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IL CASO

Via Verdi, la protesta dei residenti: «Non riportate qui il mercato»

di Luca Pelagatti -

16 maggio 2020, 05:04

Via Verdi, la protesta dei residenti: «Non riportate qui il mercato»

Un proverbio dei nonni dice che «non c'è mercato senza bugie». A veder quello che sta succedendo si può aggiungere che, oltre alle bugie, ci sono anche parecchi maldipancia. È stato sufficiente, infatti, che l'Amministrazione ventilasse l'idea di riportare parte del mercato della Ghiaia in via Verdi per far esplodere nella zona un coro di mugugni, minacce di petizioni e repliche tutte uguali: «Non se ne parla nemmeno».

«Abbiamo già avuto il mercato per lungo tempo e sappiamo che, oltre a traffico e disagi, significa anche marciapiedi ed arredi urbani danneggiati dai camioncini. Una via così non è adatta, non è uno spazio adeguato come invece lo sono le piazze, dalla Ghiaia, appunto, al piazzale della stazione, tuona E.S., residente in zona e pronta, a suo dire, a dar vita ad un comitato e raccogliere firme per bloccare bancarelle e camioncini.

Ma da dove nasce questa rivolta? Tutto inizia quando il Comune ha cominciato a pensare di spostare provvisoriamente le bancarelle del mercato bisettimanale della Ghiaia in un luogo che potesse garantire distanze e controllo degli accessi come previsto dalle nuove normative. Spostarlo va bene: ma dove? In un primo momento è spuntata la proposta dell'antistadio del Tardini ma gli ambulanti all'idea di andare fuori dal centro hanno storto il naso. Ed ecco, allora, la nuova idea: «Rimettiamolo in via Verdi». Dove in pochi, però, tra i residenti hanno applaudito. «Francamente mi pare una scelta sbagliata colonizzare buona parte del centro storico per un mercato come questo - argomenta Maurizio Cavalli dell'omonima enoteca. - Conosciamo bene i problemi che ci ha dato in passato. E non avendo tempi certi per il futuro rischiamo di ritrovarci per chissà quanto nella stessa condizione. Danneggiando i commercianti della strada».

Residenti e commercianti uniti: mettere insieme punti di vista così differenti non è mai facile. Ma in questo caso la proposta sembra riuscirci. «Via Verdi è l'unica porta d'accesso al centro senza telecamere. E già ora molti piazzano qui le auto per andare a fare la vasca tanto che, di giorno come di sera, impieghiamo anche 20 minuti per trovare un posto. Che cosa succederà ora sapendo che due sere e due mattine alla settimana la via sarà off limits? Portiamo le nostre auto nel parcheggio del Comune?», sbotta Grazia.

Lamentele dei soliti brontoloni? Forse. Ma c'è anche chi usa argomenti assai concreti. Ricordando che ci sono fasce deboli da tutelare. «La strada chiusa per il mercato come potrebbe convivere con le esigenze dei nostri pazienti? - si chiede Roberto Marchesi, direttore generale del centro medico diagnostico Medi Saluser. - Noi siamo convenzionati con il servizio sanitario nazionale per esami come tac, risonanze e intervento oculistici. Spesso i pazienti hanno difficoltà a camminare o, addirittura, vengono trasportati in ambulanza. Come potranno raggiungere gli ambulatori?».

Una domanda che fa il paio con quella di una coppia di anziani preoccupati dalla ipotesi di creare, anche per i pedoni, un senso unico obbligatorio in strada. «Abbiamo letto che si entrerà in un punto e si uscirà dall'altro. E questo cosa significa? Che dovremo allungare la strada per andare a fare spesa? Ma per noi camminare di più è un problema».

Sembra un plebiscito di no. Ma c'è anche qualcuno che, invece, si dichiara entusiasta. «Sarebbe un bel modo per rivitalizzare la strada ora spenta e dimenticata - sostiene la titolare del bar Mo Dabòn. - Quando c'era il mercato si lavorava di più e la strada era più vivace. Certo, capisco che chi abita qui si preoccupa per il parcheggio. Ma basterebbe che il Comune offrisse ai residenti la possibilità di mettere l'auto in stazione o al Toschi per le notti prima e le ore del mercato». Tante voci diverse, tante proposte. Ma una comune preoccupazione: manca poco tempo. E occorre scegliere pensando anche al domani. Tra poco qui aprirà un nuovo supermercato targato Esselunga e in diversi si chiedono come possano convivere un market moderno - con le esigenze di rifornimenti e il viavai di gente - e le bancarelle.

«Tutti devono vivere e lavorare, è ovvio - conclude una residente. - Ma io ricordo che ì la nuova pavimentazione della Pilotta, intorno al monumento a Verdi, all'epoca è stata spiegata collegandola alla possibilità di ospitare dei mercati. Non capiamo quindi perché debba tornare ad invadere via Verdi».