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Dal Po al Taro: tanti a prendere la tintarella sul greto del fiume

25 maggio 2020, 05:04

Dal Po al Taro: tanti a prendere la tintarella sul greto del fiume

PAOLO PANNI

Tante le persone, locali e non, che per la prima domenica dopo il lockdown hanno scelto le terre del Po, approfittando della bella giornata primaverile, con temperature pressoché estive.

Numerosi si sono dedicati al movimento all’aria aperta, spostandosi soprattutto in bicicletta, ma anche a piedi, lungo la pista ciclabile Bici Parma Po, che corre sull’argine mastra tra Polesine Zibello, Roccabianca, Sissa Trecasali, Colorno e Sorbolo Mezzani. Si sono visti sia gruppi di amici, che famiglie, giovani e meno giovani, spostarsi in sella alle loro biciclette, oppure a piedi, lungo gli argini del Grande fiume, godendo dello spettacolo che la golena in questi giorni offre, tra campi coltivati e altri «dipinti» dai papaveri.

Da parte di questi numerosi sportivi si sono visti comportamenti sostanzialmente corretti, col giusto distanziamento tra le persone. Stesso discorso anche per coloro che, invece, si sono mossi, in bici e a piedi, lungo la Ciclotaro, tra Sissa Trecasali e San Secondo. In parecchi hanno scelto invece il relax, tra il verde e della golena e l’ombra dei pioppeti lungo il Po.

Non sono mancati quelli che hanno colto l’occasione per il primo pic-nic dell’anno e quelli che, semplicemente, hanno trascorso parte della mattinata o del pomeriggio a due passi dal fiume. Tra le zone più «gettonate», l’area feste di Polesine, il parco delle Scalette di Stagno di Roccabianca e il parco di Isola Giarola. Diversi i gruppi di amici, specie ragazzi e giovanissimi, che hanno condiviso momenti di spensieratezza e svago intorno al Grande fiume. In questo caso, va detto, non sempre con un buon uso delle mascherine, e non sempre sufficientemente distanziati. Ma, in linea di massima, i comportamenti sono stati abbastanza corretti. E non sono mancati, per tutto il giorno, i controlli da parte delle forze dell’ordine.

Sulle rive del Po ha iniziato a muovere di nuovo i primi passi anche il mondo della cultura. A Zibello, dove tra pochi giorni si sarebbe dovuta «celebrare» la sagra del culatello (che invece, dopo oltre trent’anni, a causa della pandemia è stata rinviata a data da destinarsi) ha riaperto i battenti il museo della civiltà contadina «Giuseppe Riccardi». Sulla riva opposta del fiume, a Motta Baluffi, ha riaperto invece l’Acquario del Po, struttura da sempre di richiamo per tanti parmensi, ma al momento off limits dato che non è possibile raggiungere la vicina Lombardia.

 

PAOLO PANNI Tante le persone, locali e non, che per la prima domenica dopo il lockdown hanno scelto le terre del Po, approfittando della bella giornata primaverile, con temperature pressoché estive. Numerosi si sono dedicati al movimento all’aria...

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