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Spostamenti tra regioni

Casalmaggiore «vietata»: la lettera dei sindaci Stocchi e Cesari a Conte

21 maggio 2020, 05:05

Casalmaggiore «vietata»: la lettera dei sindaci Stocchi e Cesari a Conte

MICHELE DEROMA

Si sono attivati, i sindaci di Colorno, Sorbolo Mezzani e Casalmaggiore, per accogliere le esigenze della rispettiva popolazione: ma appare al momento remota la possibilità che gli spostamenti tra i due comuni parmensi e il territorio lombardo, per permettere ai cittadini di fare visita ai propri congiunti residenti nell’altra regione, siano consentiti prima del 3 giugno, quando dovrebbero essere tolte le limitazioni agli spostamenti in tutta Italia. Il nodo centrale della questione sarebbe la situazione sanitaria ancora complicata, almeno per quanto riguarda la Lombardia: lo spostamento all’esterno dell’Emilia-Romagna, nei limiti della provincia o del comune confinante, è infatti permesso soltanto su apposita comunicazione ai prefetti competenti, da parte dei presidenti delle regioni, e dei presidenti delle province o dei sindaci dei comuni tra loro confinanti, e al momento è consentita solo tra i cittadini delle province di Ferrara e Rovigo. Per provare a sbloccare la situazione, già lunedì il sindaco di Colorno, Christian Stocchi, ha scritto una lettera al collega di Casalmaggiore, Filippo Bongiovanni, «alla luce dell’esigenza manifestata da numerosi cittadini. Credo che sia auspicabile andare in questa direzione, alla luce degli stretti contatti tra i nostri territori confinanti». «Ma le difficoltà sono tante», ha ammesso Nicola Cesari, anch’egli impegnato in prima linea sulla vicenda, ringraziando il sindaco di Casalmaggiore «per la disponibilità e l’impegno dedicati alla questione. Se non dovesse andare in porto l’accordo, sarà necessario aspettare sino al 3 giugno».Sulla sponda lombarda del Po, le difficoltà sono infatti notevoli, nonostante la condivisione della linea favorevole agli spostamenti oltre regione, anche da parte del primo cittadino di Casalmaggiore. Il presidente di Anci Lombardia, Mauro Guerra, ha sollevato il problema in una lettera ai presidenti Giuseppe Conte e Attilio Fontana: «Siamo consapevoli dei disagi e delle particolari difficoltà che stanno vivendo i cittadini: riteniamo che la facoltà di far visita ai propri congiunti, sancita dal Dpcm del 26 aprile, sia un diritto almeno di tutti coloro che si trovano in un raggio di qualche decina di chilometri, anche se in regioni diverse. Chiediamo che vengano adottati gli atti necessari per giungere alla sottoscrizione di accordi tra la Lombardia e le regioni confinanti». L’apposita petizione online «Ci sono anche i congiunti “fuori regione”», lanciata in tutta Italia sul sito change.org, ha intanto raggiunto oltre le 13 mila firme.

 

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