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LA RIAPERTURA

Parma, la fase 2 dei ristoranti. «Garantiamo tranquillità e sicurezza»

20 maggio 2020, 05:04

Parma, la fase 2 dei ristoranti. «Garantiamo tranquillità e sicurezza»

GIAN LUCA ZURLINI

 

«Quando ieri sera (lunedì per chi legge ndr) ho visto entrare il primo cliente nel ristorante mi è venuto il magone per la felicità. E una grande emozione l'ho provata nel vedere che alla fine in sala c'erano una trentina di persone, famiglie del posto e coppie, venute per tornare a "mangiar fuori" e respirare in tranquillità l'atmosfera del ristorante».

A parlare è Andrea Nizzi, presidente del consorzio Parma quality restaurant e chef del ristorante «12 Monaci» di Fontevivo. Nella prima serata di riapertura hanno risposto all'appello poco più della metà dei 30 locali associati al consorzio, ma entro il weekend saranno più dei due terzi quelli che ripartiranno. «E a restare chiusi ancora per qualche tempo saranno solo quelli che si trovano in alcune località della provincia e attendono caldo e bel tempo per ripartire. Nessuno però rimarrà chiuso ancora per lungo tempo e ovviamente nessuno ha alzato bandiera bianca».

RIAPERTURA IN SICUREZZA

«La risposta dei clienti è stata incoraggiante in tutti i ristoranti aderenti al nostro consorzio che hanno riaperto, considerato che era un lunedì sera e che venivamo da più di due mesi di chiusura totale dei locali», prosegue Nizzi che aggiunge un'altra considerazione: «La nostra priorità è stata quella di riaprire garantendo la massima sicurezza ai clienti, ma senza snaturare l'atmosfera che si deve trovare in un ristorante, dove si deve vivere un'esperienza piacevole e non stressante». Un primo obbiettivo che sembra essere stato centrato, anche perché «le maggiori preoccupazioni di chi telefonava per prenotare o informarsi erano legate agli obblighi di mascherine, ai percorsi obbligati, a come poter andare in bagno e così via. Ma il messaggio che abbiamo dato e vogliamo arrivi alle persone è che ritornare al ristorante è ancora un piacere come prima».

L'ANNO DELLA RIPARTENZA

Il 2020, nei programmi del consorzio e dei suoi aderenti «avrebbe dovuto essere l'anno d'oro e della grande crescita della ristorazione parmigiana. Invece, tutto è cambiato nel giro di pochi giorni. E adesso, con questa riapertura, questo 2020 deve diventare l'anno della ripartenza. Con la consapevolezza delle difficoltà che ci attendono - dice Andrea Nizzi - ma anche con la volontà di tutti noi di non arrenderci e di superare questo periodo così particolare offrendo un servizio all'altezza delle nostre tradizioni e reinventando anche la nostra offerta andando incontro alle nuove esigenze delle persone».

INIZIATIVE IN ARRIVO

Andrea Nizzi spiega ad esempio che «il cosiddetto delivery, cioè il servizio a domicilio, verrà continuato da tutti, perché ha incontrato il gradimento dei clienti. E anche l'asporto, per molti di noi, potrà essere un'alternativa al servizio tradizionale in sala. Noi per esempio, abbiamo avuto un successo inatteso quando ho pensato di proporre torta fritta e salume, cosa che mai avrei immaginato fino a pochi mesi fa. E quindi andremo avanti, sapendo che i numeri non potranno certo essere per ora quelli del passato, ma sicuri di poter dare ai nostri clienti un servizio di qualità. E presto partiremo anche con alcune iniziative promozionali che stiamo vagliando e avranno caratteristiche originali».

Nizzi chiude con una battuta: «Il mio obbiettivo? Adesso che ho riaperto il locale andare appena potrò a mangiare con mia moglie e i miei figli nel locale di uno dei miei colleghi. Per dire che noi, insieme ai nostri clienti, ce la faremo a vincere questa durissima sfida che però abbiamo raccolto».

 

GIAN LUCA ZURLINI «Quando ieri sera (lunedì per chi legge ndr) ho visto entrare il primo cliente nel ristorante mi è venuto il magone per la felicità. E una grande emozione l'ho provata nel vedere che alla fine in sala c'erano una trentina di...

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