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SANITÀ

«Mio padre, 85 anni, da Torrile a Bardi per un prelievo»

30 maggio 2020, 05:08

«Mio padre, 85 anni, da Torrile a Bardi per un prelievo»

PIERLUIGI DALLAPINA

Quasi un chilometro per ognuno dei suoi anni, che sono tanti, mentre i chilometri da percorrere per essere visitato sarebbero troppi, dato che all'ottantina dell'andata vanno sommati anche quelli del ritorno. E per di più lungo strade che a un certo punto diventano un groviglio di curve, perché il primo ambulatorio disponibile per quella visita urgente è in montagna, a Bardi. Una meta non irraggiungibile, ma molto scomoda se la partenza è da San Polo di Torrile, dove abita l'85enne che a causa di forti dolori si è dovuto sottoporre ad un esame del sangue per controllare che cosa non va.

«Vi sembra coerente mandare un paziente di 85 anni a dover eseguire un esame in una località distante 85 chilometri?», domanda in tono polemico la figlia dell'anziano, Lamberta De Angelis, nella lettera inviata al giornale per segnalare quello che, secondo il suo giudizio, potrebbe essere definito come un episodio di malasanità di cui è rimasto vittima il padre Adelmo. «Secondo me stiamo veramente, sopportando una situazione sanitaria e politica alquanto discutibile, forse vergognosa», scrive la lettrice. Parole dure, dettate molto probabilmente dalla preoccupazione per la salute del genitore. L'Ausl però non ci sta ad essere accusata di malasanità, soprattutto ora che deve fare i conti con l'enorme arretrato di visite provocato dall'esplosione della pandemia di coronavirus.

«Per le prestazioni urgenti il servizio sanitario assicura la prima data utile nella prima sede sanitaria disponibile, e non garantisce la scelta della sede né della data né del medico: questo succedeva anche prima dell'emergenza e sta succedendo anche ora nella fase 2 di un'emergenza non ancora finita - si legge nella lettera di replica scritta dall'Ausl -. Anche a causa dell'emergenza sanitaria in corso, la ripartenza delle attività di queste settimane sta avvenendo con gradualità, e per questi motivi è possibile prenotare soltanto le prestazioni urgenti. Per tutte le altre prestazioni non urgenti già prenotate, gli interessati verranno contattati dagli operatori delle due aziende sanitarie di Parma per fissare una nuova data. Si ricorda che sono decine di migliaia le prenotazioni da ricollocare, perché erano state sospese nei mesi più duri della pandemia».

Giusto per avere qualche numero, le prenotazioni da ricollocare (dal 1 marzo al 31 maggio) sono 104.096, di cui 57.012 dell'Ausl e 47.084 dell'azienda ospedaliero universitaria. Per quanto riguarda invece le prestazioni (un'unica prenotazione può contenere un massimo di 8 prestazioni), da inizio marzo a fine maggio quelle da riprogrammare sono 236.588 così divise: 144.170 da parte dell'Ausl e 92.418 da parte dell'ospedale.