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Coronavirus

"Bonus vacanze? Per Parma pochi benefici"

17 maggio 2020, 05:04

"Bonus vacanze? Per Parma pochi benefici"

LUCA MOLINARI

«Il Bonus vacanze? E’ fatto su misura per le località balneari. Parma non avrà benefici significativi». E’ un coro unanime quello che si alza dal settore alberghiero e turistico della nostra città. Il bonus previsto all’interno del decreto Rilancio prevede fino a 500 euro per le famiglie che prenotano nelle strutture ricettive, agriturismi o bed&breakfast in Italia dal 1° luglio al 31 dicembre di quest’anno. Possono beneficiarne i nuclei con un Isee massimo di 40 mila euro. L’importo del contributo è inoltre modulato in base al numero di componenti. «Capisco che non sia facile riuscire ad adottare delle misure che accontentino tutti – commenta Cristiano Casa, assessore al Turismo – ma se il bonus doveva essere un modo per aiutare il turismo in Italia, allora siamo molto lontani da quell’obiettivo. Cinque anni fa come Amministrazione comunale avevamo proposto un bonus simile, ma per funzionare non deve esserci un limite a livello di Isee e il budget a disposizione doveva essere più elevato, spendibile per pacchetti completi (con ristoranti, accessi ai musei e ai trasporti pubblici) e in più tranche. Sembra qualcosa di fatto su misura per le località balneari e non certo per le città d’arte come Parma».

Parole ribadite da Emio Incerti, presidente di Federalberghi. «All’inizio eravamo fiduciosi sull’utilità del prodotto che poi è stato snaturato – afferma - Il limite Isee trasforma il bonus in una sorta di aiuto alle famiglie anziché alle imprese. Se guardiamo a Parma – prosegue Incerti – il fatto che il bonus non sia frazionabile, lo rende poco appetibile per città d’arte come la nostra. Chi viene qui solitamente lo fa per dei weekend e difficilmente spende 500 euro soltanto per l’albergo. Sono purtroppo convinto che questo bonus non ci aiuterà. E poi alle imprese serve liquidità. Se anche arrivasse il turista disposto a spendere quella cifra, il bonus si potrà incassare soltanto dopo mesi, come compensazione».

Il direttore di Ascom Claudio Franchini, direttore di Parma Incoming (la realtà che ha come obiettivo la promozione e lo sviluppo del turismo nel parmense), è chiaro: «Il turismo legato al nostro territorio è di medio-alto livello – spiega – Basti pensare che l’80% degli hotel sono a 4 e 5 stelle. Il limite Isee quindi preclude buona parte del nostro mercato. Visto il periodo in cui esce, è comprensibile che sia pensato per incentivare le destinazioni estive, ma Parma non è certo una di queste, soprattutto in un momento come quello attuale. Penso quindi che il bonus vacanze inciderà poco o nulla sul nostro territorio. A nostro parere servivano aiuti a fondo perduto per le aziende del settore. Non sono i 500 euro a famiglia a cambiare la situazione perché molta gente non andrà in ferie».

Andrea Aiolfi (Food Valley Travel) sta ideando una serie di proposte pensate per le famiglie, per cercare di attirare a Parma un nuovo tipo di turismo, non più fatto di comitive, ma di singoli nuclei familiari. «In collaborazione con altri colleghi – sottolinea – stiamo lavorando per promuovere un turismo di prossimità per famiglie e coppie, con prezzi bassi e della durata di un weekend. Quanto al bonus vacanze, proveremo a intercettarlo, diciamo che è meglio di niente, ma non so che ricadute potrà avere nella nostra realtà provinciale».