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ADDIO

Gian Luca Cotti doveva sposarsi a settembre, ma il suo cuore si è fermato

27 maggio 2020, 05:05

Gian Luca Cotti doveva sposarsi a settembre, ma il suo cuore si è fermato

ISABELLA SPAGNOLI

 

Il 5 settembre Gian Luca e Ilenia avevano fissato un appuntamento importante: il giorno delle loro nozze. Una data attesa con smania e felicità, che avrebbe coronato tredici anni di cammino fatto assieme. Una strada non sempre facile che li aveva visti, nonostante la giovane età, assumersi responsabilità più grandi di loro.

Quel 5 settembre non sarà mai festeggiato. A ricordare quell’evento rimane un abito bianco da sposa da andare a ritirare in un negozio qualunque. Un vestito che non verrà mai indossato perché lo sposo all’altare non potrà proprio arrivare.

«Porto a casa tuo fratello Mattia e ci vediamo tra poco». Era domenica sera, prima di cena, quando Ilenia ha salutato per l’ultima volta il fidanzato, Gian Luca Cotti, 48 anni, forte come una roccia. Mai un malanno, mai niente che facesse presagire che il suo cuore si sarebbe potuto fermare così, senza una ragione.

Tornata a casa dopo poco tempo da quel “ciao”, Ilenia, ha trovato il suo compagno accasciato a terra. Il suo cuore aveva smesso di battere in un minuto. Una morte improvvisa, inspiegabile, che ha lasciato distrutti dal dolore i familiari e lei che racconta, animata da tanta forza e da immenso amore, chi fosse il compagno della sua vita.

«Gian Luca lavorava in banca, al Credito Emiliano. Era stato molto attivo nella Parrocchia Famiglia di Nazareth, dove insegnava a suonare la chitarra ai bambini, ma negli ultimi tempi aveva potuto dedicare meno energie al volontariato perché si occupava del fratello Mattia di 32 anni che non poteva stare solo. Gian Luca aveva perso la mamma qualche anno fa e suo fratello era al centro del suo mondo».

Amante della montagna, dove appena poteva scappava per andare a sciare, e del mare d’inverno (Milano Marittima e Riccione i suoi luoghi preferiti), partecipava spesso, chitarra alla mano, a pranzi e cene dove faceva la «colonna sonora».

«Una volta alla settimana si trovava a suonare con i colleghi e spesso andava a diversi concerti – continua la compagna -. Lui e il fratello condividevano la passione della musica che li faceva sentire uniti». Pacato, sempre disponibile al dialogo, Gian Luca, aveva il dono di fare sentire tutti accolti, “a casa”. «Aveva un carattere avvolgente, non perdeva mai la pazienza, era la persona più colta e riflessiva che avessi mai incontrato», aggiunge la compagna che ricorda i Natali trascorsi insieme nella loro “grande e strana famiglia” fatta di persone che si erano incontrate per caso e avevano deciso di unire i loro cuori anche se non erano necessariamente stretti da legami di sangue. Tavolate di amore, canti e allegria.

Ilenia ricorda anche i viaggi a Parigi, in Sardegna, in Puglia, a Venezia dai cugini. Momenti strappati al destino per un pelo, indimenticabili, fissati per sempre nella memoria. «Ci rubavamo una settimana all’anno per fare il nostro viaggio, poi dovevamo tornare a casa da Mattia, ai nostri doveri. Ricorderò sempre Gian Luca mentre passeggiava sulla riva del mare con il sigaro in bocca, immerso nei suoi pensieri. Era capace grazie ad una sorta di “yoga mentale” di trovare una dimensione perfetta fatta di calma e serenità».

A piangerlo rimane il padre Luciano, il fratello e i tantissimi amici che faticano a lasciarlo andare «Non doveva capitare proprio lui, capace di tenere alto il morale della truppa», dicono. E poi rimane Ilenia che non ha neppure la consolazione di avere quell’anello al dito, persa tra ricordi e lacrime che, oggi, faticano ad uscire. Perché è lei ora ad occuparsi della truppa. Quella che dice: «Bisogna andare avanti».

 

ISABELLA SPAGNOLI Il 5 settembre Gian Luca e Ilenia avevano fissato un appuntamento importante: il giorno delle loro nozze. Una data attesa con smania e felicità, che avrebbe coronato tredici anni di cammino fatto assieme. Una strada non sempre...

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