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Forze dell'ordine

Tanti controlli in centro. Ma la movida è scatenata

23 maggio 2020, 05:08

Tanti controlli in centro. Ma la movida è scatenata

LUCA PELAGATTI

 

A volte basta una frase per raccontare una storia. La storia, in questo caso, è quella del primo weekend dopo la riapertura. La frase è quella orecchiata ieri pomeriggio, intorno alle 19, in piazza Garibaldi, direzione movida dove un ragazzone prima si è tolto la mascherina. E poi ha tuonato: «Quanto mi sei mancata Parma. E adesso andiamo sfondarci di birre».

Ecco, basta quella frase per capire che tutto il pacchetto di regolamenti e norme di distanziamento sociale per lui, e per tanti altri, oggi valgono ben poco. Che quello che conta, dopo tre mesi quaresimali, è tornare a vivere. E che fase due non per tutti si traduce con «agire con giudizio». Ma piuttosto con «più mojito per tutti». E' sufficiente percorrere le strade del centro, posare lo sguardo su piazzale della Pace, passare in rassegna i dehors per rendersene conto. Ovunque ragazzi molto giovani comprensibilmente eccitati di tornare a mescolarsi con gli altri; ovunque gruppetti di mascherine palesemente sospese. Già pronte per essere abbassate.

Già, ma le regole? Quelle valgono per lo più per baristi e commercianti, preoccupati di possibili sanzioni e quindi rigidissimi a misurare distanze e disporre dispenser di gel. «Io, per esempio, ho volutamente raddoppiato le distanze tra i tavoli del mio locale - spiega un barista di via Farini. - Rinuncio a qualche tavolo ma non voglio guai. Ma se la gente si ferma intorno al mio plateatico, se si formano gruppi in mezzo alla strada, io cosa posso farci?».

Molto poco, è la sola, sincera, risposta. Anche se le vie del centro, fin dal primo pomeriggio fino a tarda sera, hanno visto la massiccia presenza di carabinieri, agenti della finanza e della polizia di Stato oltre a tanti agenti della polizia locale. Tante divise, tanti appelli alla consapevolezza e al rispetto delle norme. Ma di fronte alla sete di vita gli appelli al buon senso servono a poco. E non solo in centro: nella zona est della città, un rapido tour dei locali ha evidenziato anche lì il tutto esaurito. E la stravagante conseguenza che persino le bottiglie di prosecco erano state esaurite. Prosciugate dai tanti brindisi. «Vigileremo e proveremo ad indirizzare i comportamenti - è il commento di militari e agenti in servizio. - Ma nel caso di violazioni dovremo intervenire».

Come è il caso di un african market di via Alessandria visitato nel pomeriggio dalla polizia. Dentro erano più di trenta e stavano festeggiando un compleanno con tanta musica e nessuna distanza. Il party, ovviamente, è finito presto, e al posto dei regali da scartare, per il titolare, sono rimasti una bella multa da pagare e un decreto di chiusura per cinque giorni. Che potrebbero anche diventare trenta.

Ma anche questo è il segno che fase due non per tutti è uguale. «Ho investito parecchio in sanificatori e presidi di protezione», spiega un ristoratore impegnato a preparare le tavole in borgo San Biagio. Sì, ma quando si sanifica la sala si protegge chi siede e ordina la cena. Le strade, le piazze, i gradini e i prati di piazza della Pace restano invece scoperti e pieni di voglia di ridere, parlare, abbracciarsi. Di vivere. E' bello e giusto che sia così. Ma dopo tre mesi di bollettini dei caduti vedere tanta vita fa un po' paura.