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Una famiglia di Salso

Sara e le sue sorelle: «Bloccate in Marocco dal 10 marzo»

di Matteo De Simoni -

16 maggio 2020, 05:07

Sara e le sue sorelle: «Bloccate in Marocco dal 10 marzo»

Sara, 23 anni, è nata in Marocco, ma da piccolissima si è trasferita a Salsomaggiore, insieme alla madre Fatima. Le sue sorelle, Fatima Ezzahra, 24 anni e Miriam, 18, sono nate a Fidenza. Tutte e tre, dopo dieci anni di residenza, avendo frequentato le scuole in Italia, hanno ottenuto la cittadinanza italiana. Il 3 marzo sono volate in Marocco per far visita agli zii e godersi una settimana di ferie al caldo, quando in Italia era ancora freddo. Proprio in quei giorni esplodeva però la pandemia da Covid -19 e il giorno del loro rientro previsto, il 10 marzo, il loro volo è stato cancellato. Da quel momento è iniziata la loro odissea, nella speranza di poter finalmente rientrare a casa, dove il lavoro e lo studio le attendeva.

«In due mesi sono stati programmati soltanto due voli - spiega Sara, sconsolata - il 19 marzo, esaurito in poche ore e il 24 aprile, riservato a poche persone, contattate dall’ambasciata italiana». Poi il silenzio, assordante, in attesa di notizie che non arrivano. Una sorte che le accomuna a centinaia di altri nostri connazionali bloccati in Marocco: «E’ assurdo che con tutti gli italiani bloccati qui, siano stati allestiti solo due voli: Quasi tutti i giorni partono voli di rimpatrio per Francia, Spagna, Belgio e altri Paesi europei, solo per l’Italia non parte nessun aereo. Nonostante si tratti di un Paese a tre ore di volo e ancora in collegamento commerciale».

La situazione, oltretutto, si fa di giorno in giorno sempre più complicata, anche perché, come noto, anche il Marocco è in completo lockdown: «Dal 16 marzo siamo bloccate in casa - riprende Sara - anche qui è vietato uscire, noi passiamo le giornate a cercare in ogni modo di contattare consolato e ambasciata». Anche questo però è sempre più difficile, a causa della distanza: «Noi siamo ad Agadir, mentre l’ambasciata si trova a Casablanca oppure a Rabat e ovviamente non possiamo andare fisicamente a causa delle restrizioni».

Decine di telefonate all’ambasciata, al consolato, sono riuscite anche a mettersi in contatto con il ministero degli Esteri italiano, ma le autorità dei due Paesi si rimpallano le responsabilità: «Dall’Italia ci dicono che è il Governo marocchino che non ci lascia partire, le autorità locali danno la colpa all’Italia. Non sappiamo più dove sbattere la testa!». Nella stessa situazione anche tanti altri italiani: «Tramite Facebook ci siamo messi in contatto, siamo a centinaia, tutti senza risposte!». Intanto i giorni passano e il timore di non poter rivedere ancora per molto tempo amici, fidanzati, colleghi e magari perdere anche il lavoro, si fa sempre più concreto. La speranza è che il loro grido di aiuto possa trovare una soluzione e che da Roma qualcuno riesca finalmente a sbloccare questa situazione creatasi a seguito della terribile emergenza sanitaria. Per poter al più presto tornare nella loro Salso e riabbracciare tutti.