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«Una messa solenne in Cattedrale

11 maggio 2020, 05:07

«Una messa solenne in Cattedrale

LUCA MOLINARI

«Ricorderò tutte le persone che ci hanno lasciato nel corso dell’emergenza coronavirus durante una celebrazione solenne in Cattedrale».

E’ quanto annunciato dal vescovo Enrico Solmi ieri mattina, durante la V domenica di Pasqua.

La funzione - celebrata in forma privata a causa delle restrizioni legate all’emergenza coronavirus - è stata trasmessa alle 11 e alle 18 da 12 Tv Parma, per consentire a tutti i fedeli della diocesi di assistere comunque alla messa festiva.

Monsignor Solmi a conclusione della celebrazione ha ribadito «l’impegno e la necessità di pregare per i nostri morti».

«Desidero nuovamente ricordare le persone che stanno soffrendo negli ospedali, le loro famiglie, le persone che in questi giorni si sono recate al cimitero a fare visita ai propri cari - ha affermato -. Tutta la Chiesa è al fianco di queste persone e prega per loro, certi che il Signore ha preparato un posto per la persona amata nella casa di Dio».

«Tra alcuni giorni potremo celebrare l’eucarestia feriale e quindi quelle festive - ha proseguito monsignor Solmi - In questo tempo è importante celebrare la messa per ogni defunto. Io stesso ho pensato a una celebrazione solenne in Cattedrale, durante la quale ricorderò tutti i defunti».

Il vescovo, in vista della ripartenza delle celebrazioni in forma pubblica (da lunedì 18 maggio) ha ribadito l’appello alla responsabilità.

«Sono previste delle regole precise, a partire dal distanziamento per entrare e uscire in Chiesa - ha sottolineato -. Sono convintissimo dell’alto senso di responsabilità che avremo nel rispettare le disposizioni. Ogni parrocchia si sta attrezzando al meglio per accogliere i fedeli nel pieno rispetto delle disposizioni previste. Intanto invito tutti a informarsi per farsi trovare preparati».

Un ultimo pensiero è andato al regalo richiesto in più occasioni, «per i miei 40 anni di messa - ha ribadito monsignor Solmi - Chiediamo al Signore la grazia che ci siano giovani e adulti che rispondono alla chiamata di entrare in seminario».

Nell’omelia il vescovo ha riflettuto sul brano evangelico in cui Gesù dà l’addio ai suoi discepoli.

«La Chiesa è un edificio fatto di pietre vive. Questo ossimoro – ha spiegato - ci fa capire che noi siamo pietre rese vive dalla risurrezione di Cristo. La Parola di questa domenica è di consolazione e di grande rivelazione, ci offre risposte a domande che abbiamo dentro al cuore».

Avere fede significa affidarsi a Dio. «La fede è una realtà dinamica, un verbo sempre in progredire – ha aggiunto - Il Signore va a prepararci un posto donato a ognuno di noi. Si tratta di un posto non solo per la vita eterna, ma che possiamo abitare già oggi e per sempre. In realtà infatti, quel posto è lui stesso, è una comunione vera e piena con il suo essere». Il vangelo offre una risposta al turbamento della morte. «Il Signore è andato a prepararci un posto e dobbiamo avere fede in lui, ma è già nell’oggi che possiamo trovare quel posto, attraverso l’amore, la preghiera e la pace - ha rimarcato monsignor Solmi - Significa che il bene non avrà fine con la nostra morte».