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Coronavirus

Tremila tamponi a settimana e meno positivi

26 maggio 2020, 05:08

Tremila tamponi a settimana e meno positivi

MONICA TIEZZI

A Parma ieri per fortuna solo quattro Covid-positivi in più (e nessun decesso), ma venerdì scorso 12 in più, giovedì nove e mercoledì 23, quest'ultimo il numero più alto in Regione. Significa che il virus sta riprendendo forza?

SEMPRE PIÙ «TAMPONATI»

«No, è il risultato della campagna di screening con tamponi partita a inizio aprile - risponde Ettore Brianti, direttore sanitario dell'ospedale Maggiore e sub-commissario Ausl all'emergenza Covid - Abbiamo testato gli ospiti delle case protette e per anziani, i pazienti a domicilio, le persone segnalate con sempre maggiore puntualità dai medici di medicina generale, e abbiamo iniziato a valutare anche tutti i componenti delle famiglie dei contagiati. Siamo anche a buon punto con i test sui dipendenti di ospedale e Ausl, circa ottomila persone: abbiamo fatto i tamponi a tutti gli operatori sanitari ed entro questa settimana dovremo concludere quelli sul personale amministrativo».

TEST DA AUSL E OSPEDALE

In questa settimana l'Ausl conta di eseguire 2.394 tamponi (la cifra da fine aprile oscilla fra 2.290 e 2.450 a settimana). A questi va aggiunto, spiega Brianti, il numero crescente di tamponi eseguiti in ospedale da quando, la scorsa settimana, è ripresa l'attività chirurgica non urgente interrotta per il Covid-19, perché in base ai nuovi protocolli di sicurezza tutti questi pazienti devono essere sottoposti alla verifica della presenza di Covid 24 ore prima di entrare in sala operatoria.

Ci sono poi i test sui pazienti che si presentano in pronto soccorso per sospetto Covid o per altre emergenze che richiedono il ricovero: anche per loro si deve accertare la presenza del virus per poterli indirizzare ai percorsi Covid-dedicati o cosiddetti «puliti». Parliamo, per quanto riguarda l'ospedale, di 630 tamponi a settimana, che si aggiungono ai 2.400 circa dell'Ausl: in tutto oltre tremila test a settimana.

«DATI NON ALLARMANTI»

«Ecco perché le variazioni, in alcuni giorni, dei numeri dei positivi non ci preoccupano - dice Brianti - Si tratta di casi controllabili, ben tracciati e che presentano sintomi sfumati, o addirittura nessuno».

FIDUCIA CONDIVISA

La fiducia di Brianti sull'andamento del contagio è condivisa anche da Tiziana Meschi, responsabile, al padiglione Barbieri dell'ospedale Maggiore, del reparto Covid che accoglie pazienti i contagiati di Parma e provincia.

SEMPRE MENO RICOVERI

«Da settimane registriamo un calo costante sia di nuovi casi che di ricoveri complessivi - spiega Meschi - Dai 50 ricoveri di Covid-positivi di fine aprile siamo passati a cifre che oscillano fra i 25 della scorsa settimana e i 17 di oggi (ieri per chi legge, ndr). I nuovi ingressi, ora in media uno al giorno, sono meno delle dimissioni».

Tutto il reparto Covid oggi conta 123 ricoverati, di cui, come detto, solo 17 chiaramente positivi: il resto «grigi» e non ancora diagnosticati con certezza.

SINTOMI PIU' SFUMATI

Assieme ai numeri, cala anche la gravità dei sintomi: in terapia intensiva ci sono non più di quattro malati, e fra gli ospiti del padiglione Barbieri «non ci sono più gravi insufficienze respiratorie ma difficoltà che si risolvono con una blanda ossigenoterapia, oltre a febbricole e sintomi gastrointestinali» spiega Meschi.

VIRUS MENO AGGRESSIVO

Diverse, dice la specialista, le cause della minore aggressività del virus: le terapie sperimentate («anche se è bene chiarire che non abbiamo ancora un farmaco che cura il Covid» precisa), l'individuazione precoce dei contagiati ma anche, ipotizza Meschi, «l'adattamento all'uomo di un virus che ha fatto il salto di specie. E' come se al coronavirus ora non interessasse più uccidere l'ospite ma solo propagarsi».

Una strategia che dobbiamo continuare a contrastare per avere la parola finale in questa guerra.

 

MONICA TIEZZI A Parma ieri per fortuna solo quattro Covid-positivi in più (e nessun decesso), ma venerdì scorso 12 in più, giovedì nove e mercoledì 23, quest'ultimo il numero più alto in Regione. Significa che il virus sta riprendendo forza?...

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