Sei in Gweb+

TEATRO REGIO

Meo: «Il Festival Verdi si farà»

di Mara Pedrabissi -

16 maggio 2020, 05:02

Meo: «Il Festival Verdi si farà»

MARA PEDRABISSI

A settembre il Festival Verdi si terrà, forse anche utilizzando spazi all'aperto come già accade per la rassegna Verdi Off. E il pacchetto di attesi titoli "moderni" di questa stagione «Pelléas et Mélisande», «Ascesa e caduta della città di Mahagonny» e il balletto e il concerto speciale per Parma 2020 «Il tempo dell'Europa» - verranno riproposti tutti nel 2021. Questi i cardini della diretta Facebook di ieri sera del direttore generale del Regio Anna Maria Meo, seguita con affetto da spettatori e sostenitori del teatro «che resta fisicamente chiuso ma è vivo e attivo». Non una data a caso: ieri sera, il Regio avrebbe dovuto ospitare l'ultima recita dell'opera di Brecht su musica di Kurt Weill. E oggi cade il 191º compleanno del Teatro Regio, per cui era prevista una festa. Invece...
«In tempi normali - ragiona Meo - in queste settimane avremmo già presentato la stagione 2020-21. Abbiamo dovuto rivedere il calendario, far posto al recupero degli spettacoli perduti quest'anno». I tempi non sono maturi per annunci definiti e dettagliati: «Non sappiamo come le restrizioni continueranno, quanto saranno stringenti; ne derivano anche ragionamenti di pura sostenibilità dei costi. In questo momento, ci preme mettere al corrente la nostra comunità che al più presto riprenderà la nostra attività, che stiamo implementando i nostri progetti, ad esempio in Sartoria; che stiamo pensando anche al 2021. Comunicheremo tutto non appena avremo un'idea precisa, per non dare illusioni e poi dover fare marcia indietro». Il motto è «organizzare quel che si potrà organizzare, seguendo regole e procedure di sanificazione».

PARMA CAPITALE NEL 2021
Sorride, finalmente, Meo: «La conferma di Parma Capitale della Cultura anche per il 2021 è il primo segno positivo che ci fa guardare con fiducia al futuro. Stasera avremmo dovuto concludere la stagione lirica con l'ultima recita di "Ascesa e caduta della città di Mahagonny". Tutto ci saremmo aspettati fuorché di vederci dietro a uno schermo. Avremmo dovuto incontrarci nel foyer, commentare che effetto aveva sortito questo programma così ardito». Il pacchetto di titoli pensati per Parma 2020, arrestati dalla mannaia del Covid 19, verrà dunque tutto trasferito nel 2021.

#IORINUNCIOALRIMBORSO
«In questi mesi di inusitato silenzio - prosegue il direttore - non è mancato l'affetto dei sostenitori stranieri, ci siamo trasmessi una solidarietà reciproca. La biglietteria ha svolto un grande lavoro, sono stati moltissimi ad aderire alla campagna #iorinuncioalrimborso, accompagnando il loro gesto a intensi e affettuosi messaggi. Un altro aiuto fondamentale, che a oggi non è mancato, è l'appoggio degli sponsor e delle aziende con le quali in questi anni abbiamo intrecciato un rapporto quotidiano, fatto anche di consigli reciproci: non aver ricevuto una esplicita cancellazione del sostegno per noi è importantissimo».

FESTIVAL VERDI
A chi chiede anticipazioni sul Festival Verdi, Meo risponde: «Al più tardi per metà giugno credo che potremo annunciare il programma. Stiamo lavorando sui possibili scenari in modo da partire appena possibile. Escludo di non fare attività in autunno: le immagineremo in qualsiasi forma possibile per non perdere l'occasione di celebrare Verdi e partecipare alla rinascita di un sentimento di ottimismo. Stiamo fronteggiando tutti gli stessi problemi: il confronto con Opera Europa è quotidiano. Non sarà possibile essere originali nelle soluzioni né salvarsi da soli. Una delle chiavi potrà essere l'utilizzo di spazi all'aperto, è uno degli aspetti su cui stiamo riflettendo, complice il bel tempo autunnale. Occorrerà ricostruire la confidenza e la fiducia del pubblico».

LO STREAMING
Lo streaming è stato un ottimo palliativo nei mesi più duri di isolamento: visite virtuali del teatro e, soprattutto, un goloso palinsesto di opere fruibili dal sito del teatro. «I 18 spettacoli trasmessi hanno ottenuto oltre 100mila contatti da 122 Paesi; presto aggiungeremo nuovi appuntamenti. Ma occorre tornare a teatro perché la dimensione dell'opera è dal vivo. Credo che ne abbia bisogno anche il pubblico».