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Coronavirus

Centri estivi, pediatri preoccupati: «Massima attenzione»

23 maggio 2020, 05:07

Centri estivi, pediatri preoccupati: «Massima attenzione»

ISABELLA SPAGNOLI

 

Parma, verso il via ai centri estivi. In attesa delle indicazioni dettagliate del Governo e delle Regioni, il Comune, ha intrapreso un fitto dialogo con le realtà coinvolte per mettere a punto i regolamenti per i centri che ospiteranno i nostri bambini da giugno in poi.

Si può partire con serenità? Emanuele Voccia, portavoce dei pediatri di Parma, esprime preoccupazione per una scelta che, a suo parere, deve essere attentamente ponderata. «Noi pediatri siamo preoccupati per ciò che potrebbe accadere con l’apertura dei centri estivi e successivamente delle scuole. La possibilità di contagiarsi è in rapporto alla quantità di virus che girano nell’aria e al tempo di esposizione a questo ambiente. Se una persona si reca, con mascherina e guanti al supermercato, e ci resta mezz’ora, la possibilità di contagiarsi è bassissima perché il tempo è breve e i virus sono dispersi. Se noi, invece, mettiamo una quindicina di bambini insieme in una stanza anche con le mascherine, per diverse ore, se c’è un portatore, l’ambiente si arricchisce di carica virale e quindi può arrivare il momento in cui quest’ultimo diventerà un problema anche per gli altri - aggiunge -. L’ideale sarebbe, quindi, intercettare i portatori sani, facendo un tampone a tutti i bambini prima di entrare in comunità, cosa che al momento l’Ausl ritiene impossibile».

Voccia spiega che sono i luoghi al chiuso i più pericolosi. «I centri estivi si svolgono all’aperto e quindi il contagio avviene difficilmente a patto che ogni bimbo abbia la sua mascherina, non si sbaciucchi con il compagno, e faccia grande attenzione durante i pasti. Il consiglio che diamo ai gestori di queste realtà è di fornire un cestino al bimbo facendogli consumare il pranzo all’aperto. Ma il centro estivo ha “forme difformi” che variano e che non si possono conoscere con precisione – aggiunge -. Ci sono, infatti, quelli che prevedono attività solo all’aperto, altri che invece contemplano momenti anche al chiuso. Diventa difficile monitorare il tutto. Il rapporto giusto per stare in sicurezza sarebbe un adulto ogni quattro bimbi».

Il pediatra spiega che i piccoli sopra ai 6 anni devono essere istruiti dai genitori con insistenza a un attento lavaggio delle mani e all’uso corretto della mascherina e resi autonomi nella gestione di questi dispositivi di sicurezza. Un dato rassicurante rivela che sotto ai 10 anni si sono registrati pochissimi casi di bambini gravi causa Covid-19 e in Italia non è avvenuto neppure un decesso, ma i piccoli possono comunque ammalarsi, essere contagiosi e portare il virus in famiglia.

Un ruolo fondamentale per limitare i pericoli nei centri estivi lo hanno le famiglie. «I piccoli vanno preparati al mattino con una divisa che poi la sera dovrà essere lavata. Al ritorno dal centro estivo dovranno fare la doccia. Se i genitori dovessero avere dubbi potranno rivolgersi al pediatra e prevedere che se il loro bambino dovesse tornare a casa con la febbre sarà poi segnalato per fare un tampone – conclude -. E’ fondamentale che genitori, pediatri e responsabili dei centri estivi lavorino in totale sinergia per limitare al massimo i pericoli».

 

ISABELLA SPAGNOLI Parma, verso il via ai centri estivi. In attesa delle indicazioni dettagliate del Governo e delle Regioni, il Comune, ha intrapreso un fitto dialogo con le realtà coinvolte per mettere a punto i regolamenti per i centri che...

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