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CORONAVIRUS

Duemila multe da marzo, ma per ora a pagare sono solo in 300

28 maggio 2020, 05:03

Duemila multe da marzo, ma per ora a pagare sono solo in 300

PIERLUIGI DALLAPINA

Una pioggia di multe, ben 2.050 su un totale di 147.752 controlli, a chi ha provato ad evadere dalla clausura o a quei negozianti che non hanno rispettato i divieti imposti per fermare una pandemia che sembrava fuori controllo. Almeno in alcune aree del Nord Italia, tra cui Parma, la seconda provincia in regione più colpita dalla rapidità del contagio, dopo quella di Piacenza.

Dal 18 maggio non serve più l'autocertificazione per muoversi all'interno della propria regione, mentre per settimane i parmigiani, al pari degli altri italiani, hanno dovuto portare con sé il modulo per giustificare ogni spostamento – non solo quelli in auto, ma anche a piedi – pena una multa salata o addirittura il rischio, poi abolito, di una denuncia. Ora che i controlli sugli spostamenti si sono allentati, così come sembra essersi fatto meno aggressivo il virus, si può tracciare un primo bilancio delle sanzioni elevate ai trasgressori durante le settimane di rigorosa chiusura.

Dal 9 marzo a ieri, nel Parmense sono state multate circa duemila persone - su un totale di quasi 81.732 controlli - per essere uscite di casa senza riuscire a dimostrare che il loro spostamento era motivato da esigenze lavorative, assoluta urgenza, necessità o motivi di salute. Durante le migliaia di controlli delle forze dell'ordine e della polizia locale, al momento non si ha notizia di sanzioni elevate a persone in isolamento o a malati che hanno infranto la quarantena. Passando dalle persone agli esercizi commerciali, il sostanziale rispetto delle regole anticontagio è ancor più evidente che nel caso delle persone, perché su un totale di 66mila controlli, le multe sono state una cinquantina. Per lo più si tratta di sanzioni legate alla presenza di persone all'interno dei locali o alla mancata chiusura nel periodo di blocco totale delle attività.

In base ai dati della prefettura, al momento solo il 15% delle sanzioni risulta essere stato pagato, mentre esistono ricorsi nel 35% dei casi (oltre 700 persone). Per quanto riguarda l'altra metà delle multe, bisogna ancora aspettare per avere notizie sulla loro sorte: chi è stato sanzionato ha 30 giorni di tempo per pagare l'importo ridotto del 30% (il decreto legge 19 del 25 marzo stabilisce un minimo di 400 e un massimo di 3mila euro) o per presentare ricorso, mentre ha a disposizione 60 giorni per pagare la multa senza maggiorazione.

Tornando alle sanzioni pagate, se il 15% dei trasgressori (308 persone) ha versato i 280 euro richiesti, si arriva a 86.240 euro finora versati nelle casse dello Stato. Va detto subito che si tratta di un calcolo teorico e non definitivo, perché sono più della metà quelli che non hanno ancora pagato o non hanno presentato ricorso.

Dall'inizio dell'emergenza coronavirus ad oggi, i divieti sono cambiati più e più volte (e con loro le autocertificazioni che dovevano tenersi in tasca tutti quelli che uscivano di casa) diventando sempre più severi nel corso delle settimane, fino a prevedere sanzioni penali, come ricordato nel decreto del presidente del Consiglio dei ministri dell'8 marzo. Il dpcm stabiliva che il mancato rispetto degli obblighi anticontagio era una violazione dell'articolo 650 del codice penale (inosservanza dei provvedimenti dell'autorità), punibile con l'arresto fino a tre mesi.

Tantissime denunce per violazione del dpcm riguardavano proprio la violazione dell'articolo 650, ma questo reato, come hanno fatto notare alcuni giuristi, faticava a stare in piedi nel caso delle misure contro il Covid-19. Di questa difficoltà se ne è reso conto anche il Governo, tanto che il 25 marzo, il decreto legge 19 stabiliva che «non si applicano le sanzioni contravvenzionali previste dall'articolo 650 del codice penale». In altre parole, la norma era abrogata con valore retroattivo e al posto della sanzione penale ai trasgressori veniva chiesto il pagamento di una sanzione amministrativa pari a 200 euro. Una «depenalizzazione» che ha il merito di aver alleggerito i carichi sul già ingolfato sistema giudiziario.

 

PIERLUIGI DALLAPINA Una pioggia di multe, ben 2.050 su un totale di 147.752 controlli, a chi ha provato ad evadere dalla clausura o a quei negozianti che non hanno rispettato i divieti imposti per fermare una pandemia che sembrava fuori...

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