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CORONAVIRUS

Test sierologici al via: chiamata per oltre mille parmigiani

28 maggio 2020, 05:07

Test sierologici al via: chiamata per oltre mille parmigiani

MARA VAROLI

Anche a Parma sono iniziate le telefonate per aderire al progetto di sieroprevalenza e quindi per sottoporsi al test sierologico. Un progetto del ministero della Salute, realizzato insieme all'Istat, in collaborazione con l'Istituto superiore della Sanità e con lo Spallanzani di Roma, dove confluiscono tutti i campioni raccolti a livello nazionale. Saranno chiamati ben 180 mila italiani. In questo modo si potrà capire veramente come si è mosso il contagio nel nostro Paese, regione per regione, provincia per provincia ma anche per fascia d'età. Il numero dal quale arriva la telefonata è unico: 06-5510 e per la nostra provincia operano 6 volontari della Croce rossa, sotto il coordinamento di Stefano Bisbano: «Abbiamo iniziato a chiamare le persone che rientrano nel campione per chiedere la disponibilità ad aderire al progetto sulla sieroprevalenza - risponde il direttore sanitario della Cri di Parma Bisbano -. Ai cittadini selezionati chiediamo di fare il prelievo in ambulatorio o a domicilio. Inoltre, c'è un questionario da compilare per inquadrare il soggetto: dove vive, dove lavora e come si muove. E solo le persone che rientrano in agenda possono fare il test: non ci si può proporre. L'esito della chiamata può concludersi nella prenotazione, nel rifiuto oppure nella richiamata, se per caso il soggetto vuole ripensarci oppure se in quel momento è impossibilitato a rispondere». E purtroppo, come avviene nel resto del Paese, anche a Parma c'è chi si rifiuta di fare il test.

Per la nostra provincia, il progetto riguarda 1.145 utenti, così divisi nei quattro distretti: 543 a Parma, 310 a Fidenza, 61 nelle valli del Taro e Ceno, 231 nel distretto Sud Est. Una suddivisione realizzata dall'Istat, che ha individuato il campione da testare. «E lunedì è iniziata la fase organizzativa in stretto contatto con la Croce rossa e la Regione - spiegano Monica Pini, medico della direzione sanitaria dell'Ausl e referente del progetto dell'Ausl di Parma insieme a Emilio Cammi, direttore del servizio infermieristico dell'Ausl -. Questo weekend inizieremo a fare i prelievi per i test sierologici alle persone che verranno contattate e che accetteranno volontariamente di sottoporsi all'esame». Nella fase organizzativa del progetto, infatti, sono stati suddivisi anche i compiti: la Cri ha il compito di contattare le persone e sulla base del consenso prenotare l'appuntamento per il test; l'Ausl ha il compito di effettuare i prelievi. A Parma, i test verranno eseguiti nel polo sanitario Parma Est di via Leonardo da Vinci, dove sabato e domenica saranno aperti tre ambulatori, dalle 8 alle 18. A Fidenza i test verranno eseguiti all'ospedale di Vaio con due ambulatori aperti sabato 30 dalle 14 alle 18 e domenica 31 dalle 8 alle 18. Per il distretto Sud Est gli esami verranno fatti alla Casa della Salute di Langhirano, dove saranno aperti due ambulatori, sabato dalle 8 alle 18. Per il distretto della Valtaro e Valceno gli ambulatori si troveranno al polo sanitario di Fornovo e saranno aperti solo il 6 e il 7 giugno. «Chiaramente - continuano Pini e Cammi - si possono presentare per sottoporsi al test sierologico solo le persone che sono state contattate dalla Croce rossa, per cui solo su invito. Queste persone dovranno avere un preciso appuntamento: non è necessario essere a digiuno per fare il test, anche perché l'esame riguarda la verifica della presenza degli anticorpi, ma è necessario munirsi di un documento d'identità».

«Se il soggetto esaminato risulta positivo verrà fatto anche il tampone - ricordano Pini e Cammi -. E se la persona risulta positiva anche al tampone, viene subito richiesta la quarantena e certificata la malattia, così come è stato fatto fino a questo momento. I test vengono inviati all'ospedale di Vaio che è il nostro centro di raccolta e poi per essere analizzati vengono inviati al laboratorio di Reggio Emilia, così come deciso a livello regionale. Il campione che prenderemo in esame è rappresentativo di sei fasce di età: da zero a 17 anni, da 18 a 34, da 35 a 49, da 50 a 59, da 60 a 69 e da 70 in su. Ci auguriamo che le persone che verranno contattate dalla Cri aderiscano al progetto e quindi accettino di sottoporsi al test: prima di tutto perché il progetto riguarda uno studio scientifico e segue un percorso rigoroso, poi è un modo per conoscere la propria situazione di salute. Ovviamente i punti prelievi rispettano le norme vigenti: all'entrata di ogni punto ci sarà un operatore che organizzerà il flusso di persone. Non sarà pericoloso, perché oltre ai dispositivi di protezione individuale e al distanziamento, verranno messe in atto tutte le misure preventive a un possibile contagio». E l'appello è solo uno: «Lo sforzo per questo progetto è notevole - concludono Pini e Cammi -. Noi crediamo in questo progetto e pensiamo che possa dare dei frutti. Per cui, il nostro appello è chiaro: cercate di aderire e acconsentite a sottoporvi al test. L'organizzazione ha pensato di effettuare i prelievi proprio al sabato e alla domenica, per favorire i lavoratori e i bambini che in questo modo possono essere accompagnati».

 

MARA VAROLI Anche a Parma sono iniziate le telefonate per aderire al progetto di sieroprevalenza e quindi per sottoporsi al test sierologico. Un progetto del ministero della Salute, realizzato insieme all'Istat, in collaborazione con l'Istituto...

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