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FASE DUE

L'assessore Casa: «Sì alla movida, ma nel rispetto delle regole»

L'assessore non sceglie la linea dura

26 maggio 2020, 05:05

L'assessore Casa: «Sì alla movida, ma nel rispetto delle regole»

Non vestirà i panni dello sceriffo: «Non vogliamo unire difficoltà a difficoltà. Chi vuole lavorare deve poterlo fare, a patto che rispetti le regole». Basta linea dura, quindi, l'assessore al Commercio Cristiano Casa fa appello semmai al senso di responsabilità di esercenti e cittadini. La vita deve gradualmente poter tornare alla normalità.

Dopo oltre due mesi di chiusura totale è arrivato il tempo della riapertura dei locali dove incontrarsi: non ci sono fucili puntati. Piuttosto la richiesta di attenersi alle indicazioni delle autorità sanitarie. Il weekend è andato bene anche nei giorni della temuta movida e Casa ne prende atto con soddisfazione. «Su 325 esercizi commerciali controllati, solo 3 sono stati sanzionati; su 638 persone, solo 2. Puntiamo su interventi mirati dove ci vengono segnalate irregolarità. Chi lavora bene deve poterlo fare e non sarebbe giusto penalizzare un'intera categoria solo perché qualche collega è più disinvolto. Anzi, a tal proposito, ben vengano le segnalazioni di assembramenti e comportamenti pericolosi, ma è il momento di provare a ripartire. L'importante è farlo in sicurezza».

Casa conosce i problemi del commercio e l'obiettivo è cercare di risolverli andando incontro alle esigenze di chi ha pagato in prima persona il lockdown. «Per quanto riguarda bar, locali, ristoranti e altre attività abbiamo cercato di facilitare l'occupazione di suolo pubblico proprio per facilitare le attività. Più spazio a costo zero significa dare la possibilità di ospitare un maggior numero di clienti in sicurezza. Oltre al taglio dei costi abbiamo alleggerito le pratiche per facilitare l'iter burocratico delle richieste».

Non possiamo dirci certi che l'emergenza covid sia finita, ma la ripartenza è avviata. «Una volta che è stato dato il via libera alle riaperture - spiega Casa -, anche volendo, diventa difficile accertare irregolarità. Da quello che vedo in giro però mi sembra che i comportamenti corretti siano quelli della stragrande maggioranza delle persone. Lo abbiamo aspettato tutti questo via libera, anche noi cittadini. E' ovvio che si va incontro a contatti maggiori tra persone quindi a eventuali contagi, ma nel momento in ci si riapre tutto questo è inevitabile. Rispettare le norme di sicurezza come mantenere le distanze e indossare le mascherine resta fondamentale».

La voglia di stare insieme è degli umani, non c'è dubbio. Caffè mattutino e aperitivo in compagnia hanno rappresentato una gioia per molti dopo il lungo periodo di isolamento. Se gli adulti si sono dimostrati attenti alle precauzioni, c'è chi non se ne cura troppo: «Dal mio osservatorio personale vedo purtroppo in giro gruppi di ragazzini incuranti che si toccano e abbracciano. Capisco la gioia di rivedersi di persona, ma a tutti raccomando di non farlo. Il distanziamento va rispettato. I giovani forse si sentono invincibili, ma devono pensare che a casa potrebbero esserci persone che giovanissime non sono più e comunque il virus non è ancora debellato. Serve stare in allerta. Lo stesso vale per alcune comunità di stranieri. Alcune hanno capito la gravità della situazione, altre non ancora».

 

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