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DECRETO RILANCIO

Trenta milioni per far ripartire il Parmense

31 maggio 2020, 05:02

Trenta milioni per far ripartire il Parmense

PIERLUIGI DALLAPINA

 

Sui 30 milioni di euro promessi al territorio dal Governo con il decreto Rilancio, sono 9,8 quelli che a breve arriveranno nelle casse della Provincia e dei 43 Comuni del Parmense per rimpinguare bilanci svuotati dalla pandemia. Si tratta di soldi provenienti dal fondo nazionale da 3,5 miliardi - 3 miliardi per i Comuni e 500 milioni per le Province - che è stato creato per garantire agli enti locali le risorse necessarie alle funzioni fondamentali. «Sono risorse importanti che si aggiungono ad altre già stanziate nelle scorse settimane», dichiara Davide Zanichelli, deputato 5 Stelle eletto nel collegio di Parma. Ma alla soddisfazione del parlamentare non si aggiunge l'entusiasmo dei sindaci del Parmense. Almeno non di tutti, a partire dal primo cittadino della città, Federico Pizzarotti: «Bene, ma non benissimo. Se non arriveranno altre risorse, saremo costretti a fare dei tagli».

30 MILIONI AL TERRITORIO

«Al territorio parmense arriveranno complessivamente oltre 30 milioni di euro. Soldi che saranno destinati tramite uno specifico decreto ma per cui è già arrivato ai Comuni l'anticipo del 30%. Questo significa quasi 8,5 milioni di euro per i Comuni parmensi a cui si somma il milione e 326 mila euro per la provincia. Oltre 9,8 milioni di euro in totale per i servizi dei cittadini parmensi», spiega Zanichelli, nella speranza di convincere i sindaci alle prese con la crisi economica che il Governo non li ha dimenticati. «Sono risorse importanti che si aggiungono ad altre già stanziate nelle scorse settimane: penso ai 12 miliardi di euro per pagare i vecchi debiti con i fornitori della pubblica amministrazione, alla possibilità di rinegoziare i mutui di Cassa depositi e Prestiti e ai fondi aggiuntivi per ristorare gli enti locali del mancato gettito dell' Imu e della tassa per l'occupazione del suolo pubblico». Tutti soddisfatti quindi? Neanche per sogno.

SERVIZI A RISCHIO

«Purtroppo siamo ancora lontani dall'essere tranquilli, perché al nostro bilancio, a causa dell'emergenza sanitaria, mancano circa 20 milioni di euro di entrate», confessa il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, che spera nell'arrivo di ulteriori risorse. «Se non arriveranno, a settembre saremo costretti a tagliare i servizi. Ma nessuno vuole tagliare i servizi alla popolazione in un periodo in cui, a causa della crisi economica provocata dal coronavirus, la gente avrà bisogno di tutto».

BILANCIO IN CRISI

Soddisfatto sì, ma a patto che arrivino altri soldi, perché questi non bastano. Anche Diego Rossi, presidente della Provincia e sindaco di Borgotaro, al pari del sindaco di Parma, chiede al governo Pd-5 Stelle di non fermare il flusso di denaro che da Roma si sta dirigendo verso il Parmense. «Il 2020 sarà un anno difficile. Questa compensazione è positiva, ma è parziale, perché abbiamo bisogno di ulteriori risorse per riuscire a mantenere la programmazione degli interventi». Rossi ricorda che a causa della pandemia «al 30 aprile mancavano 2 milioni di euro, su una previsione di 15, derivanti dall'imposta di trasferimento di proprietà delle auto». Una delle due voci - insieme all'accisa sull'Rc auto - più importanti del bilancio della Provincia.

LIBERTÀ DI SPESA

«L'arrivo di queste risorse è un'ottima notizia. L'importante è che da Roma lascino ai sindaci la libertà di spenderle per interventi a sostegno delle attività sociali ed economiche», afferma Andrea Massari, primo cittadino di Fidenza. Anche Tommaso Fiazza, sindaco leghista di Fontevivo, invoca più poteri: «Per ripartire davvero, ai sindaci deve essere lasciata liberà d'azione, seguendo il modello Genova, dove in poco tempo è stato possibile realizzare una grande opera». Il riferimento è alla ricostruzione del ponte Morandi. Ma Fiazza è convinto che i soldi del decreto Rilancio non siano sufficienti: «L'Anci ha affermato che servirebbero 3 miliardi in più».

SCONTI E INVESTIMENTI

«Questo è un Governo che mantiene le promesse, perché oltre a questi fondi ci ha anche assegnato tutti quelli che ci spettavano dalla fusione. Soldi che ci erano stati tagliati quando al governo c'era Salvini. Parliamo di 1,6 milioni per il 2019 e di 1,3 milioni per il 2020. Grazie a queste risorse possiamo pensare a nuovi investimenti per il sociale e rilanciare l'economia», ricorda Nicola Cesari, sindaco di Sorbolo Mezzani. «Questi soldi sono fondamentali per andare incontro alle difficoltà dei cittadini. Con il contributo del Governo lavoreremo sulle agevolazioni per la Tari», promette infine il sindaco di Collecchio, Maristella Galli.

 

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