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LA MAXI FRODE

Gigliotti e quei 3 milioni e mezzo di crediti fittizi

20 maggio 2020, 05:08

Gigliotti e quei 3 milioni e mezzo di crediti fittizi

GEORGIA AZZALI

Un codice può fare una grande differenza. Quando si tratta di tributi, poi, la differenza può valere milioni. E proprio due numeretti inseriti nei modelli per il versamento dei tributi hanno consentito alle imprese del gruppo Gigliotti di poter avere vantaggiose agevolazioni. Il patron del consorzio di impiantistica industriale G.F. Nuove Tecnologie (ora Steel-Tech), arrestato l'altro ieri insieme ad altre sei persone per una maxi frode fiscale, grazie al commercialista gelese Ennio Di Pietro avrebbe architettato anche questo stratagemma per ingannare l'erario. Semplice, eppure molto fruttuoso, perché negli anni le imprese di Franco Gigliotti avrebbero accumulato quasi 3 milioni e mezzo di crediti fittizi. Ne sono convinti gli inquirenti, ma anche il gip. «Le società, per abbattere la pressione fiscale e offrire così sul mercato prezzi più competitivi per i propri servizi, ricorrevano anche allo strumento dell'indebita compensazione con crediti Iva inesistenti», si legge nell'ordinanza di custodia cautelare.

Sono due le norme - una del 1997 e una del 2006 - che consentono alle aziende di poter ottenere queste compensazioni. Ma ci sono dei parametri da rispettare: le società devono avere sede in determinate zone, vanno indicati gli investimenti realizzati e comunque le compensazioni non possono superare i 30.987 euro all'anno. Tutte condizioni che le società della galassia Gigliotti non avrebbero rispettato. «Non operavano in alcuna delle regioni per le quali erano previste le agevolazioni (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo e Molise) - scrive il gip -; non erano state osservate né le soglie massime di credito d'imposta fruibile, né le prescrizioni relative agli adempimenti di comunicazione degli investimenti effettuati e di compilazione delle dichiarazioni dei redditi».

Uno dei tanti aspetti che già oggi Gigliotti, condannato in primo grado a Catanzaro a 10 anni per associazione mafiosa, potrà cominciare a chiarire durante l'interrogatorio di garanzia, anche se pare piuttosto improbabile che cominci a fare dichiarazioni due giorni dopo l'arresto su un'inchiesta, coordinata dal pm Paola Dal Monte e portata avanti dalla Finanza, che ha già messo insieme decine di faldoni. E sul numero uno della Steel-Tech è piovuta una marea di contestazioni: false fatturazioni, evasione fiscale, indebita compensazione.

Era lui, secondo l'accusa, il «direttore d'orchestra» di un gruppo (da qui anche l'accusa di associazione a delinquere) che avrebbe mandato avanti le attività della società capofila e di tutte le consorziate, oltre che delle «cartiere», frodando milioni al Fisco. E dell'associazione avrebbero fatto parte anche Giuseppe Gigliotti, cugino di Franco, già arrestato nel 2018 per aver dato l'ordine di incendiare un'azienda concorrente, Pasquale Romeo, legale rappresentante di una delle società consorziate di Gigliotti, e il commercialista Di Pietro.

Lo stesso consulente ingaggiato anche da Francesco Ingegnoso, il gelese a capo dell'altro consorzio parmigiano di imprese, la I.F.C. Impianti di via Pertini. Un consorzio in cui figuravano società guidate da Alessandro Vitale e Michele Mari (ai domiciliari). Oltre a Franco Gigliotti, oggi saranno sentiti dal gip in videoconferenza dal carcere anche il cugino Giuseppe, Romeo e Ingegnoso, mentre già ieri è toccato a Vitale, in cella a Reggio Emilia. L'interrogatorio di Di Pietro deve ancora essere fissato, perché il commercialista è stato ricoverato in ospedale a Gela poche ore dopo l'arresto per una febbre improvvisa, mentre Mari, residente nel Palermitano, verrà sentito su delega dal gip siciliano. Nel giro di pochi giorni tutti avranno la possibilità di raccontare un pezzo di «verità». Ammesso che vogliano aprire bocca.

 

GEORGIA AZZALI Un codice può fare una grande differenza. Quando si tratta di tributi, poi, la differenza può valere milioni. E proprio due numeretti inseriti nei modelli per il versamento dei tributi hanno consentito alle imprese del gruppo...

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