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Covid

Virus e bambini, solo venti ricoveri in questi mesi

08 maggio 2020, 05:04

Virus e bambini, solo venti ricoveri in questi mesi

MONICA TIEZZI

Il Covid-19 si conferma «clemente» con i più piccoli. Sono stati solo venti, dall'inizio dell'epidemia, i bambini contagiati per i quali è stato necessario il ricovero all'ospedale Maggiore, spiega Icilio Dodi, direttore della pediatria generale dell'ospedale. La degenza media è stata breve, da due a sette giorni, e non sono state necessarie cure invasive.

I DATI

A livello mondiale - come spiega nell'ultimo numero la rivista parmigiana «Acta biomedica», edita da Mattioli Health e curata dal professor Maurizio Vanelli, già direttore della Scuola di specializzazione di Pediatria dell'Università di Parma - è stato colpito il 2% dei bambini in Cina, l'1.2% in Italia, il 4.8% in Corea, e l'1.7% negli Usa. «I primi studi sembrano suggerire che i bambini sono soggetti al contagio come gli adulti, ma sviluppano sintomi sfumati (asintomatici il 94.1%) e meno severi» scrive su «Acta biomedica» un gruppo di medici dell'ospedale Maggiore: Deborah Bertoncelli, Mauro Luigi Dutto e Bertrand Tchana della cardiologia pediatrica, Marta Guidarini, Anna Della Greca, Chiara Ratti e Francesca Falcinella della Scuola di specializzazione in Pediatria, Brunella Iovane della pediatria generale e Carlo Caffarelli del dipartimento di medicina e chirurgia dell'Università di Parma.

SINDROME DI KAWASAKI

Ma c'è un ma. Perché, a oltre cinque mesi dall'inizio della pandemia, si profila la possibilità di un collegamento fra Covid e la sindrome pediatrica di Kawasaki, (dal nome del ricercatore giapponese che l'ha identificata nel 1967). A Bergamo, ad esempio, in due mesi dallo scoppio dell'epidemia si sarebbero registrati tanti bambini o adolescenti malati quanti se ne osservavano mediamente in diversi anni, mentre al Gaslini di Genova parlano di 5 casi nelle ultime quattro settimane, a fronte di una media abituale di 7-8 l'anno.

Se a Parma non si registrano per ora casi di Kawasaki e se i numeri a livello nazionale restano comunque bassi, è però vero, dice Dodi, che per monitorare il fenomeno il gruppo studio di reumatologia della Società italiana di pediatria ha iniziato a raccogliere dati.

«La Kawasaki - spiega Dodi - è una vasculite sistemica che colpisce soprattutto i bambini più piccoli, e non interessa solo il polmone ma anche le coronarie, e in questo caso è pericolosa se non si interviene precocemente. Fra i sintomi, esantema, febbre alta, rash cutaneo, edema di mani e piedi, congiuntivite. La terapia a base di immunoglobuline si è dimostrata più efficace del cortisone».

Il legame con Covid? La «tempesta infiammatoria» osservata in molti pazienti con polmonite da Covid-19 è simile a quella che si scatena nella Kawasaki, come fanno notare i medici parmigiani su «Acta biomedica». Ancora: l'origine infettiva della Kawasaki, sempre ipotizzata ma mai comprovata; l'associazione della Kawasaki con infezioni virali respiratorie, incluso il coronavirus; l'ipotesi iniziale del ricercatore Kawasaki che un coronavirus fosse la causa della sindrome che stava descrivendo.

Fra le varie ipotesi sul legame fra le due malattie c'è quella, spiega Vanelli, che «i due virus siano affini perché hanno lo stesso recettore».