ripartenza sì ma in salita

08 maggio 2020, 05:07

Mercato immobiliare, ripartenza sì ma in salita

VITTORIO ROTOLO

L’onda d’urto della crisi economica innescata dall’emergenza coronavirus, da qui ai prossimi mesi potrebbe mostrare i propri effetti anche sul mercato immobiliare. I primi segnali si sono già visti durante il periodo di lockdown, in cui le agenzie immobiliari (rimaste chiuse) hanno continuato ad operare «da remoto».

«Su Parma abbiamo riscontrato un incremento delle richieste di riduzione dei canoni d’affitto, che hanno riguardato circa il 10-15% dei contratti stipulati lo scorso anno» evidenzia Filippo Molino, responsabile di Immobilgest, agenzia che fa parte del Consorzio Servizi Immobiliari di Parma. «A rivolgersi a noi sono stati soprattutto studenti fuori sede, che magari avevano temporaneamente lasciato i propri alloggi per far rientro nelle rispettive città d’origine. Il proprietario dell’appartamento – chiarisce Molino - non è in alcun modo obbligato ad accettare tale proposta: può farlo oppure no. Con la nostra mediazione, in diversi casi, l’accordo è stato trovato. I proprietari hanno poi formalizzato l’atto inviando, tramite Pec, apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate». Il futuro delinea più di un’incognita. «Abbiamo riaperto lunedì – dice ancora l’agente immobiliare –, dopo un paio di mesi in cui, al di là di qualche rogito su operazioni definite prima dell’inizio dell’emergenza, siamo praticamente rimasti fermi al palo. In questo clima di incertezza è chiaro che la gente sia orientata a rinunciare all’acquisto di una casa, tanto più se ha una situazione di lavoro a rischio».

SEGMENTO DEL LUSSO

Diverso, invece, il discorso che riguarda gli immobili di lusso. «Studi da noi presi in considerazione e che riteniamo attendibili, prevedono una contrazione delle compravendite. Ma la durata non dovrebbe essere eccessiva» osserva Paolo Monaco, Licence Partner di Engel & Völkers, struttura che opera nel nostro territorio dal 2019. «È evidente – prosegue – che molto dipenderà dalla disponibilità economica, ma la sensazione è che gli acquirenti potenzialmente interessati all’acquisto di residenze di prestigio come quelle da noi trattate soffriranno meno rispetto ad altri. Non a caso, in quest’ultimo periodo, abbiamo continuato a ricevere richieste di informazioni, soprattutto da parte di clienti stranieri: professionisti e manager aziendali in procinto di trasferirsi qui per lavoro, ma anche persone disposte ad investire in una città che amano e dove fanno tappa anche solo una volta all’anno».

NUOVI PROTOCOLLI

Dal 4 maggio, con la riapertura, le agenzie immobiliari si sono dovute adeguare ai nuovi protocolli sanitari. «Ingresso consentito solo ad un cliente alla volta, pulizia e sanificazione degli ambienti anche due volte al giorno, massima attenzione nelle visite agli appartamenti» spiega Molino. Foto degli appartamenti corredate da un’ampia descrizione e possibilità di ricevere informazioni anche al telefono: chi si rivolge ad un’agenzia immobiliare, anche in tempi di coronavirus può ricevere l’assistenza che desidera.

«Come Engel & Völkers – interviene Monaco –, a Parma ci stiamo attrezzando con un’innovativa tipologia di servizio: un virtual tour dell’immobile, ma ancora più evoluto, che consente cioè al cliente di prendere le misure di ogni singola stanza e farsi anche un’idea su come arredarle».

IL NOTAIO

Pur nel rispetto delle precauzioni, anche prima del 4 maggio gli studi notarili hanno continuato a garantire la propria operatività, a tutela degli interessi dei cittadini. «Secondo la direttiva del nostro Consiglio nazionale, gli atti venivano stipulati in casi di necessità, come poteva essere la compravendita in presenza di scadenze inderogabili. Dal punto di vista numerico, il nostro lavoro si è comunque ridotto considerevolmente» afferma il notaio parmigiano Arturo Dalla Tana. «In questa seconda fase – prosegue – stiamo cominciando a stipulare qualche atto in più. Quelli rimasti fermi un mese o due rivelano adesso un’urgenza evidente, laddove le persone devono ricevere soldi o ci sono accordi per liberare un’abitazione entro un determinato periodo». Chi, durante l’emergenza, aveva in agenda un incontro col notaio per gestire un atto legato alla compravendita di un immobile, si è chiesto come avrebbe dovuto procedere, alla luce delle limitazioni negli spostamenti. «Intanto – premette Dalla Tana – vale il concetto che se una persona non è nelle condizioni di spostarsi, può avvalersi della delega: uno strumento che ha sempre funzionato. Detto questo, anche in seno al nostro Consiglio nazionale è in corso una discussione sugli atti "da remoto" che, comunque, richiedono strumenti informatici in grado di garantire la massima sicurezza. Oggi il mercato immobiliare italiano – fa notare il professionista – è quello meglio regolato al mondo: nel nostro Paese gli atti stipulati dai notai danno una certezza assoluta, in termini di regolarità e trasparenza. I capisaldi sono due: accertare l’identità delle parti e favorire il dialogo. Noi siamo abituati a guardare in faccia i nostri interlocutori: non ci limitiamo a leggere un atto e a far apporre le firme. A chi vende o acquista un bene, il notaio offre spiegazioni, chiarimenti, rassicurazioni. Al dialogo informatico a distanza, occorre unire il dialogo vero». V.R.

CONFEDELIZIA

«Il mercato delle locazioni, sia ad uso abitativo che soprattutto commerciale, è in sofferenza». A lanciare l’allarme è Confedilizia Parma.

I problemi c’erano già ben prima dell’emergenza coronavirus. Ma ora, con la prolungata chiusura delle attività e le conseguenti ripercussioni economiche, la situazione rischia di esplodere. «Ci sono commercianti che hanno ed avranno difficoltà a corrispondere l’affitto mensile ai proprietari dei locali» rileva Laura Acquistapace, presidente di Confedilizia Parma. «Arrivare ad una riduzione del canone a tempo determinato, può essere una soluzione. Ma – avverte –, alla base dell’intesa, deve esserci sempre il buon senso, da ambo le parti. Occorre cioè fare una valutazione complessiva del rapporto contrattuale: la quantificazione della riduzione deve infatti tener conto delle spese fisse a carico del locatore, gravato da una pesante tassazione».

A tal proposito Confedilizia rinnova a Stato, comuni e regioni l’invito «a ragionare su una detassazione generalizzata sugli immobili». «Bisogna considerare – rimarca Acquistapace - che un proprietario coscienzioso investe pure in opere di manutenzione che riguardano l’immobile. E per questi interventi, come la sistemazione di un tetto o di una facciata, al netto delle agevolazioni previste, il denaro bisogna intanto tirarlo fuori. Ecco allora che il corrispettivo di una locazione diventa irrilevante, ai fini di una redditività». V.R.