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Coronavirus

Le regole della fase 2. Ma i giovani «sgarrano»

21 maggio 2020, 05:08

Le regole della fase 2. Ma i giovani «sgarrano»

ANTONIO BERTONCINI

Al terzo giorno di libera circolazione senza «giustificazione», Parma sembra affacciarsi timidamente verso la nuova normalità, fatta di mascherine, distanziamento sociale, piccole code per un caffè al bar o per acquistare un paio di scarpe alla moda.

La reprimenda del sindaco Federico Pizzarotti sembra abbia ottenuto qualche effetto. Gli assalti all’aperitivo non si sono visti e la mascherina è diventata un indumento abituale per molti parmigiani. Per molti, ma non per tutti, così come la distanza, per tanti un imperativo categorico, ma per una minoranza un optional, un fastidio che si può evitare se non c’è un poliziotto nei paraggi.

I trasgressori abituali sono soprattutto i giovani. Sarà l’incoscienza dell’età, sarà la voglia di socializzare, sarà perché scuole e università sono chiuse: basta fare un giro in centro, o più ancora nei parchi, per notare gruppetti di ragazzi che si comportano come se nulla fosse successo. Ma non solo loro. Al Parco Ducale, vicino al laghetto, troviamo due famigliole che bivaccano insieme nel prato in piena libertà ed eccessiva comunanza. A poca distanza è in atto un «convegno» di sette pensionati che chiacchierano amabilmente, ma nel rispetto delle regole. Nel viale centrale si nota un crocchio di stranieri piuttosto attempati, attorno a due che giocano a scacchi sulla panchina senza alcuna protezione a distanza zero e ricordano tanto i drammi di chi ha perso la vita giocando a briscola nei circoli.

E i ragazzi? Beh, per quelli basta contare i gruppi: ne vediamo cinque ammassati su una sola panchina e diverse decine, in gruppetti, che giocano, bevono, scherzano con le maschere sotto il mento, e che il metro neppure lo conoscono.

Ha fatto il pieno anche la Cittadella, dove la passione per il basket è più forte della prudenza per il Covid: un gruppo di ragazzi gioca con tanto di contrasti, salti e rimbalzi, vicini vicini, fino a quando vedono a distanza un’auto dei vigili. Si distanziano anche loro, ma quando l’auto della Municipale gira l’angolo, riprende la guerra sotto il tabellone. E c’è anche chi, giocando nel parco, si lascia andare a sproloqui non ripetibili.

Molto più ordinati i bambini che vivono nel loro regno sui giochi vicino all’ingresso e anche i pensionati, ciclisti e podisti, che hanno ripreso a trovarsi sui bastioni. A proposito di spazi verdi, molto gettonata è pazza della Pace: tanta gente a fare due chiacchiere sui sedili, o a prendere qualche raggio di sole nel verde, ma anche non pochi gruppetti di ragazzi che bevono birra in circolo nel prato e di avvicinarsi non hanno nessun timore.

Bimbi in azione sui giochi anche in piazzale Borri, mentre in piazzale Dalla Chiesa, davanti ad una stazione semideserta, la fanno da padrone i poco socievoli abituali frequentatori. Regna l’ordine in piazza Garibaldi, a parte qualche tavolino un po’ troppo affollato. Sulle panchine due persone ciascuna, una da una parte e una dall’altra che conversano amabilmente muniti di maschera, ma due ragazze in bicicletta decidono per un selfie «senza barriere» e si fotografano soddisfatte vis a vis, incuranti delle regole.

La sorpresa arriva invece da strada Farini, che lunedì è stata nell’occhio del ciclone: movida ordinata e senza assembramenti, con i tavolini ordinatamente disposti e altrettanto ordinatamente occupati, e tanti passanti, tutti «mascherati», a piedi o in bicicletta, ma senza voglia di creare problemi, mentre le note della fisarmonica di Giovanni accompagnano questa strana primavera che sta cambiando le nostre abitudini.

Altrettanto ordinata la «vasca» in via Cavour, con gente che per il momento sembra avere più voglia di guardarsi intorno che di infilarsi nei negozi, con un paio di brevi code in tutta la via, in attesa che lo shopping torni ad essere un momento piacevole della vita quotidiana.

Nel nostro tour troviamo anche tante pattuglie di polizia municipale e qualcuna di carabinieri, ma non deve essere facile cogliere in fallo chi viola le regole in materia di distanziamento. Lunedì c’è stata l’esplosione della movida pressoché incontrollata, martedì è stata la pioggia a regolare il distanziamento sociale, tanto che la polizia municipale - come ha confermato il comandante Roberto Riva Cambrino - ha effettuato una ventina di controlli senza sanzioni. Ieri i vigili erano in giro: oggi sapremo come è andata.

 

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