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DOPO LA PANDEMIA

'In attesa con l'orologio d'oro'. Storie dal Monte dei Pegni

13 maggio 2020, 05:04

'In attesa con l'orologio d'oro'. Storie dal Monte dei Pegni

LUCA MOLINARI

 

C’è chi porta l’orologio d’oro gelosamente custodito nel corso degli anni e chi il collier regalato alla moglie. Anche a Parma non mancano le persone che bussano alla porta del Monte dei Pegni per far fronte alle proprie spese. Nei giorni scorsi la Caritas diocesana e le altre realtà che si occupano di bisognosi, hanno denunciato il raddoppio dei poveri dall’inizio della pandemia. Ma c’è chi ha bisogno di cibo e chi di liquidità.

La situazione a Parma non è di certo paragonabile a quella di grandi città come Torino o Milano, dove decine di persone attendono in fila davanti al Monte dei pegni e ai Compro oro, ma anche qui non manca chi decide di vendere o impegnare gioielli e beni di valore per assicurarsi dei contanti. In realtà, c’è anche chi vende i propri gioielli per scelta, perché preferisce guadagnare qualcosa anziché lasciarli in balia di eventuali “topi” d’appartamento.

In città il Monte dei pegni è ospitato nella filiale di Baganzola di Intesa Sanpaolo, aperta dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13 previo appuntamento telefonico (0521.770701).

Da Intesa Sanpaolo fanno sapere che «non si stanno registrando afflussi eccezionali», precisando che «la filiale del Monte Pegni di Parma sta gestendo l’attività, per sua natura specifica, in un momento molto delicato». La mattina, al momento dell’apertura (complici anche le restrizioni all’accesso legate all’emergenza Coronavirus), ci sono quasi sempre diverse persone in fila davanti all’ingresso. C’è chi si presenta per riscattare i beni impegnati e chi invece chiede di impegnarli per far fronte a spese improvvise.

«E’ la prima volta che vengo al Monte dei Pegni – racconta un uomo di mezz’età che desidera restare anonimo –. Sono qui solo per ricevere qualche informazione, devo ancora decidere cosa fare. Ho portato con me un orologio d’oro che apparteneva a mio nonno. L’ho sempre custodito con grande cura e orgoglio, ma ora ho bisogno di far fronte ad alcune spese consistenti e non posso contare su altre entrate perché non lavoro dai primi di marzo. Così ho pensato al Monte dei Pegni perché, come spero, potrò riscattarlo tra qualche mese una volta superata l’emergenza».

Altri invece al Monte dei Pegni preferiscono i Compro Oro perché desiderano vendere i propri gioielli per fare cassa, spesso senza volerli riscattare. «Abbiamo notato un aumento di clienti nei giorni scorsi, alla riapertura dopo il lockdown, anche se non si tratta di crescite paragonabili a quelle avvenute nelle grandi città», spiegano in alcuni negozi cittadini. La tipologia di oggetti messi in vendita è sostanzialmente invariata rispetto a quanto avveniva prima della pandemia. «continuiamo a ricevere un po’ di tutto», evidenziano i Compro Oro. C’è chi vende il collier d’oro della propria moglie e chi la catenina d’oro appartenuta alla madre. Sta invece cambiando il tipo di clientela: «Prima la maggior parte dei clienti erano persone piuttosto benestanti che solitamente non vendevano per necessità. Ora invece – precisano in più negozi – diversi chiedono un po’ di denaro per tirare avanti». Crescono anche le persone che vendono i gioielli personali per non lasciarli ai ladri. «Sempre più persone – spiegano dal Compro Oro di via Trento – preferiscono guadagnare qualcosa piuttosto che lasciare i gioielli a eventuali ladri d’appartamento. La paura di tanti infatti, è che con la ripartenza, ricomincino anche i furti nelle case. Meglio allora portare a casa qualche centinaio di euro, piuttosto che fare un “regalo” ai ladri».