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RIQUALIFICAZIONE

La nuova Piazza della Pace diventata salotto

19 maggio 2020, 05:04

La nuova Piazza della Pace diventata salotto

STEFANIA PROVINCIALI

 

Piazza della Pace non solo ci appare oggi ancora più bella, dopo aver provato le surreali sensazioni di una prolungata permanenza in spazi confinati, lontano dai luoghi d’incontro, causa le restrizioni dovute al Covid-19, ma acquista un valore fisico e simbolico unico, luogo della socialità e della relazione, icona visiva della comunità.

Silente, metafisica, immacolata: così si presenta agli occhi di chi, dopo settimane di forzato isolamento, la attraversa per riappropriarsi della città e dei suoi spazi. Spazio ritrovato, grazie alla riqualificazione voluta dall’amministrazione comunale, che incorpora i concetti più moderni della «piazza italiana», intesa come luogo atto a riunire in sé storia, architettura, cultura, rivelandosi, per la sua dimensione e articolazione, quale spazio ideale ad accogliere la socialità del futuro più prossimo.

Caratteristiche che a sei mesi dall’inaugurazione forniscono risposte concrete alle nuove esigenze d’incontro dei cittadini restituendo allo spazio aperto, fattore attivo del cambiamento, potenzialità e progettualità.

A raccontare origine e significato del progetto all’interno del tessuto urbano, sono gli architetti dello Studio di Architettura Efa, di Parma, che ha ideato e progettato l’intervento, in stretta sinergia con Parma Infrastrutture Spa.

L’opera identifica una parte di città alla ricerca di una propria e rinnovata identità promuovendo una lettura spaziale di valorizzazione, riqualificazione e reinterpretazione dell’esistente e degli «insoluti urbani», interpretati quali significative risorse progettuali per migliorare la fruibilità degli spazi e dei percorsi.

Una piazza sicura che rende confortevole la permanenza al suo interno, facilitando la connessione tra i luoghi strategici di Parma, ed eletta a cerniera tra la città storica monumentale e i principali nodi urbani che la caratterizzano.

«Dal punto di vista tecnico e strutturale Piazza della Pace evidenziava la necessità di azioni puntuali di carattere manutentivo finalizzate a perseguire una maggior sicurezza e praticabilità dei percorsi, nuove potenzialità di fruizione, comfort visivo e ambientale» spiega Pietro Chierici, progettista dello Studio Efa_Esperienze Forme Architettura. «Gli interventi non hanno inteso contraddire le preesistenti opere di riqualificazione del contesto, ponendosi in continuità a esse e perseguendo i fondamentali principi di consolidamento dello spazio di relazione, di ri-connessione e creazioni di luoghi, e di condivisione del tempo quale elemento in grado di qualificare la sosta e rafforzare l’azione di socializzazione» aggiunge.

Tra i principali elementi d’intervento, emerge il rafforzamento del percorso centrale di attraversamento dell’area. «La nuova piazza si pone come rinnovato ingresso al Complesso Monumentale della Pilotta mediante la realizzazione di una pavimentazione uniforme in pietra di luserna collocata tra le esistenti trottatoie e posata a listelli paralleli, in modo da riproporre modularità e scansione dell’elemento costituivo della Pilotta: il mattone» conclude Chierici.

Nell’opera, emerge la rinnovata attenzione riposta nell’asse nord-sud, lungo la direttrice di via Verdi, che rende possibile la connessione fisica delle aree tematiche monumentali: i portici del Guazzatoio, il monumento a Giuseppe Verdi, la fontana di San Pietro Martire, il monumento al Partigiano: un percorso diagonale denominato «Sentiero delle lettere» che interseca il «Viale dell’incontro» in un punto a esso baricentrico. Rendere maggiormente permeabili all’attraversamento le aree destinate a prato, rafforza la nuova direttrice, eleggendola ad asse di collegamento primario con la stazione ferroviaria, creando, altresì, una nuova porta di ingresso che ribalta la tradizionale prospettiva frontale del Complesso.

Al fine di facilitare l’accessibilità all’area da via Verdi, il progetto ha realizzato un nuovo spazio pavimentato in luogo del precedente parcheggio favorendo una migliore fruizione degli spazi delle Scuderie del Guazzatoio.

«Quanto al nuovo impianto di illuminazione di Piazza della Pace e del Complesso Monumentale della Pilotta, esso è concepito in modo da donare alla piazza un’illusione di quinta scenografica speculare a quanto avviene in piazza del Duomo, luogo con il quale l’intervento intende, non solo metaforicamente, dialogare. La luce, perciò, come materiale primario dell’architettura» dice Maria Pilar Vettori, completando le ragioni di una scelta formale strettamente legata all’identità dell’architettura italiana e alle sue radici storiche che hanno conquistato, nel Novecento, il pensiero di filosofi e l’immaginario di artisti. Si pensi, tra i tanti, a Giorgio de Chirico, geniale interprete in pittura delle Piazze d’Italia.

Nobile il ruolo assunto dalla «parola» eletta a elemento portante del percorso; una parola che è al contempo informativa e poetica. In particolare, il Sentiero delle lettere, che connette il sistema iconico dei tre monumenti (Partigiano, fontana e ara verdiana), si propone quale ideale percorso narrativo, punteggiato di spunti, racconti, suggestioni inerenti luoghi, eventi e figure storiche della città.

In corrispondenza dei principali nodi di interconnessione dei percorsi, sono state collocate le Epigrafi della memoria che, oltre a introdurre storicamente le preesistenze, riportano per intero i testi delle poesie di Attilio Bertolucci, che si dispiegano lungo il poetario parallelo al Sentiero delle lettere.

Storia e contemporaneità si rincorrono in un teatro urbano restituito alla città.

STEFANIA PROVINCIALI Piazza della Pace non solo ci appare oggi ancora più bella, dopo aver provato le surreali sensazioni di una prolungata permanenza in spazi confinati, lontano dai luoghi d’incontro, causa le restrizioni dovute al Covid-19, ma...

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