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FIDENZA

La rabbia di Massari: «Tutti insieme all'aperitivo come se nulla fosse»

20 maggio 2020, 05:07

La rabbia di Massari: «Tutti insieme all'aperitivo come se nulla fosse»

Dopo l’affollamento nei bar, che si è visto nel primo giorno di libertà dopo il lockdown, il sindaco Andrea Massari, interviene duramente sulla questione. «Per ritrovare la libertà di muoverci tutti abbiamo combattuto per più di ottanta giorni insieme ai medici, agli infermieri e ai volontari che abbiamo chiamato eroi. Con loro e per tutte le persone che sono state ricoverate a combattere contro il virus», afferma.

«Una libertà fragile che ora va difesa con senso di responsabilità e seguendo le regole studiate attività per attività per permetterci di non sbagliare. Sarà un gigantesco esame di maturità per tutti, perché a meno che non si pensi che sia possibile mettere un carabiniere o un vigile per ogni singolo bar, ogni singolo parco e ogni singolo luogo di aggregazione, riusciremo in questa nuova impresa se sapremo proteggerci a vicenda con comportamenti responsabili».

Purtroppo lunedì, all’orario dell’aperitivo, tanti fidentini, probabilmente presi dall’euforia di una ritrovata libertà, hanno gremito i bar, creando pericolosi assembramenti. «Sono orgoglioso di cosa hanno fatto i fidentini nei mesi difficili del lockdown - ha continuato il sindaco - e nell’avvio della fase 2, perché insieme abbiamo dimostrato che qui ci prendiamo a cuore la vita degli altri. Sono orgoglioso ma non sono cieco: quello che non va affatto bene sono le scene che in tutt’Italia - non solo nei locali del centro e della periferia di Fidenza o in provincia di Parma – si sono viste lunedì nel primo giorno di riapertura dei locali. Ovunque gente assembrata, senza mascherine, magari con i guanti indosso ma di sicuro non a distanza di sicurezza. Basta scorrere i fiumi di foto e di video postati su Instagram e su Facebook. A meno che non si creda che siano tutti conviventi e quindi sollevati dall’obbligo di stare ad almeno 1 metro, oggi il mio compito è di dire che non possiamo permetterci questo menefreghismo dopo aver pianto i morti e visto gente passata da un buco piccolo così per restare in vita. Tutti abbiamo un telefono in mano, tutti sappiamo che la battaglia contro il Covid non è ancora vinta e tutti sappiamo che se dovessero tornare ad aumentare i contagi sarebbe inevitabile chiudere un’altra volta».

Chi ignora le regole produce un danno gravissimo e di sicuro non si può chiedere ai gestori dei locali di diventare anche poliziotti. «Alcuni hanno aspettato ad aprire, altri sono partiti e hanno fatto tutto per bene, preparando i locali per accogliere la gente in sicurezza - aggiunge Massari -. Ma se arriva uno tsunami di menefreghismo non ci sono regole che tengono e chi ha un locale diventa in molti casi una vittima. Ok, c’era la frenesia di tornare fuori, di incontrare gli amici e di fare un brindisi. Ma la curva dei contagi è sempre lì e l’emergenza è ancora in corso. Chi se ne frega rischia di uccidere delle persone e rischia di uccidere delle imprese, perché chi ha un bar di sicuro non potrebbe reggere un’altra chiusura, magari dopo aver già fatto debiti per stare a galla. Mi rivolgo a chi lunedì si è fatto prendere la mano: rendiamo speciale e non un incubo il momento dell’aperitivo, di un brindisi o un caffè. Mettetevi la mascherina e state a un metro di distanza. Si parla benissimo, si sta benissimo insieme anche così. Provate per credere» ha concluso Massari.

r.c.

 

Dopo l’affollamento nei bar, che si è visto nel primo giorno di libertà dopo il lockdown, il sindaco Andrea Massari, interviene duramente sulla questione. «Per ritrovare la libertà di muoverci tutti abbiamo combattuto per più di ottanta giorni...

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