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Salute

Screening, si riparte con seno, utero e colon

30 maggio 2020, 05:05

Screening, si riparte con seno, utero e colon

ISABELLA SPAGNOLI

Dall’ inizio di marzo, causa l’emergenza Covid – 19, la prevenzione ha subito un brusco arresto. Ora è venuto finalmente il momento di ripartire con lo screening per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori del colon – retto, del collo dell’utero e del seno.

Come sono le modalità di ripartenza?

Patrizia Greci, responsabile del Servizio di screening collo utero dell’Ausl spiega: «Dai primi giorni di marzo fino ad oggi gli inviti sono stati sospesi e riprenderanno il 3 giugno. Le chiamate vengono inviate mensilmente, su tutto il distretto di Parma, per lettera e sono differenziate. Il Pap test, rivolto alle donne tra i 25 e i 29 anni va fatto ogni tre anni, mentre l’Hpv test, dai 30 ai 64 anni è proposto ogni cinque.

La donna si presenterà con la lettera di invito mandata dall’Ausl nella quale sono indicati giorno luogo e ora, oltre al numero di telefono e all’indirizzo e mail da contattare per modificare l’appuntamento. La riapertura dello screening , durante questo mese, darà la priorità a quelle donne che devono eseguire in maniera ravvicinata il Pap test o l’Hpv test».

La Greci ricorda che tutte le donne dai 25 ai 64 anni riceveranno la lettera. «Non bisogna presentarsi assolutamente senza invito. Successivamente al test, le donne, riceveranno la risposta positiva o negativa. Se il test è positivo dovranno fare ulteriori accertamenti e avranno tutte le indicazioni di come procedere».

Continua a pieno regime e non è mai stata interrotta l’ attività ambulatoriale di colposcopia, prioritaria in quanto riguarda la valutazione dei test che sono risultati positivi . «Le prestazioni si svolgeranno in piena sicurezza sia per gli operatori coinvolti che per le persone invitate – continua la Greci -. Per questo motivo, alla lettera di invito, abbiamo allegato indicazioni comportamentali definite dalla regione Emilia Romagna alle quali le persone devono attenersi».

Paolo Orsi, responsabile provinciale del Programma Colon Retto Ausl di Parma, spiega che lo screening, interrotto a marzo, è già stato ripreso. «Diamo la priorità alle circa 300 colonscopie che dovranno fare i soggetti risultati positivi alla ricerca del sangue occulto nelle feci; queste ultime saranno eseguite nel giro di una settimana. Dobbiamo ora riprendere a spedire circa 45 mila inviti – spiega Orsi -. Lo screening che è stato attivato 13 anni fa si rivolge a uomini e donne tra i 50 ai 69 anni residenti a Parma e provincia. Sono circa oltre 100.000 persone (di cui il 60% di Parma città e 35% sparse in provincia) che attraverso una lettera inviata a domicilio, ogni due anni, dall’Azienda Usl, vengono invitati ad eseguire un test per la ricerca di sangue occulto nelle feci. Individuare piccole perdite di sangue consente di diagnosticare polipi o lesioni tumorali in fase molto precoce. Questo significa poter intervenire tempestivamente con le cure aumentando la possibilità di completa guarigione». Orsi spiega che i positivi (il 5% di quelli che aderiscono) vengono sottoposti ad un accertamento ulteriore (la colonscopia) per capire la natura del sanguinamento. In questi soggetti abbiamo scoperto, nel 20% dei casi, la presenza di polipi benigni che vengono poi asportati durante lo stesso esame».

Orsi spiega che l’adesione alla campagna di prevenzione è del 55%, un numero non esaltante. «In questi 13 anni abbiamo ridotto la mortalità di oltre il 20%. Se rispondesse il 100% degli interessati avremmo la riduzione del 40% della mortalità, un dato enorme».

Orsi spiega che fino ad oggi, la persona, poteva andare a ritirare il kit per fare la ricerca di sangue occulto delle feci presso associazioni di volontariato per poi riconsegnare il campione, una volta effettuata la raccolta. «Ora stiamo valutando, per evitare assembramenti nelle associazioni nelle quali spesso operano volontari anziani, un modo alternativo di azione, che potrebbe essere quello di inviare insieme all’invito per la ricerca di sangue occulto, anche il kit destinato alla raccolta delle feci. La persona lo troverebbe già a casa e potrebbe riconsegnarlo in alcuni punti destinati ai prelievi del sangue dove sarebbero posizionati contenitori refrigerati nei quali mettere i campioni».

Nicoletta Piazza, responsabile del programma di screening mammografico dell’Ausl conclude: «Abbiamo messo uno stop alle mammografie il 9 marzo e l’11 maggio siamo ripartiti con le mammografie dedicate alle pazienti “sospese” a marzo e invitate, poi, attraverso numerose telefonate. Nel frattempo abbiamo fatto la compilazione dei calendari e dall’8 di giugno ripartiranno le lettere di invito».

Le donne dai 45 ai 49 anni vengono invitate ogni anno mentre quelle in fascia 50 /74 rispondono all’appello ogni due. «Al momento per motivi di sicurezza, in base alla normativa regionale, riusciamo a vedere due pazienti all’ora per questo motivo chiediamo scusa per l’allungarsi dei tempi. Per ridurre al minimo i ritardi abbiamo chiesto, nella lettere di invito, di dare conferma o disdetta dell’appuntamento in modo da non creare buchi, sprecando così appuntamenti». Piazza spiega che sono stati, inoltre, istituiti recuperi il sabato pomeriggio per cui nei prossimi mesi ci saranno tre tecnici operativi.

«E’ importante che le donne che avvertono sintomi chiamino certe che le riceveremo immediatamente. Stesso discorso per le signore che non vedono arrivare l’invito». I responsabili dei vari screening raccomandano ai pazienti di disdire i controlli se si dovessero avvertire sintomi che potrebbero essere ricondotti al Covid – 19.