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Lutto

Nereo Buia, l'imprenditore edile che guardava al futuro

12 maggio 2020, 05:04

Nereo Buia, l'imprenditore edile che guardava al futuro

GIAN LUCA ZURLINI

Apparteneva alla terza generazione dei Buia, una storica famiglia parmigiana di imprenditori edili che ha iniziato la propria attività a fine Ottocento con la «Fratelli Buia». Ma Nereo Buia, scomparso qualche giorno fa a 93 anni, aveva saputo trovare la propria identità, pur rimanendo nel solco della tradizione famigliare.

E così, dopo il diploma da perito industriale all'istituto Bassi di Milano e la laurea aveva iniziato a lavorare nel settore edile come libero professionista. Poi, nel 1962, la svolta: fonda la Buia Nereo, l'impresa che ancora oggi esiste ed è guidata dal figlio Gabriele, e inizia a scrivere un pezzo importante della storia dell'imprenditoria edile parmigiana del secondo dopoguerra. «Mio padre - ricorda commosso il figlio Gabriele, che è anche presidente nazionale dei costruttori edili - era una persona appassionata del proprio lavoro. E a ogni progetto voleva che venisse dedicato il massimo dell'impegno, perché diceva che si può trarre insegnamento anche dalle realizzazioni all'apparenza meno importanti».

Da subito la sua impresa si caratterizza per la versatilità: oltre alla costruzione di abitazioni private, la Buia Nereo mette la propria firma anche su numerose opere pubbliche perché «un'impresa deve sapere affrontare ogni sfida con la stessa capacità».

Fra le sue intuizioni più importanti ci fu l'attività alberghiera con i due storici hotel Stendhal e Toscanini che ancora oggi sono di proprietà della famiglia Buia e che, dopo aver ceduto il timone dell'impresa edile al figlio Gabriele, aveva preso in mano facendo particolare attenzione alla qualità dell'ospitalità offerta ai clienti.

Nereo Buia era anche stato fra i protagonisti a fianco dell'amico e quasi coetaneo Ermes Foglia, mancato poche settimane fa, della rinascita del Parma calcio alla fine degli anni Sessanta. Della squadra crociata, come ricorda il figlio «è sempre rimasto un accanito tifoso. E per moltissimi anni era riconosciuto in tribuna centrale per i suoi incitamenti a voce alta nel silenzio. Per lui il Parma era una questione d'orgoglio e sentiva la squadra come una parte importante della città. Ricordo la sua soddisfazione quando si era fatto fotografare a fianco delle coppe vinte dal Parma. E per lui l'appuntamento con la partita è stato assolutamente imperdibile fino a qualche anno fa, quando è mancato il suo amico Licinio Ferretti, altro grande tifoso». Nereo Buia aveva agevolato l'avvento del figlio alla guida dell'impresa di famiglia ed era soddisfatto di vedere che la tradizione andava avanti all'insegna della continuità e dell'innovazione.

Cesare Azzali, direttore dell'Unione parmense degli industriali, ricorda di averlo conosciuto «negli anni Ottanta e di lui mi avevano colpito subito, oltre che l'innata simpatia, che ha mantenuto fino all'ultimo, la positività che lo caratterizzava. Anche da una situazione difficile o estremamente complessa cercava sempre di trovare il lato migliore. Si può dire che ha fatto parte di quella generazione di impresari edili, inteso nel senso positivo del termine, che nel dopoguerra hanno saputo dare un volto nuovo alla città cogliendone nel profondo l'anima e le trasformazioni. Un merito non da poco, che ha contribuito alla rinascita della città dopo la guerra».

 

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GIAN LUCA ZURLINI Apparteneva alla terza generazione dei Buia, una storica famiglia parmigiana di imprenditori edili che ha iniziato la propria attività a fine Ottocento con la «Fratelli Buia». Ma Nereo Buia, scomparso qualche giorno fa a 93 anni,...

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