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LA POLEMICA

Le associazioni: «Non aprite il nuovo padiglione del carcere»

21 maggio 2020, 05:01

Le associazioni: «Non aprite il nuovo padiglione del carcere»

Le associazioni di volontariato chiedono che venga rinviata l’apertura del nuovo padiglione del carcere». E’ quanto emerge dall’appello firmato da sei realtà (Rete Carcere, associazione San Cristoforo, Svoltare cooperativa sociale, associazione Per Ricominciare, comunità Betania, Consorzio solidarietà sociale) e condiviso dalla Consulta diocesana per la Pastorale sociale e del lavoro, Acli e Movimento cristiano lavoratori.

La missiva è stata spedita, tra gli altri, all’amministrazione penitenziaria, al Garante regionale dei detenuti, al Comandante della polizia penitenziaria, al prefetto, al sindaco e al vescovo.

Nella lettera viene espressa «preoccupazione per l’annunciato e imminente trasferimento di duecento persone detenute nel nuovo padiglione all’interno dell’area di strada Burla che porterà la popolazione detenuta a circa ottocento unità, con aggravio anche sulle politiche del territorio e sulle già scarse risorse finanziarie».

«Ci inquieta – si legge - la grave carenza di organico del personale di custodia, dell’area trattamentale, del personale sanitario. Siamo solidali con gli agenti penitenziari che pubblicamente hanno più volte segnalato la carenza di almeno cento unità per assicurare il rispetto dei livelli minimi di sicurezza. La nostra solidarietà si estende all’area educativa composta da 4 funzionari giuridico-pedagogici in servizio (su 10 previsti per il vecchio complesso e senza alcuna previsione per il nuovo) i quali saranno ulteriormente in grave difficoltà nel garantire la propria attività».

Non solo. «Il personale sanitario, in carenza di organico – si legge - sarà ulteriormente in difficoltà per garantire il rispetto dei livelli minimi di assistenza sanitaria».

Anche la nuova struttura «ci pare progettata per finalità di mera custodia – prosegue l’appello - essendo priva di locali finalizzati ad attività formative, lavorative, relazionali e socializzanti, salvo diversa destinazione di alcuni locali ora destinati a celle a tre letti».

Le associazioni sollecitano quindi le Amministrazioni penitenziarie e territoriali di competenza «a rinviare temporaneamente i provvedimenti di apertura del nuovo padiglione, ad adeguare prioritariamente le suddette piante organiche con il preventivo confronto con il Garante dei detenuti, con i sindacati di categoria, con la rappresentanza del volontariato, a proporre un ragionevole adeguamento della logistica del suddetto padiglione ad un irrinunciabile programma di attività finalizzate all’umanizzazione e al reinserimento».

L.M.

 

Le associazioni di volontariato chiedono che venga rinviata l’apertura del nuovo padiglione del carcere». E’ quanto emerge dall’appello firmato da sei realtà (Rete Carcere, associazione San Cristoforo, Svoltare cooperativa sociale, associazione Per...

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