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Coronavirus

Circoli Toscanini e Aquila, si riparte

02 giugno 2020, 05:07

Circoli Toscanini e Aquila, si riparte

ANTONIO BERTONCINI

«Gianna, mi prenota per la cena di San Giovanni sotto la rugiada?»: ha messo le mani avanti la signora Giuliana, rivolgendosi direttamente alla presidente del Circolo Toscanini Gianna Vincenzi. Nella sua domanda sta però tutta la voglia di ricominciare di lasciarsi alle spalle le scorie della tragedia collettiva del covid-19, che ha colpito duro, lasciando un segno indelebile, un velo di tristezza per gli amici che non ci sono più, fra i soci Circolo “ammiraglio” dell’Arci di Parma, con i suoi oltre 2.000 iscritti.

Così per il Toscanini ieri è cominciata una nuova vita, con la riapertura dopo 3 mesi di black-out vissuti in trincea, con un colpo al cuore ogni volta che si veniva a sapere che se n'era andato per sempre qualche compagno di briscola o di tombola, e che non si poteva neppure salutare. Ma la riapertura, sia pure senza carte e senza ballo liscio, traccia la strada della speranza: «Mesi orribili? Peggio che orribili – constata Gianna Vincenzi - certo, anche qui quel maledetto virus ha circolato, come è accaduto in quasi tutte le comunità. Il nostro è un circolo grande e non è stato risparmiato, nonostante in coscienza sappiamo di aver preso tutte le precauzioni possibili anche prima che venissero imposte dalle autorità. Fra i nostri soci – continua con un velo di commozione – abbiamo contato un centinaio di contagiati e purtroppo 19 vittime. Ciascuno di loro, per noi del consiglio, è stato un colpo al cuore, anche se in termini percentuali è l’1% degli iscritti. Sono persone, compagni di vita, che passavano qui il loro tempo fra una briscola, una scala 40, una partita a burraco, una tombolata, e le partite del Parma su maxi-schermo».

Il Toscanini, comunque, non ci sta a passare per un circolo gestito con approssimazione che avrebbe prodotto disastri: in città circolava la voce di cifre ben più alte di vittime, in ogni caso sempre troppe, anche se in realtà contenute dal punto di vista delle statistiche: «Abbiamo cercato di adottare misure di prudenza non appena sono circolate le notizie sul covid – precisa la presidente -: l’ultimo ballo è stato il 15 febbraio, e ci siamo fermati non appena saputo la notizia dei parmigiani contagiati a Codogno, la tombola l’abbiamo chiusa il primo marzo, le altre attività, come i giochi delle carte, sono continuate, come ovunque, fino all’8 marzo quando si è fermato tutto per disposizione delle autorità».

E ora si riparte, con entusiasmo misto a tristezza, senza carte e senza ballo, ma si riparte: «Il 3 torna la tombola – fa notare Angelo Manfredini, coordinatore dei Parma Club e consigliere del Toscanini –: la faremo alle 15 come sempre, probabilmente nel cortile, forse usando anche lo spazio interno, ma certo nel pieno rispetto delle regole e della distanza sociale. Ci dispiace che sia passata una sorta di leggenda in città che ci additava come esempio negativo. Certo è che oggi chi viene al Toscanini lo fa con tutti i dispositivi di sicurezza. I nostri soci l’hanno capito, hanno creduto nel nostro lavoro, e già da stamattina ci stanno premiando con la loro presenza».

«E’ comunque bellissimo rivederli qui!», esclama Gianna Vincenzi. E il suo entusiasmo è ripagato dall’affetto. «Già da ieri hanno cominciato a telefonare per la tombola di mercoledì – dice Tazio Iotti - e c’è addirittura una signora di 96 anni che si è prenotata».

Un sospiro di sollievo lo tira anche il gestore della ristorazione Paolo Panizzieri, che non solo ha dovuto interrompere l’attività, ma a causa del virus si è fatto tre settimane di ospedale al Barbieri nei giorni più bui.

«Abbiamo aperto alle 9 – rivela il gestore – e alle 10,30 abbiamo avuto la visita dei carabinieri, che ci hanno fatto i complimenti per l’igiene e la sicurezza. Oggi si comincia con la ristorazione. Faremo 20 coperti, la metà del solito, ma pensavo peggio, perché mancano le carte e la ripresa non può che essere a ritmo ridotto».

I soci sono entusiasti: «Finalmente! – esclama Lino Villazzi, che indossa la mascherina dei “Parma Clubs” – non vedevamo l’ora. Hanno fatto un magnifico lavoro. Altro che avere paura. Si riapre in sicurezza, per adesso niente briscole, ma va bene così, gli amici li stiamo ritrovando».

BOCCIOFILA AQUILA

Tombola! Sì, hanno ricominciato proprio con la tombola, là dove tre mesi fa avevano dovuto gettare la spugna per chiudere la porta al Covid, i 250 soci della Bocciofila Aquila, che ieri ha finalmente ripreso l’attività.

«E’ sempre una tristezza fare la conta dei morti – esordisce il presidente Franco Alfieri –: i nostri iscritti sono per lo più anziani. Il Coronavirus se ne è portati via due, ma molto probabilmente qui da noi non è riuscito a fare breccia. Ci dicono che siamo stati bravi ad intervenire tempestivamente per ridurre i rischi, ma sicuramente siamo stati anche fortunati - ammette Alfieri – e probabilmente il nostro valore aggiunto sta nell’avere a disposizione locali così ampi che fanno del distanziamento un fatto quasi naturale. E’ però noto che a briscola si gioca in quattro attorno ad un tavolo guardandosi in faccia. Sì bisogna dire che è andata bene».

Così ieri sera si è ripreso con la tombola: «Fra i due saloni interni e lo spazio esterno abbiamo creato 130 posti in condizioni di sicurezza con il giusto distanziamento. E’ vero che prima della chiusura alle nostre tombole venivano duecento persone, ma adesso ci andrebbe benissimo così. Anche se non facciamo il pieno, l’importante è ripartire».

Un messaggio di speranza arriva anche da Ynoema Cruz, che gestisce con il marito la ristorazione del circolo: «Sarà una ripresa lenta – dice – ma siamo fiduciosi, dopo mesi in cui io e mio marito ci siamo trovati senza lavoro. Ora riprendiamo a cucinare su prenotazione».

La bocciofila Aquila ha a disposizione spazi enormi: diversi campi da bocce al coperto e all’aperto, 9 biliardi, ampi locali di ristorazione e di servizio: «Per ora – constata Alfieri – si può giocare a bocce e a biliardo, usando tavoli alternati. I nostri soci sono anche pescatori e ciclisti, e per loro non c’è problema. Disco rosso, invece per le carte e gli scacchi».

Così, se Mario Guerra, ex campione di bocce, può praticare il suo sport preferito, devono accontentarsi di quattro chiacchiere, un caffè o un bianchino i soci che abitualmente giocano a carte: «Qui si giocava da mattina a sera – dice Roberto - questa limitazione farà calare le presenze almeno per un po’. Paura? Assolutamente no. C’è un’organizzazione eccezionale».

Non se la prende più di tanto Emilio: «Il circolo mi è mancato molto, per me è una seconda casa, è già tanto essere qui».

Il problema di oggi per l’Aquila è uno solo: ringiovanire i ranghi per tener viva la società e sfruttare al meglio uno spazio grande e bello che pochi possono vantare. A.B.

 

ANTONIO BERTONCINI «Gianna, mi prenota per la cena di San Giovanni sotto la rugiada?»: ha messo le mani avanti la signora Giuliana, rivolgendosi direttamente alla presidente del Circolo Toscanini Gianna Vincenzi. Nella sua domanda sta però tutta...

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